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Joschka Fischer a El Pais “L’indipendenza Catalana attacca l’EU da dentro”. Spiacente per gli Spagnoli ma se è così, W Barcelona!

L’ex ministro degli esteri tedesco Joschka Fischer del SPD tedesco afferma oggi su El Pais – e senza mezzi termini – che la secessione indipendentista della Catalogna rappresenta una sfida da dentro all’EU, che a causa di tale evento può davvero implodere. Fa questo senza però minimamente prendere in considerazione le colpe di quanto accaduto, la radice dei problemi: se da una parte correttamente indica nella necessità di denaro da parte catalana le ragioni dell’indipendenza, dall’altra RIFIUTA di collegare il gesto estremo –  si, perchè di questo si tratta – dei catalani ai difetti congeniti dell’euro e quindi dell’EU, che nel caso hanno affilato e poi usato le armi dell’austerità indiscriminatamente contro tutti i cittadini spagnoli, anche contro quelli che – come i catalani – ritengono a ragione di creare gran parte della ricchezza e che oggi patiscono in particolare la povertà a causa del successo economico regionale e della bellezza del territorio, fattori che attraggono turisti e business, ma a fronte di stipendi locali troppo bassi. Appunto, è di questo che si tratta: la Spagna per non fallire, per uscire dalla crisi, da paese elitario quale è, dove per altro esiste ancora il latifondo nel sud, ha fatto pagare il conto ai lavoratori con la deflazione salariale (-40% in 8 anni) e non alle classi che hanno accumulato enorme ricchezza, ossia a pagare sono solo i lavoratori che purtroppo – ora possiamo dirlo – non si sono ribellati, solo i catalani lo hanno fatto quando sono stati toccati nella carne della sopravvivenza spicciola, prima questa estate con i dipendenti della sicurezza del Prat (a cui si è dovuto porre rimedio con un puntuale attentato) e poi oggi, per le strade. In tutto questo Rajoy non ha fatto altro che seguire gli ordini di Bruxelles e Berlino.

Fa sorridere che la vera ragione della crisi indicata dall’ex ministro degli esteri tedesco (ipereuropeista e filo francese, ideologo del gruppo Spinelli in seno all’EU, anche ideologo del moderno asse franco-tedesco, ndr) sia la stessa indicata dal nostri insider Jesus de Colon alcuni giorni fa, ossia i soldi che i catalani giustamente pretendono in quanto ne hanno bisogno per sopravvivere decentemente nella loro regione. Anche le ragioni prettamente economiche che hanno portato alla disfida sono le stesse indicate dal nostro autore. Ma l’ex ministro tedesco va giutsamente oltre, estende il discorso all’EUropa affermando che le conseguenze di una disfida dura sarebbero le stesse anche a livello EUropeo, se comincia uno a difendere i propri interessi tutti avranno a che discutere su chi guadagna di più in EUropa. E sappiamo che a guadagnare dall’Euro è praticamente solo il blocco tedesco. Dunque il meccanismo EU incentrato nell’euro – coi suoi enormi difetti – in caso di confronto duro andrebbe a rompersi, trattandosi anche nel caso dell’EU solo di soldi:

… Non c’è dubbio che il denaro sia importante, ma non tanto quanto l’impegno comune degli europei alla libertà, alla democrazia e allo stato di diritto. La prosperità dell’Europa dipende dalla pace e dalla stabilità, e la pace e la stabilità dipendono, prima e innanzitutto, se gli europei sono disposti a combattere per loro. …”  – Joschka Fischer, El Pais, 20.10.2017

Quello che Fischer non dice è il perchè egli stesso si spenda pubblicamente con tale veemenza ed in modo decisamente di parte – ossia per mantenere in piedi l’euro e l’EU – invece di domandarsi come e perchè si sia arrivati a questo punto: Fischer da buon tedesco fa gli interessi dei tedeschi e dunque deve difendere l’EU e soprattutto l’euro. E lo fa da Madrid, un luogo simbolo dove è transitata la metà degli esuli nazisti che poi sono riparati in Sud America. Ad esempio il giornale ABC fu molto vicino al mondo tedesco che in quegli anni “viaggiava molto”; anche l’ex primo ministro Josè Maria Aznar, di cui Rajoy fu il delfino, ha attinenze simili (…). Ed anche il famoso Otto Skorzeny, che per un periodo – quello caldissimo per la Penisola – coordinò le operazioni CIA sul campo anche con responsabilità per l’Italia, grande amico di Delle Chiaie, era basato nella capitale spagnola. Giocare sporco nelle partite importanti è la norma per i tedeschi.

La cosa che impressiona è l’assoluta incapacità sia tedesca che elitaria spagnola (i due fattori ideologicamente coincidono) di riconoscere che non si può andare avanti così, non si può pensare di continuare a far pagare per la crisi ai cittadini abbassando loro il loro stipendio, che si perseveri con l’austerità per obbligare interi paesi a saldare i conti in protesto pilotato a vantaggio dell’asse franco-tedesco, il secondo addendo che si arricchisce ed il primo che continua a fare la cicala coi soldi degli altri.

Deve esistere qualcosa in più. E questo “qualcosa in più” si chiama bramosia di dominio, legggasi la ferrea volontà tedesca di comandare sull’EU sostituendosi agli States, sono oltre 100 anni che ci provano. Ora che Londra si è tolta dal meccanismo EUropeo, ossia che non fa più parte del sistema di creazione asimmetrico di ricchezza del moloch continentale, resta da schiantare il vero ed ultimo alleato USA in Europa: l’Italia, con il fine di prendere il posto di Washington al comando continentale. L’austerità deve continuare fino a tale punto, poi potrà scemare.

Da qui si capisce come l’interesse USA e quello italiano di salvarsi dall’EUropa tedesca coincidano perfettamente: se l’Italia cade, l’EU tempo pochi anni andrà a competere anche militarmente con gli States nei teatri caldo del mondo. Sarà una mera conseguenza cacciare le basi USA dall’EUropa, è infatti un dato di fatto che sotto Obama i comandi militari americani abbiamo iniziato a pianificare lo spostamento di alcune importanti basi ora in Italia in Tunisia (per chi non l’avesse capito, Obama aveva barattato la continuazione delle sue – e dei suoi sodali – politiche globaliste con il passaggio dello scettro del comando in Europa a Berlino e Parigi, da qui lo spostamento delle basi militari). Agli italiani le elites cooptate ossia gli editori ossia i soggetti imparentati col progetto globalista incentrato nell’euro ovvero coloro che hanno accumulato enormi patrimoni dall’inizio della crisi, stanno facendo a gara per non fare capire agli italiani che l’elezione di Donald Trump è stata una benedizione. Intendo per gli interessi italici, perchè di questo si tratta (lasciate da parte le ideologie, please). E per capire come i tedeschi siano straordinariamennte avvezzi ad usare il prossimo per propri interessi – fregandosene delle conseguenze – ci viene e in aiuto una scena geniale de La Vita è Bella, fate CLICK sull’immagine:

In questo contesto l’Italia deve tifare per la Catalogna. O meglio i cittadini italiani che non vogliono diventare schiavi devono tifare per la Catalogna, lasciamo perdere i politici cooptati che necessariamente dovranno essere “regolati”, nel caso. USA e UK, certamente già posizionate in loco, soprattutto l’ultima, supporteranno le insurrezioni catalane, che verranno dopo la disfida politica. Da qui il mio W Barcelona iniziale, a cui devo però aggiungere un “sigh” (spero che anche la gente spagnola, escluso lo 0.01% che fa parte delle elites – molto sedintamente ed inamovibili in terra iberica, guarda caso come in Germania – capisca nonostante la nebbia imposta dai media che è anche nel loro interesse terminare quanto prima il progetto dell’Euro con a capo Berlino e Parigi).

Si, perchè la cosa incredibile è che tutte le volte che la Germania si arroga il diritto di comandare in Europa finisce in tragedia. Che normalmente passa per la Spagna. Questo deriva dalla assoluta incapacità da parte delle elites tedesche – e dei loro sodali europei, nel caso le ricchissime elites spagnole ex franchiste – di usare empatia economica nei confronti di chi non è tedesco, tutti sono considerati avversari e vanno combattuti, anche per i centesimi. Prima era con le armi militari ora con l’economia, ad esempio l’austerità usata per piegare i paesi non per farli uscire dalla crisi ma per sottometterli. E dunque per renderli colonie. Speriamo che la prossima volta che verranno regolati i conti coi tedeschi – non c’è il due senza il tre – si applichi appieno il piano Morghenthau (…).

Gli italiani dovranno supportare i catalani, e dico questo con grande dispiacere. Così come lo stesso faranno Washington e soprattutto Londra, i cui interessi per assurdo convergono con quelli italiani. Si, perchè non va dimenticato come la più grande sfida globale al primato del mondo anglosassone ed al dominus USA non arrivi nè dalla Cina nè dalla Russia ma dall’Europa franco-tedesca.

MD


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