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ICO – ASPETTI LEGALI E QUESTIONI APERTE SULLA REGOLAMENTAZIONE

Parliamo di Initial Coin Offer. L´argomento non è nuovo per voi, rinvio subito all’articolo di qualche settimana addietro su scenari economici che potete trovare qui ove è stato spiegato per bene di cosa si tratta e come fuonziona una Initial Coin Offer.

L’aspetto più problematico, come quasi per tutti gli strumenti finanziari è la regolamentazione.

Perchè ne parliamo? perchè i lanciatori di ICO si guardano intorno alla ricerca di giurisdizioni che ne garantiscano il più possibile certezza, correndo meno rischi possibili di violare legge alcuna. In aggiunta, perchè è importante definirne la eventuale forma contrattuale.

Quali sono gli aspetti problematici dal punto di vista legale?

1 – Inquadramento della ICO in una categoria giuridica. La ICO è o non è una security? Rientrare in quella definizione significa sottostare ad una legislazione esistente sugli strumenti finanziari. Secondo la direttiva  Mifid II infatti “transferable securities” sono tipi di securities negoziabili nei mercati di capitali, ad eccezione di strumenti di pagamento come azioni , obbligazioni,o ogni altra security che dia il diritto di vendere o acquistare una security trasferibile. Difficile comprendere se una ICO rientri o meno in questa definizione. Dal punto di vista operativo infatti non è chiaro definire l’oggetto dell’acquisto quando si compra una crypto coin. Stai comprando un diritto di credito? Un dividendo? Una opzione di acquisto? Altro?

La questione è difficile da risolvere soprattutto perchè non c’è ad oggi alcun riferimento giurisprudenziale nè a livello europeo, nè a livello nazionale. Negli USA ad esempio fanno affidamento sull’Howey Test , un criterio-test introdotto dalla Corte Suprema per determinare se una transazione va qualificata come contratto d’investimento o meno; nel qual caso secondo il Securities Act del 1933 e il Securities Exchange Act del 1934, queste transazioni sono considerate securities e quindi soggette a requisiti di disclosure e registrazione per essere validi. Non c’è altro nella legislazione USA sulle ICO.

2 – Rischio di riciclaggio. Come applicare le attuali leggi sulla prevenzione contro il riciclaggio di denaro sporco ad uno strumento cosi evanescente che ben si presterebbe – avendone tutte le cattive intenzioni – a funzionare da lavatrice di denaro dalle dubbie origini legali?

3-  La complessità delle fonti del diritto in UE che rispetto agli USA devono coordinare un piano di regolamentazione europea e uno nazionale sullo stesso tema.

4 – Assenza di Tutele per l’investitore.  Ad oggi non esistono in nessuna giurisdizione al mondo categorie e/o procedure che possano prevedere alcuna responsabilità e conseguente diritto al risarcimento in caso di truffa. E anche se vi fosse in qualche paese, spostare la sede legale in un altro paese ove quelle tutele non esistono risolverebbe agilmente il problema di potenziali malintenzionati.

5 – Esposizione a potenziali future sanzioni. Proprio perché Le ICO non sono al momento regolamentate chi ne fa uso di fatto aggira tutte le leggi vigenti sugli strumenti finanziari. Se da un lato questo assicura una certa libertà operativa, dall’altro non mette al riparo da futuri provvedimenti dei legislatori.

Fino ad ora l’ESMA (European Securities and Market Authority) non ha pubblicato nulla sulle ICO. Ma meglio non guardare alle autorità transnazionali poiché questi strumenti (come BitCoin) facilmente sfuggono a principi e canoni generali, e necessitano di un controllo ad hoc sul territorio.

Per concludere, allo stato attuale non serve una chissà quale articolata soluzione dal punto di vista legale, basterebbe anche una indicazione di principio sulla definizione giuridica di questi strumenti (cosa sono e in quale categoria rientrano. Contratti di diritto privato?contratti di investimento?contratti derivati?) per fare sufficiente chiarezza, vista l’agilità dello strumento in termini di forme il resto verrebbe da sé. In aggiunta, la ICO è uno strumento a diffusione globale, non ha una connessione ad uno specifico territorio o giurisdizione ma la partita si giocherà su piani nazionali. La prima giurisdizione che legifererà (anche con una sentenza) in merito influenzerà gli altri a fare altrettanto o no, a seconda del vantaggio ottenuto. Ad oggi solo la FCA la Financial Conduct Authority del Regno Unito ha iniziato degli studi sul tema.

Nel frattempo possiamo solo aspettare una tecnologia più matura in grado di garantire trasparenza e maggiori tutele.

 

Sulpicia

 

 

 

 

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