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Italia: inflazione, CPI ed in senso stretto in rimbalzo leggero.

 

L’Istat rende pubblici i dati relativi all’inflazione previsionale su marzo e non sono eccessivamente negativi, cioè non andiamo eccessivamente in deflazione. Le cose non vanno bene, ma almeno non vanno peggio.

Iniziamo con l’inflazione:

L’inflazione anno su anno passa dallo 0,9 al 1% su base annua con una variazione mensile dello 0,3%. Da una parte l’accelerazione dei Beni energetici non regolamentati (da +0,8% a +3,3%), dall’altra il rallentamento dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +3,7% a +2,0%), cioè quelli freschi, dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,9% a +0,4%) e dei Tabacchi (da +4,5% a +4,0%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, cioè quella che viene definita anche inflazione “Core”, è in lieve aumento:

Anche in questo caso le dinamiche indicano in lieve rimbalzo, nulla di particolarmente sensibile, ma un rimbalzo che, se fosse confermato anche nel mese successivo, potrebbe voler dire che si è toccato un minimo a livello deflazione e c’è un rimbalzo. questo valore comunque è ancora al ddi sotto di quello francese, pari a 0,7% e di quello tedesco, 1,3%.

Interessante il differenziale fra inflazione core italiana e tedesca, che del resto viene riflesso dal diverso tasso di disoccupazione.  Comunque l’economia italiana sta ancora è ancora in forte sofferenza rispetto a quella tedesca.


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