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Istruzione: perché in Italia nessuno parla dei mediocri risultati degli studenti italiani?

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Quale sarebbe, almeno in teoria, la funzione del ministero dell’Istruzione? Non dovrebbe essere quella di istruire gli studenti, di aumentare le loro conoscenze anche dal punto di vista scientifico/matematico, oltre che comprensivo generale, e quindi di aiutarli a prepararsi per le sfide future.

Certo questo discorso sembra un po’ strano in un mondo dove le persone di successo sono le influencer che si truccano e i trapper che muggiscono, e con loro il variegato mondo che li circonda, ma qualcuno potrebbe anche spiegare che quei pochi che durano più di una mattina è perché, senza farlo vedere, i conti li sanno fare, Eppure, almeno dal punto di vista

Fatta questa premessa, se la finalità della scuola, e del Ministero che la organizza è quella di insegnare, la polemica odierna in Italia dovrebbe essere sui mediocri risultati degli studenti italiani nei test PISA, tenuti dalla OECD/OSCE per comparare la preparazione degli studenti di 15 anni nei diversi stati e sistemi scolastici.

Perché gli studenti italiani hanno avuto dei risultati inferiori rispetto alla media. Hanno meno conoscenza, o sono più ignoranti, rispetto alla media OSCE. E non di poco:

La linea rossa è la media OECD/OSCE, e questo, senza aver preso un forte preparazione matematica, permette di capire quanto siamo al di sotto della media degli altri paesi. Ecco come ci posizioniamo rispetto ad alcuni altri paesi di riferimento:

Quindi bisognerebbe fare una domanda al ministero dell’Istruzione: perché i risultato degli studenti italiani sono così al di sotto della media OSCE/OECD? Eppure questa dovrebbe essere la funzione della scuola, quella gestita dal ministero dell’Istruzione, e i dati sui test PISA sono recente e in altri stati, come in Germania, hanno suscitato scandalo. 

In Italia invece silenzio, niente. Si fa polemica sulla Concia, ma non sul fatto che, evidentemente, i nostri studenti sono molto più impreparati. Il motivo è evidente: studiare è fatica, sia per gli studenti, ovviamente, sia per i docenti, sia per il ministero, che deve emettere a disposizione, sia per i genitori che pure hanno responsabilità in merito.

Invece è più semplice, per tutti, non fare polemica sulla preparazione degli studenti, ma su qualsiasi fattore che non sia quello che gli studenti effettivamente sanno e capiscono. Cioè su quella che dovrebbe essere la missione del ministero, degli insegnanti, dei genitori e degli studenti.

A questo punto non sarebbe meglio trasformare gli istituti scolastici in dopolavoro in cui insegnare a essere buoni e bravi, e magari fare un po’ di dibattito dopo la proiezione di un film? Perché se la scuola non insegna, non serve proprio a niente.

 

 

 


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