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“Io, la matita spezzata”: Un’analisi economica di Bitcoin

Pubblichiamo questo articolo di Francesco Simoncelli pubblicato su Freedonia e su Rischio Calcolato

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di Gary North (traduzione di Francesco Simoncelli)

Reality Check

Nel 1958 Leonard E. Read scrisse un saggio, “Io, la Matita.” All’epoca non lo sapeva, ma questo articolo sarebbe diventata la descrizione più importante della divisione del lavoro. Non è famosa quanto la descrizione di Adam Smith dei produttori di spilli, ma analiticamente è di gran lunga superiore. E’ anche molto più divertente da leggere.

L’articolo inizia con il racconto di una matita. Essa racconta la sua origine. Il punto fondamentale è che nessuno sa come fare una matita. E’ fantastico. Infatti, mentre si va a fondo nella lettura, diventa evidente che l’affermazione è vera. C’è così tanto in una matita: legno, carbonio, gomma, metallo e vernice. Ci sono anche tutte le attrezzature per fondere questi elementi ed ottenere una matita.

Ma questo è solo l’inizio. Come viene lavorato il metallo? Come viene lavorato l’albero? Che dire delle motoseghe che tagliano l’albero? E così via. Questo è il punto del saggio.

Read è molto chiaro: tutto questo viene fatto senza pianificazione centrale. Tutto questo viene fatto attraverso la divisione del lavoro.

Ma quello che non menziona Read, nonostante sia il cuore della questione, è il sistema monetario. E’ solo attraverso un sistema di prezzi, cioè prezzi monetari, che tutto questo può essere coordinato dal processo di mercato. E’ il miracolo del mercato, come lo definiva Read, ma questo miracolo dipende completamente da una cosa: un sistema monetario. Senza un sistema monetario, la divisione del lavoro crolla.

DENARO VIRTUALE IN UN MONDO REALE

Ora parliamo di Bitcoin. I bitcoin esistono come mezzo di pagamento solo perché non c’è ancora denaro nell’economia generale. Sono un derivato dei sistemi monetari fiat. Non potrebbero esistere se non ci fosse un sistema integrato di moneta digitale.

Bisogna avere moneta digitale per comprare i bitcoin. Questa moneta digitale lascia una traccia. Ogni acquisto che viene effettuato con moneta digitale lascia una traccia. Poi vi viene detto che si possono fare acquisti con i bitcoin. Questi non lasceranno una traccia. Finché non dovrete rientrare nell’economia monetaria dei sistemi monetari fiat statali, non c’è più traccia dei vostri acquisti rispetto alle voci digitali.

Ma questo crea un problema per la persona che vende qualcosa. Se l’articolo che vi vende è processato attraverso vari gradi di produzione, allora deve contare sulla divisione del lavoro. Deve ri-entrare nel mondo delle valute fiat, cioè quello gestito dal governo e dalla banca centrale. Deve convertire i suoi bitcoin in denaro reale. Proprio perché deve acquistare beni reali.

Bitcoin è denaro virtuale. Problema: il denaro virtuale compra pochissimi beni reali. Affinché possa essere usato per comprare qualcosa, il denaro virtuale deve essere riconvertito in denaro reale, il quale è denaro digitale rappresentato da una voce in un conto bancario. A questo punto, scompare tutta la presunta privacy di Bitcoin. Ora il governo può rintracciare qualunque cosa accada.

Affinché la promessa di privacy possa funzionare, la divisione del lavoro dovrebbe essere esclusivamente governata dai bitcoin. Non ci devono essere re-ingressi nel mondo del denaro fiat statale. Nel momento in cui vi è un re-ingresso nel mondo del denaro fiat statale, la privacy scompare. Qualunque cosa l’economia abbia adottato come sistema di prezzi, questo è ciò che deve affrontare ogni partecipante al mercato, ovvero, il venditore di un certo bene. Gli si para davanti il mondo reale dei prezzi reali.

Questo crea un problema filosofico in Bitcoin: teorema della regressione. Venne inizialmente coniato da Carl Menger, ma fu sviluppato da Ludwig von Mises. Affinché una nuova moneta rimpiazzi quella vecchia, ci dovrà essere un ampliamento dall’attuale sistema di prezzi verso uno nuovo.

Il problema per i difensori di Bitcoin è questo: abbiamo bisogno di un sistema di prezzi globale. Affinché Bitcoin possa funzionare, deve essere autonomo dal sistema di tariffazione delle diverse valute statali. Al fine di fare una matita, dovrebbe esistere una rete globale, ampia e riconosciuta, riguardo a Bitcoin. Non è possibile usare Bitcoin come un sistema monetario separato a meno che non si applichi ad ogni prodotto, ogni transazione, ogni servizio che viene attualmente valutato coi sistemi monetari statali. Perché? Poiché la divisione del lavoro deve essere integrata da un unico sistema monetario.

Al fine di fare la matita, tutto deve essere valutato in termini di Bitcoin: vernice, legno, carbonio, gomma, metallo, ogni materia prima ed ogni apparecchiatura che viene usata.

UN SISTEMA DI PREZZI UNIVERSALE

Questo è il punto centrale della tesi di Read. Deve esserci un sistema di prezzi universale. Deve esserci un sistema di profitti/perdite governato da un sistema di prezzi universale all’interno di un certo sistema monetario. Il mercato è l’unico posto in cui possono aver luogo transazioni incrociate di valute. Il mercato dei futures più sofisticato al mondo è quello che ruota attorno alle valute. Ogni singola operazione è registrata. Ogni singola transazione è governata da regole scritte negli scambi, nonché dalle norme consuetudinarie dello scambio. A far funzionare il tutto entrano in gioco il sistema della proprietà privata e l’intero sistema giuridico che sta alla base del sistema della proprietà privata.

I difensori di Bitcoin non dicono apertamente che non esiste la necessità di un sistema della proprietà privata, di ricorsi legali, di un sistema di arbitrato, di contratti, di nulla tranne che degli algoritmi. Eppure devono presumere tutto ciò se vogliono dare una spallata al sistema monetario delle banche centrali. Il nostro non è un mondo governato principalmente da bit, byte ed algoritmi. Bitcoin sì — ufficialmente. Infatti, tutto il sistema si riduce a due vie. Teoricamente, non c’è nessun individuo fisico dietro di esso. Non ci sono diritti di proprietà.

Bitcoin poggia su una professione di fede. “Il sistema, senza legge o consuetudine e senza diritti di proprietà, si evolve autonomamente in un sistema con le stesse caratteristiche e vantaggi di cui godono gli attuali diritti di proprietà. Ciò avverrà senza alcun intervento da parte di giudici.” Questa è la fede in un dio unico: il dio noto come algoritmo. Questo dio è conosciuto per la sua promessa: “transizioni senza soluzione di continuità.”

Fatto: non c’è modo di ottenere la straordinaria divisione del lavoro che è necessaria per fare una matita, a meno che non esista un quadro sociale e istituzionale universale (fondamento di tutti i sistemi monetari nel mondo reale).

E’ necessario un quadro sociale — un quadro di riferimento morale, intellettuale e legale — affinché i sistemi monetari del mondo siano realizzabili, che a loro volta rendono possibile la moderna divisione del lavoro. I sostenitori di Bitcoin non discutono di tutto questo. Tutto quello di cui si parla è l’aspetto del sistema dedicato alla privacy — la sua indipendenza dalla banca centrale.

Gli scambi nel libero mercato non si limitano alla sola privacy. In realtà, molto pochi sono privati. Gli scambi sono basati su contratti e consuetudini. Ci sono sistemi giudiziari che applicano i contratti. Ci sono metodi di pressione sociale che applicano le consuetudini. Ci sono sistemi di giurie. Tutto questo è fondamentale per l’esistenza dell’unità monetaria, e l’unità monetaria è fondamentale per l’intera divisione del lavoro.

Mai nella storia del libertarismo vi è stata una proposta più utopica di Bitcoin. Poggia su una negazione implicita del sistema della proprietà privata. Poggia su una negazione implicita dei contratti e su una negazione dei tribunali. Poggia su una negazione implicita della risoluzione delle controversie faccia a faccia. Poggia su una negazione implicita della contrattazione faccia a faccia. Poggia su una negazione implicita di tutto ciò che esiste nella società di libero mercato. L’idea è delirante al di là di qualsiasi cosa io abbia mai visto.

Sto esagerando? No. Il sistema Bitcoin non ha dogane, tribunali, contratti vincolanti, nessuna risoluzione delle controversie. Tutto quello che ha è la fede negli algoritmi. Eppure i suoi difensori dicono che il sistema è un’estensione dell’ordine sociale del libero mercato. In realtà è la negazione di un tale ordine. I suoi difensori pensano che Bitcoin possa fare a meno dell’ordine sociale che un millennio fa ha portato alla ribalta il capitalismo. Insistono che il loro sistema sia in grado di sostituire l’attuale ordine capitalista.

Questa è pura fantasia.

DA QUI A LI’

Ecco il problema riassunto in una frase: la moderna divisione del lavoro è molto vicina al tutto o al niente. Non si può avere un sistema monetario che non sia omogeneo su tutta la linea, mentre si pretende di difendere il concetto di divisione del lavoro attraverso prezzi competitivi. Non si può avere una moneta che vale per droghe illegali, servizi di programmazione e quasi nient’altro, ed aspettarsi che vada a sostituire la moneta esistente. Ci deve essere una transizione dalla moneta fiat, con cui ci sono centinaia di miliardi di transazioni al giorno in tutto il mondo e che fornisce un sistema completo di prezzi e di informazioni, in modo che venga conservato l’attuale sistema di divisione del lavoro.

Dire che con Bitcoin si può passare dal moderno sistema di valute, prezzi e contratti ed arrivare ad un sistema altrettanto globale in cui si potrebbe fare una matita senza il sistema di prezzi che viene fornito dall’attuale denaro fiat, è semplicemente utopico.

Gli utopisti che stanno promuovendo Bitcoin sostengono che questo sistema monetario virtuale sostituirà quello attuale. Ma il sistema Bitcoin è completamente dipendente dal sistema monetario delle banche centrali. Si dice che Bitcoin sia porto franco dalle banche centrali; questa è una tale sciocchezza che si fa fatica a credere che qualcuno possa dirla mantenendo una faccia seria.

Nessuno può vendere una matita per Bitcoin. Una matita richiede denaro vero affinché si possano comprare le sue componenti. Se si offrono solo bitcoin, chi li accetta li convertirà in denaro reale — denaro fiat statale — al fine di acquistare beni reali. Non si può passare dal denaro reale al denaro virtuale, il quale compra solo beni virtuali, e pretendere di utilizzarlo per la produzione di beni reali nel mondo reale. Non si può fare una matita, perché non si dispone di un sistema di prezzi universale basato su Bitcoin. Fino a quando tutto non avrà un prezzo in Bitcoin, e solo in Bitcoin, la moderna divisione del lavoro si baserà solamente sul sistema monetario attuale. Non si può arrivare ad un sistema basato al 100% su Bitcoin senza dipendere dal denaro della banca centrale — oggi, domani e per decenni.

La mania non durerà per decenni. La bolla scoppierà.

Tutti i discorsi sulla privacy di Bitcoin sono una sciocchezza. Il denaro reale è la moneta bancaria. L’acquisto di Bitcoin e la loro conversione finale in denaro reale vengono registrati, perché al fine di passare dai bitcoin al denaro reale, al fine di passare dalla moneta virtuale al conio reale, al fine di passare dagli acquisti virtuali ad acquisti reali, ed al fine di passare dall’utopia alla realtà, si devono vendere bitcoin in cambio di dollari digitali. Ma non appena lo fate, perdete la privacy. L’IRS vi becca. La Federal Reserve vi becca.

Nel mezzo, ci sono solo un mucchio di scambi in bitcoin. Silk Road è stato chiuso dal governo. Sheep Marketplace è sparito a causa dei continui furti all’interno del sistema. Cento milioni di dollari scomparsi. Gli investitori hanno perso tutto.

Quando il denaro virtuale è andato, non ci si può appellare ad arbitri. Non c’è modo di rintracciare chi lo ha fatto. Il denaro è scomparso per sempre.

Lezione: uno sciocco ed il suo denaro virtuale vengono presto separati.

Regola: tutte le cifre non sono create uguali.

IL PREZZO DEI CAPITALI

Nel 1922 Mises sosteneva che il socialismo produce caos. Non ha alcun sistema di prezzi.

L’obiezione fondamentale avanzata contro la praticabilità del socialismo fa riferimento all’impossibilità del calcolo economico. E’ stato dimostrato in modo inconfutabile che una repubblica socialista non sarebbe in grado di operare il calcolo economico. Dove non ci sono prezzi di mercato per i fattori di produzione, poiché non sono né comprati né venduti, non è possibile ricorrere al calcolo economico per pianificare azioni future e per determinare il risultato di un’azione passata. Una gestione socialista della produzione non saprebbe se quello che progetta ed esegue è il mezzo più appropriato per raggiungere gli scopi perseguiti. Brancolerà nel buio, per così dire. Sperpererà i fattori di produzione scarsi, sia materiali che umani (lavoro). Il tutto si tradurrà inevitabilmente in caos e povertà.

Inoltre Mises sosteneva che il socialismo non avesse alcun mezzo per dare un prezzo al capitale. Non esistono mercati dei capitali.

Lo stesso vale per l’economia inesistente di Bitcoin. Non può fare a meno del sistema di prezzi fornito dalle banche centrali. Non può produrre beni e servizi senza la conversione dei bitcoin digitali in denaro fiat del sistema bancario. Non è possibile produrre beni reali con denaro virtuale.

Non esistono mercati dei capitali senza un sistema monetario. I mercati dei capitali sono tutti basati sul contratto. Bitcoin è basato su un rifiuto dei contratti. Il capitale si basa sulla proprietà: rivendicazioni sugli asset applicabili per legge. Bitcoin è basato su un rifiuto dei procedimenti di legge.

Bitcoin riguarda solo i beni di consumo, e quasi nessun altro. Eppure neanche questi possono essere ceduti dai venditori senza vendere bitcoin e comprare dollari in modo da rispettare i contratti. I venditori non possono rimpiazzare gli asset venduti se non hanno soldi in banca per comprarli nell’economia reale. Quest’ultima funziona col denaro reale, che oggi è rappresentato dalla moneta della banca centrale.

Bitcoin non rappresenta una minaccia per le banche centrali. La maggior parte dei proprietari di bitcoin li utilizza per fare soldi: per comprare più dollari di quanto li hanno pagati. E’ solo un altro bene d’investimento — basato inizialmente su una fantasia, cioè che Bitcoin avrebbe in qualche modo strappato le persone dalle grinfie della banca centrale.

I bitcoin sono valutati in dollari. La mania è alimentata dal loro prezzo crescente in dollari. Rappresentano un investimento per gli speculatori ad alto rischio. Non sono altro che un modo per entrare in un mercato molto piccolo e poi cavalcarne l’onda, almeno fino a quando continuano ad entrare nuove persone. Non vi è alcun guadagno nel conservarli, seppur convinti della loro funzione moentaria in futuro. Vengono conservati solo come un modo per fare soldi vendendoli a persone più sciocche, che li pagheranno con denaro reale — dollari.

E’ un mercato dei tulipani. Si basa interamente sul perenne ritorno all’economia del dollaro.

Bitcoin non avrà alcun impatto sulla base monetaria. Non avrà alcun impatto sui mercati di capitali.

Il capitale è valutato in moneta della banca centrale. Bitcoin non cambierà questo fatto, perché non può ridurre le dimensioni della base monetaria. Non tira fuori i soldi dal sistema bancario a riserva frazionaria. La quantità di denaro reale non ne viene in alcun modo influenzata. Gli investitori restano nell’economia della banca centrale, la quale è un punto di riferimento per il capitale.

Questo è il motivo per cui oggi Bitcoin non può produrre nemmeno una matita spezzata. Si darebbe troppo credito a Bitcoin se si dicesse che potrà produrre una matita spezzata. Non vi è quasi nessuna divisione del lavoro basata sul Bitcoin. E’ pura fantasia pensare che i prodotti reali, a parte i servizi dei programmatori, possano passare al regno del denaro virtuale. Non accadrà. Abbiamo bisogno di matite. Abbiamo bisogno di computer. Abbiamo quindi bisogno di divisione del lavoro, oggi. Se abbiamo bisogno di queste cose, dobbiamo sacrificare la privacy per ottenerle.

La privacy fornita da Bitcoin non vale un centesimo, e vi costerà $1,000 a bitcoin. Perdete la privacy non appena acquistate bitcoin, perché c’è una traccia nella vostra banca. La persona che vi vende qualcosa perde la sua privacy, perché deve convertire i bitcoin su un conto bancario. Lasciano una traccia.

Nel mondo di Bitcoin non c’è una privacy significativa, perché bisogna cederla per avere indietro i propri dollari — denaro reale. Non esiste rule of law. Non esiste un diritto consuetudinario. Non esiste un sistema di prezzi. E’ tutta una gigantesca fantasia.

CONCLUSIONE

Che cosa è andato storto con Bitcoin? Niente. E’ iniziato nel modo sbagliato — dal punto di vista concettuale (denaro virtuale in un mondo reale), dal punto di vista giuridico (contratti e tribunali) e dal punto di vista delle aspettative future (mania dei tulipani). Fin dall’inizio è stato solo un asset denominato in denaro bancario. E’ una situazione che non è cambiata e non cambierà.

Bitcoin è il prodotto delle fantasie di programmatori socialmente ingenui. Pensavano di poter sostituire gli algoritmi all’etica, le cifre alla legalità, l’anonimato alla consuetudine ed i sogni alla responsabilità. In ultima analisi, hanno pensato che potevano sostituire l’impersonalismo al personalismo. Si sbagliavano. Si sono limitati a lanciare una mania dei tulipani.

Se i sostenitori delle criptovalute supportano un ordine sociale fondato sul libero mercato, allora dovrebbero suggerire di non comprare Bitcoin finché esisterà un tale ordine. Il denaro si sviluppa da un ordine sociale. Hanno messo il carro davanti ai buoi: un sistema monetario nuovo prima dell’emersione di accordi istituzionali a sostenerlo. Questa era la tesi di Mises per quanto riguarda il teorema della regressione. Un ordine monetario globale che sostituirà quello esistente non sarà progettato da programmatori ignoti. Sarà il prodotto dell’azione umana all’interno dell’ordine sociale e giuridico prevalente.

Immaginare che le persone possano inventare nuovi assetti istituzionali come estensioni dell’ordine sociale prevalente è legittimo, ma prima vediamole queste alternative e solo successivamente ci potranno raccontare dei loro algoritmi.

Gli utopisti libertari, non essendo riusciti a sviluppare queste assetti istituzionali, ora hanno adottato quella che secondo loro è una scorciatoia. Prevedono che una moneta apparentemente non legata alla banca centrale (non è così) possa creare un nuovo ordine sociale (non succederà).

Un ordine sociale sostitutivo non sarà appiccicato ad un nuovo sistema monetario rivoluzionario che fa appello ad una privacy inesistente. L’ordine monetario deve emergere dagli ordinamenti sociali e giuridici esistenti, ma i programmatori pensano di poter invertire il teorema della regressione. Pensano che prima debba arrivare un nuovo ordine monetario, e solo in seguito saremmo in grado di progettare adeguate istituzioni giuridiche. F. A. Hayek aveva un modo per definire tutto questo: razionalismo costruttivista. Viene descritto meglio dal suo amico Karl Popper: ingegneria sociale frammentaria.

Escludetemi.

Mises aveva ragione nel 1920: il fattore chiave nella divisione del lavoro in un’economia di libero mercato è la tariffazione del capitale. Finché Bitcoin non avrà dato un prezzo a tutto il capitale, senza ricorrere al denaro della banca centrale, rimarrà solo un’altra fantasia utopica libertaria.

Finché nel mondo di Bitcoin non ci saranno contratti e tribunali, rimarrà un’illusione concettuale — opposta alla concezione di Mises di un sistema di prezzi.

Bitcoin è anti-Austriaco fino al midollo. Il fatto che gli utopisti libertari non lo capiscano indica che non hanno mai capito Mises o la teoria Austriaca del capitale. Ciò non sorprende. Non capiscono nemmeno “Io, la matita” di Leonard Read.

(Ci saranno un centinaio di confutazioni arrabbiate dei programmatori, pubblicate su siti web sconosciuti. Scommetto che mi accuseranno di aver mal interpretato Mises. Vi invito a leggere una risposta critica di un economista della scuola Austriaca che come minimo abbia scritto un libro. Iniziate dal mio: Mises on Money)

 

 

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