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Inquinamento record a Pechino, la fabbrica Cina presenta il suo conto

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Senza entrare nel merito di  teorie più o meno discutibili sui cambiamenti climatici a livello globale, è innegabile che l’attività dell’uomo ha un impatto a livello locale e le città , quali ambienti antropizzati per definizione,  sono gli scenari in cui i fenomeni di inquinamento raggiungono a volte livelli altissimi, abbassando notevolmente la qualità della vita e minando la nostra salute. Le grandi megalopoli di oggi stanno cominciando a presentare il conto di una crescita a volte disordinata, della sovrappopolazione e di una pianificazione urbana approssimativa.

Pechino (o Beijing) è una di queste. Sono sempre più frequenti le notizie legate allo smog che attanaglia la capitale cinese, ultima delle quali risale  a questo mese, Febbraio 2014, quando pochi giorni fa la notizia che il governo cinese aveva innalzato l’allerta in città al colore arancione, il secondo livello più alto, si è sparsa su diversi media e testate internazionali. La città è avvolta da una fitta coltre di smog e la visibilità è notevolmente ridotta, aumentano le mascherine indossate dai cittadini nel tentativo di filtrare il più possibile l’aria. Tutte le attività all’aperto programmate dalle scuole sono state interrotte e i bambini invitati a rimanere al chiuso, precauzioni adottate anche per effetto della risonanza mediatica che hanno avuto i recenti peggioramenti, soprattutto attraverso internet . Aumentati anche i controlli sugli stabilimenti industriali che attanagliano l’area metropolitana.  Se si dovesse arrivare al livello rosso, il più alto, il governo sarebbe allora costretto a intraprendere serie iniziative quali il blocco del traffico nelle congestionate autostrade cittadine. Misure non facili da attuare e che spiegano la riluttanza del governo, come fa notare Ma Jun, dell’ Istituto non governativo per gli Affari Pubblici e Ambientali.

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Bisogna infatti sempre considerare la vastità e la complessità gestionale di città di questo tipo. L ‘intera area municipale conta  oltre 19 milioni di abitanti (dati del 2010) e copre una dimensione pari alla metà del Belgio, attestandosi sui 16,800 kmq circa.  Una città con questi numeri presenta problemi altrettanto consistenti, soprattutto tenendo conto della Cina con la sua enorme crescita industriale. A Gennaio i tecnici municipali hanno registrato un quantitativo di polveri sottili nell’aria pari a 500 microgrammi per metro cubo,valore  considerato circa  20 venti volte più alto dei limiti fissati dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità. Anche l’architettura si adegua, l’ International School of Beijing , per esempio, ha investito cinque milioni di dollari e fatto costruire una cupola per il filtraggio dell’aria sopra il proprio campo sportivo.

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A livello centrale il paese si sta attrezzando con un simulatore capace di prevedere i livelli di inquinamento e le cause per poter così  attuare le misure necessarie con anticipo, attraverso l’utilizzo della tecnologia di uno dei più potenti computer ad oggi esistenti, il Tianhe-1A, classificato fra Novembre 2010 e Giugno 2011 come il super computer più veloce al mondo.

Donato de Vivo

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