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INDUSTRIA MALINO ED EDILIZIA DISASTROSA. ECCO LA CRESCITA ITALIANA.

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Oggi infornata di dati statistici . Iniziamo con la produzione industriale :

Novembre su ottobre : -0,5%

Novembre 2015 su novembre 2014: +0,9%

Settembre -novembre ha visto una crescita dello 0,4% rispetto il trimestre precedente. Quindi in generale vi è un rallentamento nel secondo semestre rispetto al primo .

Il calo più forte è nei beni di consumo  con il -1,3% , i  beni strumentali , i beni intermedi -0,4% e l’energia -0,7%.

Per quanto riguarda  i settori crescono auto con  il +13,6% e prodotti dalla raffinazione +10,5 e chimica +5,2. In calo tessile abbigliamento -5,1% , elettronica e biomedicale -4,1 ed alimentare -3,6%.

 

Abbiamo anche i dati dell’edilizia, con l’indicatore dei permessi a costruire. Il primo semestre 2015 ha visto un bel -10,5 nel numero di nuovi permessi per abitazioni , con un -13,8% per le superfici abitative. Il non abitativo è cresciuto del 6,9%.  Il calo dell’abitativo è stato molto più forte nel secondo trimestre rispetto al primo.

Nonostante tutti i trionfalismi, tutte le dichiarazioni, le cose vanno male: l’industria italiana cresce pochissimo, e quel poco grazie alle “Fabbriche cacciavite” della Fiat, oppure in settori come la raffinazione che approfittano dei bassi costi del petrolio. Invece il calo dei beni di consumo mostra una domanda ancora molto fiacca. Per la bilancia commerciale si addensano nuvoloni neri: il calo di tessile ed alimentare indica un indebolimento dei nostri settori più forti nell’export ed un aumento di raffinazione significa che importiamo più petrolio.  

L’edilizia continua la sua retromarcia. L’abitativo è defunto, mentre la crescita del non abitativo meriterebbe un’analisi con qualche dato in più, ma comunque non può compensare il crollo nella costruzione di case. La ripresa dei mutui e delle transazioni immobiliari quindi è dovuta solo al realizzo di case già sul mercato, magari da tempo.

In generale non si capisce come potrà crescere l’occupazione con un ambiente economico simile. Forse questo spiega le modifiche operative volute dal governo che renderanno più complessa la rilevazione dell’occupazione: nessun dato, nessuna cattiva notizia.

Queste premesse sono fortemente negative per il 2016. Difficilmente si potrà crescere solo con i servizi e bisognerebbe analizzare quale crescita si sta realizzando. Le politiche di rilancio non sono efficaci e sarebbe necessario ripensare tutte le politiche a sostegno di consumi ed industria. L’edilizia è un cadavere.

 

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