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IN PRINCIPIO FU FORD. LA FINE DELLA DIGNITA’ DEL LAVORO. Di Marco Santero

Tempi_Moderni

Un operaio/impiegato/cittadino ben retribuito e’ anche un buon consumatore, capace di mantenere adeguata la domanda interna, per far “girare “ l’economia.

Per questo i capitalisti accettavano la contrattazione collettiva e l’indicizzazione dei salari (scala mobile)

Col neoliberismo i primi a “saltare” sono stati i lavori “umili” e poco qualificati! Anche gli altri hanno pero’ subito una drastica riduzione del potere d’acquisto e della stabilita’ contrattuale.

Per curare il “male” = disoccupazione, i governi hanno ridotto la legislazione che proteggeva i lavoratori e aumentato via via la “flessibilita’”, portandola via via sempre piu’ vicina ai 90 gradi!

In Italia dalla riforma Treu in poi!!! Tutti i tagli ai diritti e dignita’ dei lavoratori sono stati fatti da governi di centro”sinistra”

In italia, ad esempio, questo ha portato ad una “giungla “ di contratti atipici, usati come escamotage per ridurre il costo del lavoro per mantenere la competitivita’ = invece di svalutare e/o investire per migliorare la produzione, fotto i lavoratori!!

debito-pil

Dall’inizio degli anni 80 (dopo 1981 in Italia= sganciamento Banca d’Ttalia / tesoro = esplosione tassi interesse titoli di stato al netto dell’inflazione) inoltre il capitale, invece di concentrarsi sulla produzione inizia a concentrarsi sulla speculazione prima e sulla finanza speculativa poi, in cerca di migliori guadagni resi disponibili dalla rampante (dopo il depotenziamento del Glass-Steagal act in usa e legge menichella in ita) speculazione finanziaria (nascono gli yuppies = squali in erba a caccia di guadagno facile privo di qualunque morale magistralmente rappresentati da Di Caprio in “The wolf of wall street”).

Questo spostamento di risorse economiche (brutalmente soldi) dall’economia reale alla speculazione ha ricadute devastanti perche’ cosi’ si arricchiscono pochi e non si crea occupazione, anzi la si contrae e si inizia a precarizzare il lavoro, perche’ si inizia a speculare sull’economia reale!!

Da parte dei governi la limitata capacita’ (e volonta’!!) Di tassare i proventi di questi enormi guadagni ha aumentato ancor di piu’ le disuguaglianze e danneggiato sempre piu’ le capacita’ di spesa degli stati.

In sostanza l’ingresso massiccio delle donne prima e degli immigrati poi e’ stato reso funzionale al progetto neoliberista di svalutazione economica del lavoro:

Della serie prendi 2 lavoratori al prezzo che prima pagavi per uno, mentre con gli immigrati si arriva al last minute = prendi 3 e paghi meno di uno, come ormai si vede benissimo negli usa, dove decine di milioni di famiglie hanno problemi a comprare il cibo ai figli, nonostante lavorino tutti e due i genitori.

D’altro canto e’ bene ricordare che il voto alle donne in Italia e’ stato dato per bloccare una probabile vittoria comunista e che il delitto d’onore, vero retaggio medioevale, e’ stato abrogato solo nel 1981.

Un altro aspetto, gia’ accennato, e’ stata la desertificazione delle nascite, dovuta alla crescente difficolta’ (in particolare per le donne) di conciliare la vita lavorativa con quella familiare/riproduttiva e il tremendo invecchiamento che l’Italia sta’ subendo, che contribuisce all’incremento della spesa per welfare a causa dell’esplosione delle spese pensionistiche e sanitarie: perche’ un ultrasessantenne costa come spesa sociale 4 volte un venticinquenne.

La scelta fatta dalla politica italiana e’ stata abbandonare i giovani allo sfruttamento selvaggio, senza diritti, per garantirsi un bacino di voti nei maturi/anziani ancora teledipendenti e quindi facilmente manipolabili.

Il problema di questa scelta e’ che e’ comunque una scelta speculativa e a lungo termine suicida, perche’ senza adeguate tasse/contributi da lavoro pagati dai giovani sia il sistema sanitario che quello pensionistico crolleranno e come gia’ accaduto in Grecia dovranno essere tagliate in modo draconiano sia l’assistenza sanitaria pubblica che le pensioni in essere!!

E come ciliegina sulla torta senza un adeguato ricambio di “italiani” ci saranno fortissime tensioni sociali per l’immigrazione massiccia e anarchica che stiamo vivendo, con una esplosione di razzismo/xenofobia/ destra estrema (vedi neonazisti in Grecia, front national in Francia e lega nord in Italia).

Un progetto politico serio che voglia riarticolare le varie parti della maggioranza ormai resa schiava del potere economico/finanziario ( parti messe una contro l’altra ad arte per dividerle e dominarle meglio) deve partire dai principi costituzionali usati dalla politica degli ultimi 34 anni come carta igienica:

Il lavoro mai piu’ dovra’ essere merce (perche’ questo, il mercantilismo, ha causato 2 guerre mondiali) ma lo strumento principale per l’elevazione economica, sociale, culturale e morale dei cittadini.

Per fare questo la costituzione dotava lo stato del controllo del sistema bancario (tutte le grandi banche erano pubbliche) e quindi anche la banca d’italia (da loro posseduta), che dal 50 al 1981 ha emesso moneta ad un tasso di interesse calmierato e comunque inferiore all’inflazione!!!

Questo e’ ampiamente dimostrato dal fatto che, nonostante le enormi spese sostenute dallo stato, in quel periodo, il rapporto fra debito e pil dal 1950 al 1981 non ha mai superato il 60%!!!

Il modello era l’IRI che con Menichella, nel dopoguerra, divento’ il motore di una potente industria di base in tutti i settori strategici:

Dalle costruzioni ai cantieri navali, dalle telecomunicazioni all’energia elettrica, dagli idrocarburi a tutta la chimica derivata, ecc., ecc.

Il tutto pesantemente incentivato dallo stato con debito pubblico a basso tasso di interesse (rispetto all’inflazione) e periodicamente “bruciato” dalle svalutazioni competitive.

Oltretutto avere una moneta debole era considerato dai Benaduce, Menichella, saracino, ecc. (gli italiani non sanno neanche chi sono, mentre sono stati il motore del boom italiano!!!) Era considerata la cura ideale ai mali atavici italiani: parassitismo capitale, “indolenza” congenita da sottomissione dei cittadini, perche’ una moneta debole comporta:

1) le merci straniere costano care, ergo me le produco da me (infatti per varieta’ di tipologia produttiva siamo i primi al mondo).

2) producendo di tutto a basso costo riesco ad esportare tantissimo, grazie anche ad una forte domanda interna che mi permette economie di scala ( domanda sostenuta, anche da una massa stabile di consumatori a reddito stabile = statali).

3) la rendita finanziaria e speculativa non e’ interessante, perche’ le svalutazioni combinate a tassi di interesse (sui titoli di stato) inferiori all’inflazione la rendono antieconomica = appena accumulo un po’ di denaro lo devo!! Investire in beni materiali e investimenti produttivi, che se ne infischiano della svalutazione.

Ci sarebbero tanti altri esempi, ma tutto cio’ si puo’ sintetizzare in un video su youtube:

“prodi dichiarazioni shock” in cui a prodi scappa la verita’ e spiega che dal 1961 al 1998 l’italia ha svalutato del 600% rispetto al marco = di sei volte il valore rispetto al marco tedesco!!

E prodi dice “e la Germania non ha mai potuto accumulare un surplus commerciale con noi!!”

Tradotto: dato che noi svalutando ribilanciavamo la competitivita’ con i tedeschi

Dovevamo essere incatenati alla stessa moneta per essere battuti!!!!

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