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In Europa si distruggono 2,2 miliardi di dollari in dosi scadute di antivirali, mentre i contratti dei vaccini restano un mistero

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L’Unione Europea è sprecona e opaca nelle trattative sugli acquisti lasciando il dubbio che dietro ci siano accordi non legalemente perfetti.

Come nota perfino il Financial Times più di un miliardo di dollari di farmaci antivirali Covid-19 di Pfizer acquistati in Europa sono stati sprecati, poiché gli stretti controlli su chi può ricevere i farmaci hanno lasciato milioni di dosi inutilizzate prima della data di scadenza.

Il Paxlovid – progettato per essere somministrato ai pazienti poco dopo essere risultati positivi al virus –  è stato molto più facile da ottenere negli Stati Uniti che in Europa, dove l’accesso è stato spesso limitato agli anziani o alle persone ad alto rischio di sviluppare Covid grave.

I dati del gruppo di analisi Airfinity mostrano che i paesi europei, tra cui Regno Unito, Francia, Spagna e Italia, hanno fatto un disastro con più di 1,5 milioni di dosi, ciascuna da distribuire su 5 giorni, scadute e buttate via, nonostante la durata fosse stata prolungata da 6 a 12 mesi. Un disastro da 1,1 miliardi di Euro, legato sia al fatto che il Covid si è rapidamente normalizzato a livello di influenza, in parte alle forti limitazione alla sua distribuzione che, alla fine,, sono state controproducenti.

Entro la fine di febbraio 2024, un totale di circa 3,1 milioni di dosi scadranno, portando il costo per i sistemi sanitari europei a circa 2,2 miliardi di dollari, secondo Airfinity, e i dati sono perfino incompleti e non comprendono tutti i paesi europei.

Il paese europeo con il maggior tasso di scadenza è il Regno Unito, dove si stima che all’inizio di dicembre fossero scadute 1 milione di dosi per un valore di 700 milioni di dollari. Altre 550.000 dosi dovrebbero scadere a febbraio e altre 650.000 entro la fine di giugno.

Quindi in Europa la strategia anti Covid è riuscita ad essere incredibilmente costosa e inefficacie allo stesso tempo, grazie a norme disegnate molto male dal punto divista della coordinazione fra acquisti e distribuzione: alla fine èè stato solo un colossale spreco di soldi.

Però c’è anche di peggio: l’agenzia di stampa ADNKronos ha chiesto i 27 verbali del comitato direttivo sui vaccini che, su incarico della Commissione, ha concluso i contratti per l’acquisto dei vaccini stessi. Le richieste sono state fatte sulla base della normativa per l’accesso ai dati, ma non hanno portato: i verbali sono stati si distribuiti, ma con  moltissime parti coperte da omissis a tal punto che non è comprensibile quasi nulla dei contratti stessi. La motivazione è il “Segreto commercialee” che, nella UE evidentemente, è ben superiore all’interesse pubblico.

Fra questi verbali e il rifiuto a distribuire i messaggi intercorsi fra il CEO di Pfizer Bourla e il presidente della commissione Von Der Leyen abbiamo un esempio di opacità delle istituzione europee esemplare. Ci sarebbe veramente spazio per i sospetti di collusioni ben ampie e inconfessabili, eppure nessuno ha il coraggio di dire nulla e la notizia è stata praticamente cancellata dai media mainstream italiani.

La cosa divertente è che poi la UE viene chiamata a ssalvare l’Italia, quando neppure può salvare se stessa.


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