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In Baviera i verdi crescono: la filiera dell’auto elettrica (quella che inquina molto più dei diesel) ha fatto un buon lavoro di propaganda. Ora la sinistra EU diventerà “verde”…

Non che fosse difficile prevederlo, ma i verdi hanno preso poco meno della metà dei voti che hanno perso CSU e SPD, ovvero i due partiti mainstream tedeschi che escono dalla tornata elettorale bavarese con le ossa rotte (sopra, immagine tratta da Repubblica.it). Il restante ca. 11% dei voti sono andati ad AfD, i “fascisti” (definizione data dalla sinistra italiana, che dimentica costantemente come il nazismo ed anche il fascismo nascevano proprio a sinistra, come tutte le dittature dal 1900 in avanti escluso Pinochet imposto dagli USA in veste anticomunista, … ), gli stessi che ieri la Tonia Tornabuoni di Repubbblica.it, inviata speciale dalla Germania, vezzeggiava con affermazioni del tipo “… Purtroppo Afd ha preso circa l’11%….” o qualcosa del genere, ennesima partigianeria pro-establishment della redazione dello schieratissimo quotidiano globalista italiano.

Grande risultato comunque anche per AfD, verso il 12%, da zero, entrerà nel Parlamento bavarese. Ora gli equilibri locali saltano e si aspettano le dimissioni di Seehofer. Ossia A. Merkel alla fine vince, togliendosi dai piedi più che un alleato, un vero e proprio avversario (Seehofer, di fatto una serpe in seno al governo CDU-CSU). Tradotto, nessun cambiamento nelle politiche EU.

Meglio così, piuttosto che piccoli aggiustamenti meglio che Berlino continui a viaggiare a massima velocità contro il muro degli interessi contrapposti dei periferici rispetto a quelli del blocco franco-tedesco.

Ma cosa significa, “hanno vinto i verdi”? Nulla di buono per il pianeta se si guarda all’inquinamento, almeno in EU [vedasi articolo di cui all’immagine sopra] Infatti i verdi EUropei e soprattutto tedeschi cavalcano oggi il megatrend dell’auto elettrica nell’EU, anzi sono una derivazione (sovvenzionata?) proprio dalla filiera industriale ed economica franco-tedesca dell’auto elettrica, quella che – ormai anche i media mainstream lo dicono – inquina ben più dei diesel tradizionali (ne abbiamo parlato approfonditamente in passato LINK, LINK). Ossia, senza giri di parole, i verdi EU sono oggi una derivazione di tale filiera di interesse dell’auto elettrica, che li coccola (sotto, vedasi LINK, The Giardian).

Per l’Italia – oltre che per l’ambiente – pessima notizia: l’auto elettrica vedrà la morte di un numero enorme di imprese italiane, soprattutto al nord. Motivo? Avete già guardato nel cofano di una auto elettrica? Fatelo: mancano all’appello circa il 70% dei componenti che servono per un’auto a ciclo termico. Visto che l’Italia è il primo terzista della componentistica del settore auto tedesco, traete voi le conclusioni.

Per intanto l’EU ha imposto di fatto il blocco ai diesel Euro3 praticamente solo in Italia, vedasi articolo SOPRA. Ossia vuole costringere le famiglie italiane a cambiare l’auto, alla fine la gente italica dovrà scegliere tra mettere i propri soldi nei CIR di Savona che servono per far ripartire il PIL del Paese o l’obbligo della sostituzione della propria auto diesel Euro3 (ed Euro4 nel 2020), anche se questo non ha nulla a che vedere con l’inquinamento. I motivi li trovare in questo pezzo, che segue, pubblicato guarda caso (…) stamattina su qelsi.it.

Vedasi LINK

Vale la pena di ricordare il vero motivo della criminalizzazione del diesel degli ultimi anni: nel 2015/16, quasi in contemporanea allo scandalo del dieselgate, l’IMO – International Maritime Organization, decise che le grandi navi avrebbero dovuto usare combustibile diesel a basso contenuto di zolfo, praticamente lo stesso delle auto (oggi usano quello ad alto contenuto di zolfo, HSFO). Decorrenza dell’obbligo: 1.1.2020. Ossia a partire da tale data secondo molti esporti non ci sarà abbastanza combustibile diesel per tutti. Da qui la scelta di criminalizzarlo, solo per ridurne il consumo. Da ciò è derivato il piano euro-franco-tedesco di costruire una nuova filiera. Piano che oggi viene premiato dal voto dei verdi in Baviera.

Ripeto, l’auto elettrica NON ha nulla a che vedere con il rispetto dell’ambiente, visto che inquina di più rispetto alle auto diesel ad esempio (l’emissione di CO2 del diesel è la più bassa tra i motori a ciclo termico).

Infatti l’elettricità continuerà ad essere prodotta bruciando combustibili fossili, quindi parlare di minore inquinamento è una enorme idiozia (l’unico pregio del trasporto elettrico è trasferire il luogo dell’inquinamento dalle città alle campagne, va benissimo in Cina, non in EU e certamente non in Italia, leggete l’articolo sopra, LINK).

Purtroppo lo stimato governo gialloverde – che per chi scrive sta diventando sempre più una speranza fallita almeno nel lungo termine, sebbene lo consideri il meglio disponibile per il Paese, almeno oggi, … – a queste conclusioni non arriva, non ne è proprio in grado evidentemente, resta fermo alle guerre tra bande, alle bazzeccole, agli sproloqui dei quotidianamente immancabili interventi in TV, una strategica politico-economica-industriale non è là da venire (come fosse un governo di Pulcinella). Per forza, il deep state italiano, quello dentro i ministeri ed i gangli dell’amministrazione, è ancora quello del PD, confermato quasi in toto ai ministeri: costoro sono pronti a tradire, anzi rallenteranno costantemente il lavoro del governo.

La vera arma di Trump – intelligentissima – fu licenziare almeno il 50% dei dipendenti ministeriali; invece in Italia vengono confermati praticamente in toto o quasi. Evidentemente proprio a Roma c’è qualcuno che lavora per l’inciucio, dietro le quinte, magari anche dentro il governo. O sbaglio?

Appunto, meritocrazia zero, Paese desinato alla fine a schiantarsi (purtroppo), ormai è chiaro. Ricordatevelo, Trump non governerà per sempre.

Attendiamo pazientemente sulla sponda del fume, dopo aver avvertito urbi et orbi.

MD


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