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Il silenzio della stampa e del PD nazionale su quanto avviene in Lucania ha un solo nome: complicità! di Pietro De Sarlo.

La giunta regionale della Basilicata, guidata dalla Vice  Presidente dottoressa Flavia Franconi, ha indetto nottetempo, alle 23 circa e uscendo poi quasi di nascosto dagli uffici della Regione, le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale lucano il 26 maggio 2019, ossia più di sei mesi, per l’esattezza 189 giorni, dopo la scadenza naturale della X legislatura regionale.

Pochi giorni fa avevo già raccontato l’assordante silenzio dei vertici nazionali del Partito Democratico https://scenarieconomici.it/lo-scandalo-feudale-del-pd-in-basilicata-e-la-latitanza-dei-media-nazionali-di-pietro-de-sarlo/ e della stampa nazionale di fronte all’immane scandalo della giunta guidata da Marcello Pittella, sospeso il 6 luglio 2018 dalla carica di governatore e mandato agli arresti domiciliari prima e colpito poi, scaduti i termini, da un provvedimento di divieto di dimora a Potenza, sede della Regione.

Marcello Pittella è il fratello dell’ex presidente dei socialisti europei ed ex vice presidente del parlamento europeo Gianni Pittella.

Evidentemente questa ordinaria prepotenza e abuso di forza, vedi caso Grecia, sono i principi di democrazia che Gianni ha imparato in Europa e che ha trasmesso al fratello.

Evidentemente i media nazionali sono troppo impegnati a dare l’appellativo di fascista a tutti quelli che non sono del Partito Democratico per accorgersi della allergia, tutta fascista, nei confronti del voto del Partito Democratico lucano.

La realtà supera sempre la fantasia. Negli ultimi cinque giorni la giunta ha fatto nomine a più non posso proprio in quella sanità finita sotto il mirino della magistratura e che ha causato la sospensione, per effetto della legge Severino, del governatore Marcello Pittella.

La giunta, ormai già scaduta, ha nominato persino il direttore generale dell’Arpab, ente la cui azione è indispensabile per il contrasto alle ecomafie e per il controllo del discusso operato delle compagnie petrolifere in Lucania, che hanno molte concessioni in scadenza.

Troppo lungo fare l’elenco dei soldi pubblici sperperati da questa giunta in articulo mortis per cercare di mantenere un consenso che frana sempre di più a causa dello scempio economico, morale e ambientale prodotto in Basilicata.

Non c’è nessuna legge che giustifichi l’operato di questa giunta e, poiché il tempo è sempre galantuomo, sarà presto chiaro che la giunta avrebbe dovuto convocare le elezioni entro il 18 settembre 2018 e che queste si sarebbero dovute tenere, a norma di legge,entro e non oltre il 18 novembre 2018.

I cittadini lucani non possono perdere la fiducia nella Giustizia e nelle Istituzioni e occorre che chi ha il potere di intervenire intervenga nel modo più rapido possibile.

I Pittella non sono militanti qualunque nel Partito Democratico ma sono dei pezzi da novanta di questo partito e di quello che accade in Lucania ne sono responsabili anche i silenti vertici e i silenti candidati alla segreteria, da Minniti in poi, del Partito che sta umiliando il diritto, la democrazia e il popolo lucano.

Oggi il loro silenzio e il silenzio della stampa e del PD nazionale su quanto avviene in Lucania ha un solo nome: complicità!

Pietro De Sarlo


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