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Lo scandalo feudale del PD in Basilicata e la latitanza dei media nazionali di Pietro De Sarlo.

 

Nel lontano 24 aprile 2013 la giunta regionale della Basilicata guidata dal PD Vito De Filippo arrivò al capolinea a causa delle vicende c.d. di rimborsopoli che videro coinvolta l’intera giunta e 26 consiglieri su 30.

Sciolto il consiglio si votò per il suo rinnovo il 17 e 18 novembre dello stesso anno, data insolita e foriera di nefasti presagi.

Il PD candidò, con qualche polemica a causa delle primarie vinte con il contributo sfacciato della cosiddetta opposizione di Forza Italia e del centro destra, alla carica di governatore Marcello Pittella, uno degli inquisiti.

Pittella fu poi condannato dalla Corte dei Conti a restituire 20.274,88 euro. Marcello è anche il fratello del più noto Gianni, ex vice presidente del parlamento europeo e uno dei pezzi da novanta del PD.

Con una affluenza ai minimi storici, 47,6%, Pittella vinse con il 59,6% dei voti validi e insieme a lui furono eletti altri due inquisiti: Francesco Mollica (dopo un passato con i verdi si candidò con l’UDC), Nicola Benedetto (Centro Democratico di Tabacci), e il figlio di un altro inquisito Vincenzo Robortella (PD) figlio di Pasquale.

Forse per l’esperienza fatta da Vincenzo, insieme al padre, in processi per la gestione di fondi europei e per essere stato rinviato a giudizio nell’inchiesta della procura antimafia sul petrolio in Lucania il giovanottino, classe 1987, venne premiato da Marcello Pittella con la presidenza di un paio di commissioni consigliari che si occupano, come ti sbagli!, di ambiente e negoziazione delle royalties.

Il suo fido, Mario Polese, Pittella lo mise invece a guardargli le spalle alla segreteria regionale del PDcompletando l’occupazione di stampo feudale delle istituzioni e del partito.

Per completezza di cronaca sei consiglieri inquisiti nella IX legislatura regionale si ricandidarono nella X.

Di quattro ne abbiamo parlato, il quinto, Paolo Castelluccio,fu rieletto con Forza Italia e solo Rocco Viti, PSI, non fu rieletto. Che ingiustizia!

Il PD è stato, ed è, talmente fiducioso nel suo feudo lucano che alle ultime politiche candidò Guido Viceconte, ex luogotenente lucano di Berlusconi, mentre Nicola Benedetto, assessore della giunta PD di Pittella, si candidòcon il Centro Destra. Nessuno dei due venne eletto. I lucani sono un popolo mite ma dai e dai si scocciano!

Dopo vari scandali, dopo l’inchiesta petrolio, dopo gli sfottò di Renzi e dei suoi emuli del PD, quattro comitatinichi se ne frega del voto dei lucani e ciaone, e dopo una angioplastica del governatore, fatta nella efficiente sanità lombarda e non nella feudale sanità lucana, anche la giunta del PD Pittella è destinata, come quella di De Filippo, a finire in gloria.

Come si dice, chi va per questi mari questi pesci piglia e il 6 luglio 2018 Marcello Pittella venne arrestato per una vicenda legata alle nomine nella sanità e ai relativi concorsi truccati.

Peccato! Aveva appena avuto il 26 giugno la riconferma all’unanimità dell’assise regionale lucana del PD, guidata dall’alter ego Mario Polese, per una sua ricandidatura come governatore.

Mah, quando si dice la sfiga! Per la legge Severino fu sospeso dall’incarico che venne raccolto dalla sua vice, anche lei medico, Flavia Franconi.

Il 6 luglio mancavano 135 giorni alla fine naturale del mandato e il 6 ottobre, quando ne mancavano 43 di giorni, in una accorata e scombiccherata lettera ai lucani il buon Marcello spiegò che proprio no, non poteva dimettersi perché in questi ultimi 43 giorni erano tante le cose che avrebbe dovuto fare la giunta, quindi ancora una volta nel supremo interesse dei lucani, anche controvoglia, sigh! Amaro destino!, doveva rimanere al suo posto, che suo non era più visto che lo reggeva la Franconi.

E in effetti questo governo regionale in articulo mortisspende e spande in mance e mancette a più non posso.

Nel frattempo il 12 agosto il consiglio regionale, per meglio dire gli 11 consiglieri del PD e affini, con la complicità di un consigliere del Centro Destra Michele Napoli, approvò la nuova legge elettorale.

Cambia poco rispetto alla precedente ma, pur prevedendo la legge che nel limite massimo della scadenza del mandato si debbano tenere le elezioni, ad oggi 16 novembre ore 9.30, ancora le elezioni non sono state indette.

Cosa che, a mio modo di vedere, merita l’intervento sollecito della magistratura giacché si tratta di cosa mai vista in una democrazia.

Certo si tratta di cosa fatta dal PD e quindi, per fortuna, il pericolo dei fascisti, da sempre allergici alle elezioni, non c’è!

Anzi per un meccanismo invocato da azzeccagarbugli sodali al PD si dovrebbe votare insieme alle europee. Nel mentre le spesucce per le mancette corrono.

Il 24 settembre, a seguito della decorrenza dei termini previsto per l’arresto preventivo, i domiciliari si trasformano in divieto di dimora nei dintorni del palazzo della Regione e a Potenza e il 26 ottobre l’intera giunta finisce sotto inchiesta.

Il 18 novembre scade quindi la X legislatura regionale e ad oggi i lucani ancora non sanno quando andranno a votare.

Il sospetto che tutto ciò sia dovuto all’attesa di una improbabile salvifica sentenza di cassazione che consenta al prode Marcello Pittella di ricandidarsi o, peggio, che l’attuale giunta voglia procedere al rinnovo delle concessioni petrolifere in scadenza è forte ma a pensar male si fa peccato ma non si sbaglia.

Mentre il PD tiene in ostaggio i diritti democratici del popolo lucano il sindaco di Milano, icona della intellighenzia non razzista del PD, offende con fine arguzia gli avellinesi, Negozi chiusi la domenica? Lo facessero ad Avellino, qui a Milano non ci rompano le palle, e di conseguenza tutti noi terroni mostrando il pregiudizio antimeridionale di fondo di tutti quelli che indossano magliette rosse in funzione della convenienza del momento.

A proposito avete sentito qualche giornalista sollecitare la direzione nazionale del PD a risolvere il caso Pittellainvitandolo a dimettersi o a invitare la giunta a convocare le elezioni?

Avete sentito in uno dei tanti blasonati talk show un minimo di inchiesta sulla emergenza democratica lucana o una informazione minima sul vero e proprio scandalo politico e istituzionale lucano?

Non ho la sfera di cristallo ma penso che i lucani manderanno a casa il PD. Non credo che voteranno neanche i suoi storici complici del centro destra e tutti i sindaci e sindachicchi ex PD che fanno la fila dalla Lega avendo trovato porte chiuse nel M5S.

Ho scritto questo pezzo a futura memoria, sperando che i tanti sedicenti giornalisti italiani non si strappino poi le vesti e che non insultino ancora una volta i terroni perché non votano la lungimirante e salvifica sinistra italiana.

Pietro De Sarlo


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