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Il ritorno del “Nuke Sniffer”: il Constant Phoenix USA atterra in UK mentre sale la tensione con l’Iran

: L’USAF schiera il WC-135R “Constant Phoenix” nel Regno Unito. Capace di rilevare particelle radioattive, l’aereo arriva mentre sale la tensione tra Trump e l’Iran. Routine o preludio a un conflitto? L’analisi tecnica e geopolitica.

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L’arrivo a Mildenhall , nel Regno Unito, del WC-135R, l’aereo cacciatore di radiazioni, riaccende i timori di un’escalation in Medio Oriente. Tecnica, strategia e segnali politici di una mossa che non passa mai inosservata.

Quando un WC-135R Constant Phoenix tocca il suolo europeo, non è quasi mai per una visita di cortesia. Giovedì scorso, uno di questi rari velivoli dell’USAF è atterrato alla base RAF di Mildenhall, nel Suffolk. Ribattezzato affettuosamente, si fa per dire, “nuke sniffer“, ovvero l’annusatore nucleare, la sua presenza nel Regno Unito è un segnale che gli analisti della difesa osservano con estrema attenzione, specialmente in un contesto geopolitico che vede le lancette dell’orologio correre veloci verso una possibile crisi con l’Iran.

Cos’è il Constant Phoenix e perché è unico

Per comprendere la gravità – o la semplice routine – di questo dispiegamento, bisogna guardare sotto il cofano di questo mezzo straordinario. Il WC-135R non è un bombardiere, né un caccia. È un laboratorio volante altamente specializzato.

L’aereo è l’ultima evoluzione di una famiglia basata sulla cellula del Boeing C-135. La versione “R”, la più moderna, è entrata in servizio tra il 2022 e il dicembre 2023, sostituendo i vetusti modelli W e C. La sua missione principale è supportare il Trattato sulla messa al bando parziale degli esperimenti nucleari del 1963. In termini pratici, l’aereo “beve” l’aria attraverso dispositivi di raccolta esterni per rilevare:

  • Particolato radioattivo: Catturato su speciale carta da filtro.

  • Effluenti gassosi: Raccolti e compressi in sfere di contenimento ad alta pressione.

Questi campioni permettono di identificare con precisione chirurgica se, dove e quando è avvenuta un’esplosione nucleare o un rilascio di materiale radioattivo, distinguendo persino la “firma” specifica dell’ordigno o del reattore.

Per proteggere l’equipaggio – ridotto al minimo operativo durante le missioni reali (piloti, navigatore e operatori dei sensori) – l’aereo è dotato di un sistema di filtrazione interno chiamato “i polmoni”, che purifica l’aria della cabina da contaminanti esterni. I dati raccolti vengono poi analizzati dal Detachment 1 del 21st Surveillance Squadron dell’Aeronautica USA.

WC135R durante un rifornimento auereo – Wikipedia

Una coincidenza inquietante?

Ufficialmente, l’aereo vola in tutto il mondo per monitorare i livelli di radiazione di fondo e garantire che non vengano effettuati test segreti. Ha operato sull’Oceano Indiano, ai poli e nel Mediterraneo. Tuttavia, la tempistica del suo arrivo a Mildenhall solleva più di un sopracciglio.

Il dispiegamento avviene in un momento di fortissima tensione tra Washington e Teheran. Il presidente Donald Trump (in questo scenario del 2026, ndr) ha avvertito l’Iran che “il tempo sta scadendo” per un nuovo accordo sul nucleare, mentre le forze americane si stanno ammassando in Medio Oriente. Non aiuta il ricordo del passato recente: il “nuke sniffer” era stato dispiegato in UK nel gennaio 2022, poche settimane prima dell’invasione russa dell’Ucraina, e poco prima dei raid sulle strutture nucleari iraniane dello scorso giugno.

Fonti della difesa britannica gettano acqua sul fuoco, sottolineando al Telegraph che la presenza del velivolo “non indica necessariamente un’azione militare immediata”. È vero, l’aereo non cerca armi, ma le tracce del loro utilizzo. Tuttavia, posizionarlo preventivamente vicino al teatro operativo potrebbe suggerire che gli Stati Uniti vogliano essere pronti a valutare immediatamente gli effetti di un eventuale strike preventivo sui siti di arricchimento iraniani, o che temano un “breakout” nucleare improvviso da parte del regime degli Ayatollah.

Il contesto politico: tra Bruxelles e Teheran

A complicare il quadro c’è la mossa dell’Unione Europea, che giovedì ha annunciato l’intenzione di proscrivere le Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) come organizzazione terroristica. Una decisione che ha scatenato l’ira del ministro degli esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, il quale accusa l’Europa di “alimentare le fiamme” invece di prevenirle.

Mentre Israele fornisce intelligence sui target e l’Arabia Saudita tenta una difficile mediazione per evitare che l’incendio divampi in tutta la regione, il timore degli alleati arabi è che un attacco USA possa destabilizzare l’Iran al punto da provocare una guerra civile simile a quella dell’Iraq post-2003, o spingere l’IRGC a prendere il potere totale, estromettendo il clero più “pragmatico”.

Perché il Regno Unito?

La scelta di RAF Mildenhall non è casuale. La base è un hub logistico fondamentale per le operazioni USA in Europa e Medio Oriente. Le immagini che ritraggono le forze speciali americane impegnate in esercitazioni di fast-roping dai V-22 Osprey nella stessa base, proprio in questi giorni, suggeriscono che il livello di allerta è elevato.

Il Constant Phoenix è un termometro. Quando si muove, la febbre geopolitica è alta. Che si tratti di deterrenza, di routine (per quanto rara) o di preparazione al peggio, il suo arrivo ci ricorda che la questione nucleare iraniana è un dossier tutt’altro che chiuso, pronto a riaprirsi nel modo più rumoroso possibile.

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