AttualitàFinanzaItalia
Il record dei risparmi delle famiglie italiane: motivo di festeggiare o campanello d’allarme?

La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane si avvicina alla soglia dei 6.500 miliardi di euro, trainata soprattutto da azioni e strumenti finanziari che pesano sempre di più nei portafogli domestici. Il dato, rilanciato da ANSA nei giorni scorsi sui risparmi delle famiglie italiane, fotografa un Paese che risparmia sempre di più — ma nella forma sbagliata, e nel momento sbagliato.
Prima di gioire, però, vale la pena chiedersi se questo numero record non sia in parte “gonfiato” da un fenomeno collaterale: l’afflusso crescente di nuovi grandi patrimoni che scelgono l’Italia come residenza fiscale. Il sospetto è legittimo, anche se i dati ufficiali non lo confermano né lo smentiscono esplicitamente.

Più risparmio non significa automaticamente più ricchezza
L’istinto del cittadino medio, di fronte a una notizia del genere, è pensare: “se le famiglie risparmiano di più, vuol dire che stanno meglio”. È una lettura ingannevole.
I numeri più significativi riguardano l’aumento di polizze assicurative e fondi comuni d’investimento — cioè risparmio che si sposta dal mattone e dai consumi verso la finanza. Un travaso non neutro, specie se letto insieme al contesto in cui avviene: salari reali fermi ai livelli del 1990, guerra in Ucraina ancora aperta, tensioni sullo stretto di Hormuz che minacciano gli approvvigionamenti di petrolio.
In un quadro simile, un aumento dei risparmi non è il segnale di un’economia in espansione, ma l’esatto opposto: è la fotografia di famiglie che si mettono sulla difensiva. Un riflesso di prudenza collettiva, non di benessere crescente.
C’è un parallelo istruttivo con quanto successo durante la pandemia: il crollo dei prezzi dell’energia sembrava, sulle prime, una buona notizia. In realtà anticipava — perché ne era conseguenza diretta — il crollo dei consumi e dell’occupazione che sarebbe arrivato di lì a poco. Anche qui, dietro un dato apparentemente positivo, si nasconde una dinamica di segno opposto.
ACQUISTA IL LIBRO DI ECONOMIA SPIEGATA FACILE.
7000 copie cartacee vendute

ACQUISTA SUBITO IL LIBRO CARTACEO A 22€ anziché 28
Dove va a finire questo risparmio, e perché dovrebbe preoccuparci
L’aspetto più delicato della vicenda è la destinazione di questi capitali: sempre più orientati verso investimenti finanziari, con tutto il rischio di bolle — e di crolli improvvisi — che questo comporta in un contesto geopolitico instabile come quello attuale.
Una fetta consistente di questi risparmi finisce nelle mani dei grandi fondi speculativi internazionali: BlackRock, Vanguard, State Street. L’assalto al risparmio europeo — italiano in primis — si è intensificato subito dopo la rielezione di Donald Trump, che pure a quei fondi aveva dichiarato guerra a parole. Secondo la logica del “Make America Great Again”, i capitali avrebbero dovuto fare il percorso inverso: uscire dai mercati finanziari per rientrare negli Stati Uniti a sostenere produzione e occupazione interna.
Dietro l’obiettivo mai dichiarato apertamente c’è il nodo del debito federale americano, insieme a uno squilibrio delle partite correnti sempre più marcato — gli USA importano molto più di quanto producano ed esportino — a cui si aggiunge un indebitamento crescente delle famiglie americane. Di fronte alla resistenza interna a questo disegno, i grandi fondi si sono rivolti all’Europa, e in particolare all’Italia: da sempre una delle nazioni più “virtuose” al mondo in termini di propensione al risparmio.
Il risultato è che i risparmi italiani — TFR compreso — stanno progressivamente sostituendo quelli americani in uscita dagli USA. Denaro che, in ultima analisi, contribuisce comunque a tamponare i conti di Washington. La domanda da porsi è: a quale rischio, per chi in Italia questi risparmi li ha messi da parte?

Il paradosso del risparmio eccessivo
Vale la pena richiamare qui una teoria formulata da John Maynard Keynes: il cosiddetto paradosso del risparmio. L’idea, in sintesi, è che un eccesso di risparmio collettivo può danneggiare l’economia nel suo complesso.
Nell’ultimo aggiornamento dell’e-book di Economia Spiegata Facile “Evolutio” lo abbiamo spiegato più approfonditamente, ma qui lo riassumiamo in estrema sintesi.
SCARICA L’ULTIMA VERSIONE AGGIORNATA DELL’E-BOOK DI ECONOMIA SPIEGATA FACILE
SCARICALO ADESSO
Se tutti smettono di consumare per accumulare risparmio, il risultato è un rallentamento dei consumi, quindi della produzione, quindi dell’occupazione — e a cascata, paradossalmente, anche del risparmio futuro stesso. Un aumento del risparmio individuale, moltiplicato su scala collettiva, può tradursi in una riduzione del risparmio aggregato e in un danno per l’intero sistema economico.
Un’economia in salute, viceversa, si regge su equilibri redistributivi delicati — non su un accumulo difensivo di liquidità che, semplicemente, non circola più.
Leggi l’articolo originale su economiaspiegatafacile.it.









You must be logged in to post a comment Login