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Il Polonio 210 ha ucciso Imane Fadil? Un sofisticato mistero che porta lontano

 

 

 

La modella e testimone dei processi Ruby 1 e 2 Imane Fadil è stata quasi con certezza avvelenata. I motivi ed i mandanti di questa morte orribile, con un’agonia durata un mese, li indagherà la magistratura che speriamo faccia luce in questo delitto. Ricordiamo che la ragazza era stata un testimone chiave nei processi a carico di Silvio Berlusconi, Lele Mora ed Emilio Fede per le famose “Cene galanti” avvenute ad Arcore, ma si trattava di vicende concluse processualmente e la richiesta di costituirsi parte civile nel terzo processo era stata respinta. Vero è che stava per uscire un libro in cui forse erano fatte altre rivelazioni o erano contenuti altri nomi, ma il manoscritto è stato ora sequestrato dalla magistratura di Milano  e cosa poteva dire di più di quanto già detto?

Tutta la vicenda ha aspetti molto strani, a partire dal fatto che la stessa modella sospettò quasi subito di essere stata avvelenata, ma che l’avvelenamento stesso è stato scoperto tardi, e con certezza solo con l’autopsia. Si parla di un composto di sostanze radioattive, e questo ci rimanda ad un’alta triste morte del XXI secolo, quella della ex spia russa Alexander Litvinenko, avvelenata con il Polonio 210. Che cosa è questa sostanza e perchè è tanto pericolosa?

Il Polonio 210 (Po-210) è un metallo raro radioattivo scoperto da Marie Curie alla fine del XIX secolo, che lo chiamò cosi in omaggio alla propria madrepatria. Apparentemente simile al Selenio o al Tellurio non ha però isotopi stabili ed il suo tempo di dimezzamento è molto rapido, 138 giorni, per cui cessa di essere radioattivo molto rapidamente. Il problema è che emette radiazioni ad alta intensità in quantità notevole: un milligrammo di Polonio emette tante radiazioni quante 5 grammi di Radio 221. A livello di milligrammi è in grado di ionizzare fortemente l’atmosfera circostante, tanto da emettere una luce bluastra..

Il Polonio ha una caratteristica che lo rende un veleno ideale: un tempo di dimezzamento biologico molto lungo. Per  eliminare la metà del Polonio assimilato un corpo vivente impiega 40 giorni, durante i quali questo veleno continua ad uccidere. Si tratta di un metallo così pericoloso che si calcola che un grammo potrebbe uccidere 50 milioni di persone ed intossicarne altre 50 milioni. Fortunatamente la sua radioattività è spazialmente limitata, ma questo significa anche che può colpire in modo chirurgico. Si può essere avvelenati per inalazione, per ingerimento, o attraverso piccole ferite. Litvinenko assunse il veleno con un drink. Una volta introdotto si concentra nelle ovaie, nei testicoli e nel midollo spinale dove inizia a distruggere il DNA cellulare. I sintomi sono pesanti:

  • nausea e vomito
  • diarrea
  • anoressia
  • danni al midollo osseo
  • lymphopenia, cioè un conteggio molto basso dei globuli bianchi.

Più alta è la dose, più rapido l’effetto e se viene colpito l’apparato nervoso centrale l’avvelenamento è incurabile. Se i dosaggi sono particolarmente alti la morte avviene in minuti. Negli altri casi si cerca di curare, se possibile, i sintomi, di prevenire eventuali infezioni opportunistiche e di mantenere con trasfusioni il sangue con livelli adeguati. Si può anche tentare una cura con agenti chelanti. Il problema è che le possibilità di successo sono legate al riconoscimento precoce dell’avvelenamento e, soprattutto, al riconoscimento dell’agente stesso. Litvinenko ebbe un’agonia di 22 giorni anche se il suo avvelenamento fu riconosciuto abbastanza precocemente. Probabilmente fu avvelenato durante una cena in un Sushi Restaurant a cui era presente anche Mario Scaramella, esperto italiano del nucleare a cui fece alcune rivelazioni su Romano Prodi poi finite nel dossier Mitrockhin.

Il Polonio 210 non è assolutamente un materiale comune in natura: si calcola che all’anno ne siano prodotti circa 100 grammi attraverso l’utilizzo di reattori nucleari o di ciclotroni. Ha degli usi spaziali ed industriali limitati, ma, data la sua tossicità elevatissima, in questi casi viene utilizzato in combinazione con altri elementi che non lo rendono utilizzabile come veleno.

Ad uccidere Litvinenko furono 10 microgrammi di Polonio, pari a 200 volte la dose letale.

Se questo è il veleno utilizzato, chi aveva interesse ad uccidere in questo modo la ragazza? E chi poteva avere accesso a questo tipo di veleno?

 

 

 


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