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Il pasticciaccio che spinge verso l’inflazione e la stagflazione

 

Gli errori di programmazione e di politica interna ed internazionale dei paesi occidentali stanno rapidamente spingendoci perso un forte aumento dei prezzi dell’energia che, in assenza di correttivi, comprimerà consumi, occupazione e crescita. Vediamo alcuni punti essenziali.

  • La Casa Bianca ha rilasciato una dichiarazione mercoledì chiedendo all’OPEC+ di aumentare la produzione di petrolio per arginare le pressioni inflazionistiche dovute all’aumento dei prezzi interni della benzina e degli altri carburanti. In realtà questa richiesta difficilmente verrà soddisfatta dall’OPEC+ per motivi molto ben fondati. Prima di tutto l’accordo per una maggiore produzione, anche se limitata, è già stato raggiunto, in modo faticoso, e difficilmente vi rinunceranno. Quindi i rapporti fra USA ed Arabia Saudita sono molto meno idilliaci che nell’epoca Trump e non si capisce perché la Monarchia dovrebbe favorire una controparte filoiraniana e concedere ciò che concesse al precedente presidenteQuindi Biden non è riuscito a migliorare i rapporti con la Russia di Putin che sta strozzando, dal punto di vista energetico, un’Europa vitata all’autodistruzione.
  • Il più grande consumatore di petrolio al mondo ha mostrato la sua vulnerabilità politica all’aumento dei prezzi del petrolio questa settimana e, più specificamente, all’aumento vertiginoso dell’inflazione al consumo. Gli USA vedono la politica espansiva monetaria e di spesa coincidere con il boom dei prezzi energetici, il che rischia di avere un effetto moltiplicativo. In Europa invece questo aumento dei prezzi rischia di avere effetti sulla stabilità dei governi in vista delle prossime tornate elettorali.
  • La spinta all’energia “verde” sta anche esercitando una pressione al rialzo sull’inflazione dei prezzi delle materie prime. Da un lato la spinta all’elettrico ed al rinnovo del parco dei mazzi di trasporto manda alluminio e litio in orbita, dall’altro la necessità di usare i crediti energetici anche per attività produttive energetiche, come la raffinazione, provoca un effetto moltiplicativo dei prezzi e crea degli artificiali colli di bottiglia,  come si può vedere da queste tabelle Rabobank

Anche se la componente materia prima è calante sui costi del carburante, l’esplosione del costo per i certificati al carbonio ne koltiplica l’effetto. Lo stesso sta succedendo in Europa e tutto questo non finirà bene per i consumatori.

 


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