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Il “Pascolo solare”: ovvero come negli USA si combinano pecore e pannelli solari

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Colpite dagli alti costi del carburante e dalla stretta sul lavoro, alcune aziende di energia pulita si stanno rivolgendo a un improbabile alleato – le greggi di pecore – per tenere i loro pannelli solari fuori dall’ombra.

Questa pratica nascente, nota come pascolo solare, è finora utilizzata solo su una piccola parte dei grandi impianti di pannelli che sempre più spesso punteggiano l’America rurale. Ma grazie ai significativi vantaggi finanziari sia per l’industria delle energie rinnovabili sia per il settore della carne di montone, si prevede che un numero maggiore di siti solari negli Stati Uniti inizierà a sostituire i tosaerba con gli agnelli.

L’industria solare statunitense è in rapida crescita: Secondo una previsione di BloombergNEF, quest’anno il Paese dovrebbe battere i record di costruzione di impianti solari, aggiungendo più di 32 gigawatt di capacità. Una cifra sufficiente ad alimentare più di 25 milioni di case. Allo stesso tempo, si teme che non ci saranno abbastanza terreni coltivati per sfamare una popolazione mondiale in crescita, soprattutto se la superficie sarà coperta da edifici, strade o impianti fotovoltaici.


L’organizzazione no-profit American Farmland Trust stima che gli Stati Uniti perderanno altri 18,4 milioni di acri di terreno agricolo – un’area grande quasi come la Carolina del Sud – tra il 2016 e il 2040 se le attuali tendenze di sviluppo continueranno. L'”agrivoltaico”, ovvero il doppio uso dei terreni per l’energia solare e l’agricoltura, è un modo per consentire a entrambi i settori di utilizzare lo stesso terreno.

L’American Solar Grazing Association, fondata nel 2018, stima che circa 5.000 pecore stiano attualmente curando i siti solari statunitensi. La pratica è in uso anche in Canada, Regno Unito, Francia, Giappone, Australia e Sud America. Le pecore sono ottime falciatrici. In alcuni casi, le pecore sono più adatte a manovrare intorno ai pannelli solari rispetto ai tosaerba convenzionali e contribuiscono a ridurre le emissioni di carbonio.

L’erba deve essere sempre ben tagliata sotto i pannelli, sia per evitare che si sviluppino arbusti che generano ombra, sia per evitare il rischio di incendi. A questo punto la scelta biologicaa è  sempre la migliore.

Per le aziende del settore solare, questo legame comporta un potenziale risparmio sui costi e una riduzione dell’impronta di carbonio. Standard Solar, un’azienda di Brookfield Renewable che possiede oltre 350 megawatt di impianti solari negli Stati Uniti, sta utilizzando il pascolo nel Midwest e in alcuni dei suoi siti più rocciosi nel New England, dove è difficile manovrare gli strumenti tradizionali per la cura del paesaggio.

Le pecore sono gli animali ideali per una serie di motivi: ad esempio sono preferite alle capre perché queste ultime amano saltare e talvolta lo fanno sopra le strutture, danneggiandole, Inoltre le pecore non hanno paura di pulire con attenzione attorno alle basi dei pannelli, perché non hanno paura di graffiarsi. Lavorano molto meglio di un tosaerba robot comandanto dalla AI, questo grazie a molti milioni di anni di evoluzione. Le strutture dei pannelli poi creano un riparo molto gradito dalle pecore, che ne sfruttano l’ombra.

Inoltre i capi ovini hanno  una notevole produttività, sotto forma di carne, latte e lana che, a questo punto, appare duplicemente conveniente, sia dal punto di vista ambientale sia economico. Alla fine proprio ddalla combinazione di high tech e low tech si ottengono le soluzioni migliori.


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