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Il “Mercato Unico” delle Disuguaglianze: la squilibrata geografia degli stipendi europei nel 2024

Stipendi in Europa: nel 2024 il divario tra Nord ed Est è abissale. In Lussemburgo si guadagna 5,3 volte più che in Bulgaria. I dati Eurostat svelano l’illusione del Mercato Unico europeo rispetto agli USA.

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L’infografica che analizziamo oggi, basata sui recenti dati Eurostat e OCSE, ci restituisce una fotografia impietosa del mercato del lavoro nel Vecchio Continente. Nei palazzi di Bruxelles si discetta costantemente di “Mercato Unico”, ma la realtà macroeconomica ci mostra un’Europa profondamente frammentata.

Il dato che salta immediatamente all’occhio è la differenza colossale tra i redditi delle nazioni di vertice e quelli dei paesi periferici. Il Lussemburgo troneggia con un salario medio annuo a tempo pieno di 82.969 euro, mentre la Bulgaria chiude mestamente la classifica a quota 15.387 euro. Stiamo parlando di un moltiplicatore di 5,3 volte!

Per comprendere la gravità di questo squilibrio, basta guardare oltreoceano: negli Stati Uniti, un’area che condivide una moneta e un mercato federale, il divario tra lo stato con i redditi più alti (il Massachusetts) e quello più povero (il Mississippi) non si avvicina minimamente a proporzioni del genere, essendo la differenza di circa il 40%. Come si può sperare di mantenere un mercato realmente “unico” e competitivo quando sussistono simili praterie per il dumping salariale?

Per fare chiarezza, abbiamo raggruppato i dati in tre macro-aree, che riflettono fedelmente i rapporti di forza economici attuali. Ecco l’infografica:

I Giganti del salario: il Dominio nordico e occidentale

In cima alla piramide troviamo le economie ad alto valore aggiunto, caratterizzate da settori trainanti (finanza, IT) e da una forte tutela sindacale che sostiene la domanda aggregata interna.

  • Lussemburgo (€82.969): Oltre alla finanza, il Granducato adotta un sistema di indicizzazione automatica dei salari all’inflazione. Una misura squisitamente keynesiana che difende il potere d’acquisto reale dei lavoratori.
  • Islanda (€77.189): Il “modello islandese” vanta una copertura sindacale del 90%, garantendo un potere contrattuale eccezionale.
  • Seguono a ruota Svizzera (€75.062), Danimarca (€71.565) e Norvegia (€64.029).

La Fascia Centrale e il Blocco Mediterraneo

Scendendo lungo la penisola europea, i numeri si dimezzano e la stagnazione diventa palpabile.

  • Le Grandi Economie: La Germania si difende con €53.791, staccando nettamente la Francia (€43.790).
  • Il Sud Europa: Italia (€33.523) e Spagna (€33.700) presentano cifre quasi identiche, ma significativamente al di sotto della media dei vicini settentrionali. Il nostro Paese sconta una produttività stagnante e una cronica debolezza della domanda interna.

Il baratro dell’Est: il lavoro a basso costo

L’Est Europa rimane la grande fabbrica a basso costo del continente, un serbatoio di manodopera che penalizza la competitività salariale del Sud Europa.

PaeseSalario Medio Annuo (2024)
Romania€21.108
Slovacchia€20.287
Ungheria€18.461
Grecia€17.954
Bulgaria€15.387

Certamente, il costo della vita inferiore per i beni di prima necessità e per gli alloggi nei paesi dell’Est e del Sud compensa parzialmente questo divario di reddito nominale. Tuttavia, il fattore “potere d’acquisto” non è sufficiente a sanare una frattura strutturale di questa entità. Fino a quando un lavoratore di Sofia guadagnerà un quinto del suo omologo di Città di Lussemburgo, l’idea di un’Europa economicamente coesa rimarrà, purtroppo, una pura astrazione teorica.

Vi forniamo anche un video esplicativo relativo a questa situazione, proveniente fresco fresco dal nostro canale Youtube.

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