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IL LUOGOCOMUNISMO DI COTTARELLI E LA SUPERFICIALITA’ DI UNA CLASSE DIRIGENTE. ORA DI AZZERARE E DI CAMBIARE

La situazione drammatica di crisi del nostro paese non si genera dal nulla, ma ha radici chiare e precise nella superficialità e nell’autoreferenzialità della nostra classe dirigente. Quando economostri (sic) come la Veronica De Romanis o Marattin occupano cattedre universitarie si capisce quale sia la qualità dell’insegnamento dell’economia in Italia…

Lo scandalo non sta tanto nel fatto che abbia confuso il tasso di sviluppo del PIL con il PIL assoluto, sbagliare è umano, ma che proprio IL CONCETTO TRASMESSO sia sbagliato. Per il Portogallo basterebbe ricordare che Lisbona ha fatto il contrario di quanto voleva la Commissione, per la Grecia basta guardare l’andamento della crescita annua del PIL.

Lascio a voi la valutazione.

A questa allegra compagnia si unisce Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review, FMI etc… Recentemente è stato al centro di una discussione su twitter sull’euro e sulla permanenza nella galera della moneta unica dell’Italia e sul debito pubblico. Naturalmente il tema è caduto diretto sulla comparazione con quei paesi ad alto debito, ma che sono stati in grado di effettuare politiche monetarie espansive e di mantenere una crescita elevata.

Il nostro Economostro si è abbastanza arrampicato sugli specchi per spiegare come mai la monetizzazione, esplicita o meno, del debito giapponese andasse bene e quello italiano no. Poi si è attaccato al solito Osservatorio, senza però essere in grado di convincere proprio nessuno. Insomma Cottarelli è caduto nel LUOGOCOMUNISMO più totale per attaccare l’idea di una moneta autonoma. 

I suoi argomenti sono riassumibili in tre punti:

a)  Le Seigneur De La Palisse : “e i tassi sono alti perché il debito pubblico è alto, allora occorre migliorare i “fundamentals” cioè ridurre deficit e debito. Questa è “l’unica opzione”.

b) Argentina e Weimar;

c) “Ma tutti venderebbero la Lira e vorrebbero l’Euro”;

d) “I Giapponesi sono diversi”.

Vediamo punto per punto. Il primo viene dal solito De Grauwe, con la solita concezione del “Debito Male”, tipica del mondo anglosassone. Peccato che non sia così. La crescita del PIL pro capite è LEGATA al debito.

Vediamo il Giappone.

Canada

UK

In generale c’è un percorso che lega il PIL pro capite ed il livello di debito in una società ed un’economia mature, come già riscontrato da diversi economisti.
Vediamo l’Italia

Noi siamo un caso quasi unico: AUMENTIAMO IL DEBITO  E, NELLO STESSO TEMPO, DIMINUIAMO IL PIL PRO CAPITE. Tutto questo accade dal 1996, dopo che, per un lungo tempo, avevamo seguito un percorso simile a quello delle altre economie occidentali evolute. Chi ci ha fatto  involvere? In generale comunque l’aumento del debito è legato ad un aumento del PIL pro capite, cioè della ricchezza dei cittadini. Invece per Cottarelli questo legame non esiste, anzi è l’esatto contrario.

B) ARGENTINA E WEIMAR. Su Weimar ha parlato la storia. Noi non abbiamo perso una guerra mondiale, non abbiamo occupanti stranieri (tranne le basi USA) e non siamo obbligati per ora a pagare pesanti riparazioni a Francia e Regno Unito. Per carità fosse per Cottarelli venderemmo anche le mutande ai francesi, magari a prezzo di saldo, ma per ora questo non è successo. Tra l’altro il caro Cottarelli, come tutti i suoi accoliti, dimenticano di dire che il periodo di Weimar avrà anche segnato iperinflazione, ma segnava anche una occupazione diffusa. Il periodo 1924 – 29 è chiamata la “Golden era” di Weimar.

A causare il boom della disoccupazione non fu l’iperinflazione, ma, al contrario le politiche deflattive post crisi del 1929.

Mio caro COTTARELLI, non fu l’inflazione a mandare in crisi la Germania di Weimar, ma la DEFLAZIONE unita alla DISOCCUPAZIONE che portarono al governo Hitler, insieme ai clamorosi errori dei politici tedeschi. Che caso, noi abbiamo una classe politica inetta, quasi deflazione ed alta disoccupazione…

Per quanto riguarda l’Argentina (ed il Venezuela), il problema non è il debito, ma il fatto che il debito fosse espresso in DOLLARI USA e che derivasse dal  clamoroso errore del Fondo Monetario Internazionale che permise il mantenimento di convertibilità del peso (leggasi la fissazione del cambio del peso a quello del dollaro). Citiamo Victor A. Becker da Springer “Modern Financial Crisis”

Tra l’altro la crisi fu risolta togliendo il peg fra dollaro e peso argentino. Caso vuole che a curare questo passaggio fu proprio l’attuale ministro Padoan… Purtroppo Cottarelli e gli altri Luogocomunisti citano sempre Weimar, Argentina e Venezuela perfettamente a caso, senza studiare i dati delle singole situazioni, perchè se no se ne asterrebbero. Però questa è la nostra classe dirigente.

c) “TUTTI VENDEREBBERO LE LIRE PER PASSARE ALLA MONETA FORTE”. Questa curiosa opposizione mostra come Cottarelli, e con lui tutti gli altri luogocomunisti, siano astrusi dal mondo reale e dalla finalità dell’introduzione di una nuova valuta. La moneta serve allo scambio o serve in una cassaforte? Qual’è la funzione della moneta? Perchè questa domanda ci viene fin dal medioevo. Perchè da quell’epoca ci viene una legge, la Legge di Gresham, che si fa risalire a Sir Thomas Gresham, cancelliere della dello scacchiere di Elisabetta I, ma che può essere fatta risalire a Oresme ed a Copernico, e che dice che, nell’uso, la moneta “Cattiva” scaccia quella “Buona”. Se tutti volessero disfarsi della moneta cattiva (es. una neolira) e tenere la buona, spenderebbero la prima e tesaurizzerebbero la seconda, ma così  facendo darebbero senso alla moneta che esiste in quanto utilizzata, spesa. Se tutti si volessero liberare della moneta cambiandola con le altre svaluterebbero la neolira. Benissimo, nel brevissimo forse (ma diciamo forse) ci sarebbe una spinta inflazionistica, ma se una porta italiana costasse la metà di una porta tedesca, quale vincerebbe sul mercato internazionale. Se Ikea trovasse meno costoso far produrre i suoi mobili in Brianza piuttosto che in Svezia, dove li produrrebbe? Perchè la vera ricchezza di una nazione è nella capacità produttiva de suo sistema, che poi è l’espressione dell’intraprendenza, della creatività e della operosità del suo popolo. Esattamente quello che Cottarelli e l’attuale classe dirigente stanno, ormai da oltre vent’anni, cercando di distruggere in modo sistematico, e per questo dovrebbero essere puniti.

d) I GIAPPONESI SONO DIVERSI. I Giapponesi sono diversi, loro possono avere una valuta autonoma, loro possono anche guidare il proprio debito o monetizzarlo, noi no, noi siamo brutti, sporchi e cattivi.

Io ammiro moltissimo i giapponesi, un popolo di grande storia e di grande tradizione.

Tenno Heika, Banzai !

Però affermare che il debito giapponese è in realtà di proprità di banche giapponesi e della BoJ è un clamoroso errore. Partiamo da questo grafico propostoci da @speculaThor,

Il debito in mano alle banche giapponesi è perfino calato al subentrare dell’intervento della banca centrale che ne possiede circa il 40%. Vediamo quanto la BCE possiede del debito pubblico italiano

E vediamo quanti titoli di stato sono in mano alle banche italiane.

Circa il 17% del totale. Quindi non è vero che ci sia tutto questo particolare amore delle banche giapponesi per i titoli di stato nazionali, anzi è un amore inferiore a quello degli istituti italiani. Cosa succederebbe se domani la BCE passasse i propri titoli di stato italia alla BI e questa si comportasse come la BoJ? Praticamente NULLA, non succederebbe nulla, al contrario di quello che afferma l’economostro Cottarelli.

Voglio chiudere qui questo lungo articolo. Il Dott. Cottarelli è solo la punta di diamante dei Luogocomunisti, gente che non considera dati che, non valuta la storia e gli eventi del passato, ma che parla, come dice il termine stesso, solo per luoghi comuni. I Luogocomunisti sono i figli della pigrizia intellettuale della nostra classe dirigente, non solo politica che vive, lei si , delle proprie rendite di posizione e che quindi tenta di difende lo status quo ad ogni costo, anche quando questo significa miseria per tutti gli italiani.

Questo sarebbe già un motivo sufficiente per cancellarla.

PS Ringrazio JS Lucidi, speculaTHOR e Fabio Lugano

 

 


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