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Il grande gelo ai due poli: l’Antartide tocca un record decennale e l’Artide resta al freddo
Record di gelo in Antartide a -83,8 °C e Polo Nord sotto le medie: la scienza analizza l’eccezionale sbalzo termico del pianeta.

La Terra ha appena registrato uno degli sbalzi termici più violenti degli ultimi anni. Mentre molte città dell’emisfero nord combattono contro cupole di calore e temperature soffocanti, il cuore dell’Antartide è crollato a livelli di gelo eccezionali. La stazione scientifica Concordia, posta sul plateau continentale a oltre tremila metri di quota, ha toccato la temperatura minima di -83,8 °C (pari a -119 °F) il 18 luglio.
Si tratta del valore più basso misurato sull’intero pianeta dal 2012. Un dato che è arrivato a soli tre decimi di grado dal record assoluto della stazione. Nello stesso momento, il termometro della Death Valley in California arrivava a quasi 50 °C. La differenza di temperatura sulla superficie terrestre ha superato così i 133 gradi centigradi nello stesso mese.
Un Polo Nord in controtendenza rispetto ai modelli
L’evento antartico non è l’unica sorpresa scientifica di questa stagione. Osservando i dati dell’Istituto Meteorologico Danese (DMI), si nota un fenomeno altrettanto interessante al capo opposto del pianeta.
La temperatura media giornaliera della regione artica, sopra l’ottantesimo parallelo Nord, è rimasta costantemente al di sotto della media storica calcolata dal 1958 al 2002. Questo significa che, mentre alcune zone del globo affrontano picchi caldi, le aree polari stanno mostrando una risposta complessa e non omogenea.
Il fatto che faccia caldo in singole regioni non significa che il calore sia distribuito ovunque allo stesso modo. La macchina atmosferica funziona per compensazioni e dinamiche locali molto spinte.
Ecco una sintesi delle rilevazioni più estreme registrate:
| Zona di Rilevazione | Temperatura Rilevata | Condizione Scientifica |
| Stazione Concordia (Antartide) | -83,8 °C | Minimo globale dal 2012 |
| Stazione Vostok (Antartide) | -89,2 °C | Record assoluto della Terra (1983) |
| Artide (>80°N) | Sotto la media storica | Anomalia fredda estiva |
| Death Valley (USA) | +49,4 °C | Massimo estivo locale |
Se una persona viaggiasse dal Polo Sud alla Valle della Morte questo luglio registrerebbe un‘escursione termica di 120 C.
Le cause fisiche del gelo estremo sul plateau
Perché la stazione Concordia raggiunge picchi di freddo così estremi? La risposta risiede nella fisica dell’atmosfera polare e nella geografia del plateau antartico:
- L’altitudine elevata: La stazione si trova a circa 3.200 metri sul livello del mare, dove l’aria è molto rarefatta.
- Assenza di umidità: L’aria sul plateau è estremamente secca e non riesce a trattenere il calore irradiato dal suolo.
- La notte polare: Nel mese di luglio l’Antartide è immerso nel buio continuo, senza alcuna radiazione solare a scaldare la superficie.
- Isolamento atmosferico: Il forte vortice polare australe trattiene le masse d’aria gelida all’interno del continente, impedendo lo scambio con l’aria più mite degli oceani.
La combinazione di questi fattori crea una vera e propria trappola termica verso il basso.
Il ruolo della variabilità naturale e della scienza del clima
I dati di questo luglio ci ricordano una regola fondamentale della meteorologia: il clima globale non è una linea retta né un blocco unico.
L’analisi scientifica richiede di distinguere tra i singoli eventi meteorologici locali e le tendenze climatologiche a lungo termine. La presenza di picchi di gelo eccezionali all’interno della notte polare dimostra che i meccanismi di raffreddamento dell’atmosfera alta sono ancora perfettamente operativi e capaci di generare valori estremi.
Poiché l’inverno nell’emisfero sud raggiunge il suo culmine verso la fine di agosto, gli scienziati non escludono che la calotta antartica possa registrare ulteriori contrazioni termiche nelle prossime settimane.








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