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IL GIAPPONE SI UNISCE AI PAESI CON TASSI NEGATIVI. MA LA SVALUTAZIONE NON DOVEVA PORTARE AD UNA FOLLE INFLAZIONE ?

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A sorpresa la BoJ è entrata nel club dei tassi di interesse negativi. Con una decisione a sorpresa il governatore Kuroda ha abbassato al -0,10 % i tassi di interesse sui depositi delle banche commerciali presso la banca centrale. Per la precisione la BoJ applicherà un sistema simile a quello utilizzato dalla Banca Nazione Svizzera dividendo i depositi delle banche commerciali in tre parti : la prima a tasso positivo, la seconda a tasso 0 e la terza a tasso negativo.

La decisione è stata una sorpresa perchè proprio la settimana scorsa lo stesso Kuroda aveva decisamente negato la possibilità di entrare nel ristretto club dei tassi negativi… mai fidarsi di un governatore di banca centrale !

Chiaramente lo yen si è svalutato oggi:

28-1 yen 1 d

Però , se analizziamo il cambio yen dollaro in una visione più lunga, annuale, possiamo capire il perchè di questa scelta.

yen usd 29-1 1 year

Nonostante l’aumento dei tassi praticato dalla FED a dicembre e nonostante il QE praticato ormai da anni lo Yen aveva comunque una tendenza a rivalutarsi. Quindi non c’era altra strada, almeno agli occhi di Kuroda, che aggregarsi a Draghi , agli Svedesi ed agli Svizzeri e passare al NIRP, la Negative rate Interest Policy.Inoltre la prospettiva di un’inflazione al 2% (il sacro Graal dei banchieri centrali) viene spostata al secondo semestre 2017: come un miraggio,  si allontana man mano che ci si avvicina…

Interessante come la svalutazione praticata dalla  banca centrale giapponese non sia mai riuscita a portare nessuna  fiammata inflazionistica, anzi nella seconda metà del 2015 l’inflazione sia stata praticamente 0.

japan inflaction

Insomma una politica monetaria espansiva non ha mai significato nessuna fiammata inflazionistica….. Ora la BoJ cerca di veder aumentare l’inflazione perfino arrivando allo strumento estremo dei tassi negativi.

L’idea è la solita: le banche devono pagare per mantenere i depositi presso la banca centrale, quindi avranno una spinta maggiore a concedere prestiti commerciali e rivitalizzeranno così l’economia. Inoltre, indirettamente, come è accaduto in Europa, con una politica del genere si fanno ulteriormente ridurre i rendimenti del debito pubblico ,rendendo quindi eventualmente possibile un allargamento della spesa pubblica.

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Bond Giappone 10 anni , rendimenti ultimi 30 gg.

Però il Giappone presenta diverse singolarità che rendono l’operazione azzardata. 

  • Il Giappone ha un tasso di risparmio estremamente elevato. Si tratta di un elemento insito nella sua tradizione che tra l’altro permette di mantenere i consumi degli anziani piuttosto elevati. Questa mossa può portare ad una riduzione dei consumi , oppure ad un aumento dell’azzardo.
  • A questo punto , dato che la BoJ proseguirà nella sua politica di acquisto dei bond nazionali, ma il problema è per i risparmi dei giapponesi. Già questi erano rivolti a mercati più speculativi, con rendimenti superiori rispetto a quelli interni pari , praticamente , a 0. I tassi negativi non correggeranno questa tendenza speculativa del risparmiatore, per cui il problema non è il bond giapponese, sicuro, allo 0.1%, ma dare maggiore sicurezza o solidità, ad esempio, al bond brasiliano che rende l’8%…
  • I risparmi di Giappone, Germania, Svizzera (ed in misura minore Italia) hanno finanziato i consumi del mondo anglosassone, oltre che la propria crescita. Ora i primi tre sono appaiati ai tassi negativi: danno denaro, praticamente pagando, pur di permettere il mantenimento di una crescita drogata. A tosare i nostri risparmiatori pensiamo da soli…. Vi sembra, sinceramente, un modello mantenibile a medio-lungo termine ?

Il Giappone diviene quindi la nuova frontiera dell’espansionismo monetario. A questo punto ogni ulteriore aumento dei tassi della FED diventa improbabile, almeno per i prossimi mesi. Vedremo anche quale sarà l’evoluzione del cambio Yen / dollaro dopo la svalutazione di ieri.

 

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