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Il flop del TFR in busta e la trappola di liquidità.

7448251-kNuC-U10303383545539tTB-640x320@LaStampa.itIl TFR in busta paga, escogitato dal governo Renzi per stimolare i consumi, si è rivelato un fallimento oltre a rappresentare un disperato raschia barile, per il fatto che nel regime dell’eurozona non si possono fare vere politiche economiche espansive, altrimenti si perderebbe competitività con i mercati esteri e andremmo in negativo con saldi commerciali aumentando il debito estero.

Per il momento solo lo 0.1% dei lavoratori hanno optato per l’anticipo della liquidazione in busta paga, tra l’altro soggetto a regolare tassazione, questo per erodere welfare sociale a favore di un welfare per i creditori internazionali.
Il motivo principale del flop dell’ennesima “riforma” di Renzi si riferisce al regime fiscale cui il tfr sarebbe stato sottoposto come descrivono i giornali. Ma un altro fattore ha contribuito al fallimento di questa pseudo politica espansiva che viene negato da tutti i giornali, ovvero la cosiddetta “trappola di liquidità”.

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Dal 2011 i consumi sono crollati sia per un calo dei redditi che per mancanza di fiducia.

 

In tempi di crisi e con una percezione pessimista o incerta sul domani, NESSUNO vuole spendere o investire e quindi tenderà a mettere tutto da parte per il futuro proprio per la mancanza di FIDUCIA, quindi il TFR che rappresenta il risparmio di una vita per assicurarsi una vecchiaia serena, in questi tempi di incertezze e precarietà non verrà mai speso in anticipo. Pertanto Renzi e i suoi  “esperti” economici non sono stati neanche in grado di valutare l’impatto psicologico che ha la crisi sui cittadini italiani, (tra l’altro i più risparmiatori al mondo) nel proporre l’anticipo del TFR.
La tendenza a spendere per consumi ed investire si verifica quando si prevedono tempi migliori per l’economia grazie all’impulso di vere politiche espansive che cambiano l’atmosfera psicologica  e pertanto in tal caso, un anticipo della liquidazione sarebbe del tutto inutile se già l’economia è in procinto di migliorare

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