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Il fallimento di Basis e le difficoltà di una politica monetaria delle criptovalute

 

Basis era uno dei progetti di ICO più ambiziosi, disegnato per creare una stable coin algoritmica, ed aveva raccolto bel 133 milioni di dollari di finanziamento da importanti investitori fra cui il fondo Bain. Purtroppo il 13 dicembre il team ha gettato la spugna. Perchè?

Ora se andate sul sito del progetto vedrete che le responsabilità dello stop vengono assegnate essenzialmente al problemi di carattere legale. Il sistema di stabilizzazione algoritmico di Basis prevedeva di mantenere il valore costante per le valute virtuali con un sistema simile a quello di una banca centrale: infatti il sistema prevedeva l’esistenza di due token, un token originario, da utilizzarsi per gli scambi e come stable coin, ed un token “Bond”, da utilizzarsi per ridurre la quantità del primo dal mercato. L’idea di base era comportarsi come una banca centrale, per cui nel caso il corso della valuta si stesse svalutando doveva entrare in azione il secondo token, quello Bond, togliendo dal mercato il token ordinario e quindi, in teoria, facendone crescere il valore e riportandolo alla stabilità. L’utilizzo di algoritmi matematici avrebbe poi reso tutto il progetto più efficiente e rapido.

Questa soluzione effettivamente avrebbe creato dei grossi problemi negli USA, dove la SEC vieta la ventia di “Security token” non regolamentati e sottoposti al proprio controllo, e nulla è più “Security” di un bond, cioè di un titolo obbligazionario. Quindi tutta l’operazione avrebbe dovuto essere registrata e sottoposta a supervisione, ma questo è un problema relativamente affrontabile soprattutto quando ci sono 130 milioni di dollari a disposizione per pagare le consulenze legali.

In realtà probabilmente il problema era diverso, e collegato proprio al concetto base del token. La stabilizzazione con acquisto/ offerta di titoli effettuato dalle banche centrali funziona per alcuni motivi:

  • l’acquisto – offerta di titoli sul mercato viene a far variare i tassi di interesse, regolando l’offerta di massa monetaria da parte di tutti gli operatori, cioè le banche, per cui basta una piccola, relativamente alla massa monetaria, azione di acquisto o vendita sul mercato per ottenere un effetto molto forte sul valore della valuta. Questo sistema di trasmissione indiretto non sarebbe esistito in Basis;
  • la moneta virtuale, appena nata, non avrebbe utilizzi come strumento di pagamento, per cui la massa monetaria sarebbe costituita tutta da fluttuante. La massa monetaria non sarebbe sterilizzata dall’uso pratico nel pagamento ordinario, quindi  la massa monetaria da controbilanciare rischierebbe di essere molto vicina al totale della massa monetaria emessa.

Una stablecoin vuole imitare una vera valuta, ma questa ha un utilizzo pratico ed un sistema creditizio alle spalle. Una parte della massa comunque viene ad essere utilizzata, nel breve termine, per sorreggere operazioni di economia reale che rendono il flottante più basso e ne facilitano la stabilizzazione. Un sistema del genere non può esistere per una valuta virtuale neonata. Basis avrebbe prima dovuto svilupparsi come sistema monetario diffuso, poi pensare alla stabilizzazione algoritmica, perchè la realtà è ancora superiore ai modelli matematici.

 

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