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Il caso dell’import di olio tunisino senza dazi in Europa: perchè l’EU tedesca non è attenta agli interessi dei paesi periferici quanto lo è per i propri? Forse per questo Helsinki studia l’uscita dall’euro…

Ve la ricordate quella famosa scena del ragionieri Fantozzi quando si rese conto solo dopo aver trovato tonnellate di pane in casa che la moglie lo tradiva col panettiere? Ecco, l’Italia ed il Fantozzi sono sinonimo in questa Europa dagli interessi asimmetrici tra nord e sud. E questo è solo l’ennesimo esempio.

FireShot Screen Capture #273 - 'Olio d'oliva, la proposta Ue che affossa il made in Italy_ _70_' - www_ilfattoquotidiano_it_2015_11_13_olio-doliva-la-proposta-ue-che-affossa-il-made-in-italy-70mila-ton

In breve, cito dal Fatto Quotidiano, sembra che l’EU voglia approvare una legge che permetta all’olio d’oliva tunisino di entrare in EU senza dazi per una quantità pari alla produzione del Portogallo. Uno potrebbe dire, beh, non è un problema solo italiano ma dei mediterranei. Ed invece no, l’Italia ha – secondo chi scrive assieme alla Grecia, il prodotto locale è ottimo – il miglior olio per le caratteristiche organolettiche, di sapore etc. Ossia qeullo ci maggiore qualità. Ed anche di maggior prezzo!

In periodi normali il consumatore italiano non fa sconti, compra l’olio buono. In periodi di crisi invece… A parte che ultimamente famosi oli di marchio italiano ma con passaporto spagnolo sono stati commercializzati come extra vergine mentre invece non lo erano, quello che si deriva è che effettivamente la piccola produzione italiana è ancora a premio rispetto al resto delle produzioni. E probabilmente dà fastidio, il caso dell’abbattimento forzato degli ulivi pugliesi per indirizzo EU lo dimostra chiaramente!

Ed il problema vero non sta solo in questo caso specifico, ma più in generale nella carenza delle regolamentazioni EU nella marchiatura dell’origine dei prodotti alimentari a cui noi italiani teniamo invece molto – anche in difesa delle nostre produzioni -, dal caso del caglio tedesco usato ovunque in EU per fare formaggi “al risparmio”, fin anche le mozzarelle, a quelle sui pesticidi o semplicemente sui componenti utilizzati nella produzione e non marchiati nei prodotti venduti ai consumatori, ivi inclusi la presenza di sementi geneticamente modificate: la innata cultura culinaria italiana è prona tanto ad evitare questo tipo di sofisticazioni quanto a marchiare l’eventuale presenza di aggiunte non tradizionali, i nord europei no. E ve lo ricordate quando la Germania durante la crisi di Atene fece approvare dalla Troika l’allungamento dei termini di scadenza del latte greco con il fine di poter esportare il proprio latte fresco prodotto dai produttori bavaresi? Chiaro il messaggio?

Se invece prendiamo le leggi legate all’austerità euroimposta queste sono per definizione inderogabili perchè giuste, guarda caso sono leggi che convengono soprattutto alla Germania. O l’assenza di una minima remora ad approvare deroghe ai patti di stabilità per la Francia e quindi per l’Europa in caso di guerra, l’EU guerrafondaia verrebbe da dire (fosse stata l’Italia ad andare in guerra in Libya ai tempi in cui Sarkozy ce l’ha voluta sfilare sarebbe successo il finimondo…). O anche a non denunciare l’eccesso di avanzo della Germania, secondo i patti EU parimenti da punire ed evitare che l’eccesso di deficit, ma visto che l’eccesso di avanzo lo fa la Germania…

SVEZIA - FINLANDIAMeno male che la Finlandia, resasi conto che la sua economia va da schifo a confronto di quella svedese fuori dalla moneta unica, sta pensando di uscire dall’EU*, come ben ci illustra Fabio Lugano. E questo, si noti bene, non è solo per un fattore economico, che potrebbe tranquillamente rimanere in secondo piano. No, i finnici si sono resi conto che la Germania che si sta pericolosamente avvicinando alla Russia non sarà mai in grado di difenderli in caso di un espansionismo russo verso occidente, come fu il caso in diverse occasioni negli scorsi secoli. Ossia, stare con la Germania non conviene ad Helsinki e soprattutto non la protegge; meglio dunque uscire dall’euro, quanto meno l’economia potrebbe almeno quello migliorare.

Invece l’Italia che non ha di questi problemi – di difesa – grazie alle innumerevoli basi americane sul proprio suolo non riesce proprio a capire il disastro che sta arrivando se resterà in una coalizione incentrata sulla moneta unica [da cui trae vantaggio praticamente solo Berlino] in cui non vengono fatti gli interessi di tutti ma preminentemente quelli dei poteri centrali ex coloniali. Il caso dell’olio d’oliva tunisino senza dazi è solo l’ultimo esempio.

Come ben sapete, solo dal 2017 vedo speranze di uscita dall’Euro per l’Italia, dopo il cambio di presidenza negli USA, magari prima in caso di uno spostamento deciso dell’asse franco tedesco verso Mosca (cosa che sta per altro accadendo, …). La questione è sopravvivere fino ad allora.

Sveglia italiani!

Mitt Dolcino

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* https://scenarieconomici.it/ci-siamo-il-primo-parlamento-europeo-discute-luscita-dalleuro/

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