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I Vantaggi dell’EMS secondo Michele Boldrin

Sulla sua pagina facebook, Michele Boldrin, economista e presidente del partito Fare per Fermare il Declino, ha pubblicato un paper in cui ha espresso il suo punto di vista sull’investimento ESM, polemizzando tra l’altro con Scenarieconomici.it (a nostro modo di vedere in modo inelegante e non corretto, visto che ha ripreso un nostro post, ignorando l’immane lavoro fatto da noi sulla questione crisi, e che c’ha portato in 9 mesi di lavoro, dall’aprire questo sito all’arrivare ad essere il quarto blog italiano in economia secondo ebuzzing). Sotto vi proponiamo il paper in forma integrale. Invito i lettori a non soffermarsi sui toni dell’autore (decisamente emotivi, eccessivamente polemici e non eleganti), ma sui contenuti. L’autore nel corso del post corregge il tiro sugli stessi calcoli proposti e sui presupposti agli stessi. In sintesi Boldrin vorrebbe dimostrare che l’ESM ha portato all’Italia vantaggi e che l’Italia e’ stata salvata da EFSF, ESM, BCE e dalla Germania. Noi di Scenarieconomici.it la pensiamo diversamente ed abbiamo scritto molti post analitici che sostengono una tesi differenti, spesso legati ad analisi internazionali di Premi Nobel per l’Economia e di Paper prodotti dalle migliori Banche ed Istituzioni Finanziarie Mondiali. Comunque, e’ bene leggere anche chi la pensa diversamente: secondo noi di Scenarieconomici.it, le idee e posizioni diverse sono una ricchezza e non consideriamo “gente per bene” unicamente chi la pensa come noi, ma anche e soprattutto chi non la pensa come noi. Buona lettura.

 

I vantaggi per i contribuenti italiani dall’investimento in ESM

michele boldrin

Siccome infuria (si fa per dire) la vuota polemica sulle mie affermazioni televisive volte a spiegare perche’ – quando Alemanno parla di soldi “sprecati” con riferimento ai nostri contributi a ESM (http://www.esm.europa.eu/) e ESFS (http://www.efsf.europa.eu/about/index.htm) – dice bugie, permettetemi di dare qui un sommario non televisivo del ragionamento e di spiegare perche’ il mio calcolo “televisivo” non sia per nulla folle, anzi. Avessi maggior pazienza e tempo scriverei la versione didattica ma, davvero, non me la sento e lascio ad altri questa incombenza. Quindi, prima di leggere quanto segue, date un’occhiata per cortesia ai due siti riportati sopra o alle pagine di Wikipedia relative a ESM ed EFSF. 

La prima volta che ascoltai la stronzata sui soldi EFSF+ESM “sprecati” fu dalla bocca di un tal Rinaldi – uno dei tanti “professori universitari” finti e boiardi di stato veri di cui soffre questo povero paese. Credo ci sia il video su YouTube. Il Rinaldi, nel dare i numeri, fingeva avessimo versato l’intero capitale dovuto e non solo una quota parte, pretendeva che contributi in conto capitale e spesa pubblica corrente fossero la stessa cosa (tanto, sempre “esborsi” sono, no?) e sommava contributi in conto capitale all’ESM con garanzie su prestiti (che pagano interessi) fatti nel quadro EFSF, eccetera. L’esempio di costui e’ seguito dai suoi vari compari in TV, Twitter ed altrove, ragione per cui gira una cifra di “40 miliardi di Euro” che avremmo “speso” o “dato” all’Europa nel quadro dei programmi di stabilizzazione degli spread sul sovrano. Un esempio di questi “calcoli” lo trovate qui https://scenarieconomici.it/litalia-ha-gia-sborsato-50-miliardi-per-prestiti-ad-efsf-e-contributi-a-esm/, dove il totale e’ ora di ben 50 miliardi “sborsati” … con il passar del tempo son certo che la cifra crescera’ ulteriormente assieme alla confusione che costoro alimentano.

 La realta’ e’ che i miliardi di euro versati dall’Italia all’ESM, sino a fine ottobre 2013, sono poco meno di 11,5  (http://www.esm.europa.eu/about/governance/shareholders/index.htm) e, siccome l’ultimo pagamento e’ di meno di due mesi fa, durante i due anni menzionati nel mio intervento televisivo (2012-2013) l’esposizione italiana in conto capitale all’ESM e’ stata di molto inferiore. Facciamo conto tondo e diciamo che sono 10 i miliardi per cui l’Italia si e’ “esposta”, da due anni a questa parte, con ESM. E’ una esagerazione ma, visto che vogliamo fare i (quasi) precisini, e’ almeno una esagerazione meno idiota dei 40 miliardi che ho accettato di usare come “denominatore” del mio calcolo e che i predicatori di questa panzana usano regolarmente. La domanda e’: quanto ci hanno guadagnato gli italiani?

 La risposta “lunga” richiederebbe di calcolare, fra le altre cose, quanto i cittadini italiani abbiano risparmiato grazie al fatto che la Grecia non sia crollata e nemmeno lo abbiano fatto Irlanda, Portogallo e Spagna (oltre a, ovviamente, l’Italia). Ma fare questo richiede calcoli complessi (solo un cretino patentato si accontenterebbe del valore del nostro investimento diretto in debito pubblico o asset finanziari di quei paesi …) che non potrebbero non usare “modelli” di come eventi in un paese influenzino il valore della ricchezza di, e del reddito prodotto in, un altro paese, e cosi’ via. Troppo complicato, quindi lascio stare qui come ho lasciato stare a Virus dove mi sono concentrato solo sull’evento diretto piu’ semplice: la riduzione dei tassi d’interesse sul debito sovrano italiano.

 E’ solo una parte di quello che ci abbiamo guadagnato ma e’ la maggiore e la piu’ visibile. E basta ed avanza per capire che l’ESM, per l’Italia, e’ un gigantesco affare esattamente come lo fu l’Euro a suo tempo. La ragione, in entrambi i casi, e’ semplice: i paesi del nord Europa (ed in misura minore gli altri paesi europei) hanno di fatto garantito il nostro debito pubblico, offrendo parte della loro ricchezza come assicurazione del medesimo. Assicurazione, questa la parola chiave che i poveretti anti-Euro, anti-ESM ed anti-Europa in genere non intendono. Questa mutua assicurazione ha tranquilizzato i risparmiatori e ridotto di molto i tassi d’interesse che costoro chiedono sul nostro debito sia implicitamente che esplicitamente. Esattamente come accadde dopo il 1995 e sino al 2009-2010. Il Meccanismo Europeo di Stabilità è stato il bazooka inventato dalla BCE e da Draghi per intervenire nel mercato del debito sovrano e controllare l’evoluzione degli spread. La famosa “minaccia” o “promessa” di Draghi era credibile proprio perche’ si sapeva che, dopo il meno efficace EFSF, la costruzione dell’ESM forniva alla BCE uno strumento “sufficiente” a raggiungere gli obiettivi che si proponeva. End of story: chi non arriva a capire questo banale fatto non e’ persona con cui io mi senta di poter discutere, mi dispiace.

 Cerco ora di spiegare come io abbia calcolato, in soldoni, il nostro risparmio. Ho fatto una semplice operazione in 3 passaggi.

 1) Lo spread e’ calato di circa 300 punti base dal suo massimo. Prima nota: non ci fossero stati al tempo EFSF e (in costruzione) l’ESM i tassi sarebbero stati probabilmente ancora piu’ alti; quindi la riduzione dello spread causata dall’intervento europeo post 2010 e’ probabilmente maggiore, ma fa nulla. Seconda nota: anche io ho esagerato perche’ ho fatto finta che i 300 punti di riduzione siano applicabili a entrambi gli anni 2012 e 2013 mentre questo vale solo per una parte di quel tempo.

 2) Ho applicato questa riduzione al totale del debito pubblico italiano in essere (2000 miliardi) per ognuno dei due anni, ottenendo un valore di 60 + 60 = 120 miliardi “risparmiati”.

 3) Ho diviso il risparmio stimato (120) per il supposto esborso (40) ottenendo un 300% di rendimento “lordo“.

 Assurdo ed esagerato, dicono i critici. Boldrin e’ un pagliaccio che gioca con i numeri perche’, sostengono, avrei dovuto applicare quella riduzione solo al nuovo debito emesso durante i due anni in questione ottenendo quindi un numero molto piu’ piccolo. Tutto questo prova che il povero Boldrin non sa come funzioni il debito pubblico ne’ sa far di conto, un povero contaballe insomma.

 Mi dispiace informare i miei critici che forse e’ cosi’ in generale ma che, nel caso in questione, credo proprio di aver fatto i conti approssimativamente (certo, visto dove mi trovavo) ma correttamente. Per svariate ragioni “tecniche” che in TV uno non puo’ illustrare (come prova la lunghezza di questa pur sintetica nota) ma che dovrebbero essere invece chiare a chi intenda un minimo di economia. Che riassumo ora brevemente. Facciamo due calcoletti alternativi, allora. Facciamoli sempre “back of the envelope”, perche’ il tempo per un paper davvero non c’e’, ma piu’ distesi e lunghi di quanto si possa fare in 3 minuti di TV.

 (I) Siccome la vita media del debito italiano e’ di poco meno di 7 anni (http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/dati_statistici/Vita_media_ponderata_dei_titoli_di_Stato_3x_trimestre_2013.pdf) facendo la media si ottengono 300 miliardi di nuove emissioni all’anno per solo rifinanziamento del debito in scadenza. In realta’ occorre anche finanziare il deficit nuovo che e’ di circa 3-4% del PIL, ossia fra i 55 ed i 75 miliardi, sempre all’anno. In TV uno non ha il tempo di controllare se l’anno scorso i rifinanziamenti son stati 370 o 330  o 250 … quindi usiamo un valore medio ragionevole che e’ di circa 350 miliardi di euro di emissioni all’anno.

 (II) Poiche’ il 3% di 350 e’ poco piu’ di 10 miliardi e 10×3 =30 (ricordatevi che gli interessi sul debito emesso nel 2012 si risparmiano anche nel 2013, quindi il 2012 vale doppio …) questa e’ la cifra che avrei dovuto porre al [denominatore, oops … nella prima versione questo era uno stupido refuso] numeratore ottenendo un rendimento di “solo” (si fa per dire, ma con gente come Alemanno e Rinaldi, cosa volete, bisogna adattarsi) 30/40 = 75% … Pero’, cosi’ facendo, avrei gravemente peccato per approssimazione dal lato opposto …

 (III)  Infatti occorre ricordare che, approssimazione da eliminare per approssimazione da eliminare, il vero investimento in ESM e’ stato al piu’ di 10 miliardi, ragione per cui il calcolo “corretto” sarebbe 30/10= 300% che e’ ESATTAMENTE il mio 300% televisivo! Ma pensa un po’, ma pensa un po’ che culo ho quando faccio i calcoli al volo in TV!

 (IV) Il fatto vero e’ che (se ho fatto un “errore”) e’ stato pretendere che la riduzione sia valsa per due anni e non per uno e qualcosa. Nel qual caso il rendimento non sarebbe esattamente 300% ma, per dire, 200% … sono proprio un cialtrone. O forse no? Credo di no perche’ …

 (V) … perche’ la perdita ECONOMICA di una crescita del tasso richiesto su una classe di titoli si calcola su tutto lo stock dei titoli in essere. Questo stock, piaccia o meno, e’ ricchezza di qualcuno in quel momento. E le perdite si “marcano to market” se si e’ economisti e non ragionieri … con tutto il rispetto per i ragionieri, ovviamente e seriamente: fanno semplicemente un lavoro diverso e capire la differenza fra ragioneria ed economia e’ una di quelle cose che ti fanno capire la differenza fra “profitti contabili” e “profitti economici”, tanto per capirci!

 (VI) Quale qualcuno? Del “qualcuno” che lo detiene. E siccome 2/3 di debito pubblico italiano sono detenuti da banche o risparmiatori italiani (ecco qui un’altra approssimazione, a voler essere pignoli il calcolo andava fatto sui 2/3 di 2000 miliardi non sui 3/3 come ho fatto io ….) quelle banche e quei risparmiatori avrebbero subito (se lo spread non fosse disceso) una perdita in conto capitale immane durante quei due anni. Perche’ puoi far finta che i tuoi investimenti non valgano il 70% di quanto hai in stato patrimoniale per qualche mese se i tassi oscillano e non sei forzato a liquidare. Magari anche per un anno, per carita’ … ma non per due o piu’! Ad un certo punto devi fare il mark to market, devi vendere per ottenere liquidita’, devi riconoscere la perdita avvenuta se il titolo continua a quotare sul mercato ben al di sotto del valore a cui lo avevi contabilizzato. Ed allora quei soldi sono PERSI e qualcuno deve ri-metterceli!

 (VII) Se lo spread fosse rimasto dal 2011 ad oggi attorno a 550 o 600 punti base (cosa che, in assenza di EFSF ed ESM avrebbe fatto di sicuro, anzi sarebbe probabilmente diventato maggiore!) queste perdite IMMANI avrebbero dovuto essere riconosciute dalle banche e dai risparmiatori italiani. Ed allora? Allora altro che 90 (=120-30) miliardi di perdite e tasse addizionali sui cittadini italiani! Da questo, cari miei, ci hanno salvato EFSF, ESM, BCE e la terribile Merkel, fra gli altri. Da questo. A meno che, ovviamente, non pensiate che sarebbero bastate le tasse addizionali introdotte da Mario Monti per salvare baracca e burattini. A voi la scelta. Io la mia l’ho fatta venerdi’ scorso cercando di spiegare a quell’ignorante di Alemanno quello che lui e gli autoproclamati “economisti” televisivi italiani, purtroppo, non riescono o non vogliono capire ma che, confido, la gente per bene ha colto al volo.

 

By GPG Imperatrice

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  • […] utilizzati da Boldrin  a sostegno delle sue tesi, è stato ripreso anche dall’ottimo Scenari Economici e, anche noi,  ci sentiamo di dire la nostra, cercando di onorare la […]

  • […] utilizzati da Boldrin a sostegno delle sue tesi, è stato ripreso anche dall’ottimo Scenari Economici e, anche noi,  ci sentiamo di dire la nostra, cercando di onorare la verità. […]

  • […] una tesi assai difficile da dimostrare. Di conseguenza, risultano del tutto privi di senso i  calcoli secondo i quali, l’Italia, dall’adesione al fondo ESM avrebbe  tratto enormi vantaggi in termini […]

  • […] utilizzati da Boldrin  a sostegno delle sue tesi, è stato ripreso anche dall’ottimo Scenari Economici e, anche noi,  ci sentiamo di dire la nostra, cercando di onorare la […]

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  • […] è una tesi assai difficile da dimostrare. Di conseguenza, risultano del tutto privi di senso i calcoli secondo i quali, l’Italia, dall’adesione al fondo ESM avrebbe tratto enormi vantaggi in termini […]

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  • […] utilizzati da Boldrin  a sostegno delle sue tesi, è stato ripreso anche dall’ottimo Scenari Economici e, anche noi,  ci sentiamo di dire la nostra, cercando di onorare la […]

  • […] dei paesi europei in crisi: l’EFSF e l’ESM. Ma nonostante quello sostenuto da alcuni “stravaganti”, è sempre stato chiaro ai mercati che questi fondi erano sottodimensionati per poter intervenire […]

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