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I NOSTRI RISPARMI: IL CORE TIER 1 SI…..MA ATTENZIONE AI NON PERFORMING LOANS (Asset Quality Review – Bce)

Facciamo seguito all’articolo di ieri relativo allo studio BACK TO MESOPOTAMIA per fornire delle delucidazioni circa l’indice più importante per monitorare la bontà della propria banca: il CORE TIER 1!

Se si calcola il rapporto tra il patrimonio di base di una banca (Tier 1) e gli impieghi ponderati per il rischio, si ottiene un indicatore fedele degli ordini di grandezza coinvolti nel necessario bilanciamento tra mezzi propri di qualità primaria (tier 1 capital appunto) e impieghi (attività della banca come i prestiti alle famiglie per i mutui) ponderati per il rischio (ossia “pesati” sul rischio implicito dei singoli impieghi calcolato dalla stessa banca).

In altri termini il core tier 1 ratio (ratio in inglese significa proprio rapporto) ci spiega con quali risorse “primarie” la banca può garantire i prestiti che effettua alla clientela e i rischi che possono derivare da sofferenze, incagli e altri crediti deteriorati.

Il patrimonio di base o di qualità primaria è il nocciolo duro del capitale di ogni banca del mondo. Ad esso concorrono:

  • il capitale versato;
  • le riserve (compreso il sovrapprezzo azioni);
  • gli utili non distribuiti

Le banche dovrebbero raggiungere un core tier 1 (ratio) dell’8%.

A breve si prevede un’inasprimento dell’indice onde migliorare ancora di più la protezione dei risparmi e degli investimenti di chi mette denaro nel capitale bancario:

Screenshot_1

Questi alcuni dati di banche italiane (tratto da pubblicazione Reuters)

http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITL6N0LQ2UF20140221

In pratica, il capitale Core tier 1 delle big italiane è risultato essere superiore all’8% per tutte. I due istituti di credito più vicini a tale valore sono MPS e Popolare di Milano, rispettivamente con un Core tier 1 del 9,3% e dell’8,3% a fine del terzo trimestre 2013. Meglio posizionate sono il Banco Popolare, con un Core tier 1 del 10%, e le due grandi del credito italiano, UniCredit e Intesa Sanpaolo, con un coefficiente dell’11,4% e dell’11,5 per cento. La migliore, almeno sulla carta, è Ubi, forte del suo Core tier 1 al 12,2% alla conclusione del terzo trimestre 2013. La situazione si complica se si guarda la quantità di Non-performing loans (Npl), i crediti incagliati o comunque dubbi) che le banche hanno in portafoglio. Sono circa 300 miliardi di euro e possono pesare in maniera significativa sia in fase di Asset quality review (Aqr), la due diligence della Bce che controllerà la bontà degli asset bancari, sia in fase di stress test, analisi che si concluderanno nel prossimo novembre. 

Sino ad allora, se non vi fidate della banca, ogni venerdi fatevi un assegno circolare a vostro nome, poi il lunedi lo riversate nel conto ma attenzione, perlomeno sino ad aprile 2015, fonti interne di grande banca, dovremmo essere tranquilli……SE COSI’ SI PUO’ DIRE!

Che Dio protegga voi e i vostri risparmi da questa manica di folli tartassatori dell’umile lavoratore/risparmiatore.

 

Maurizio Gustinicchi

Economia5Stelle

GUSTI E IL PROF 2

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