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I CINESI STANNO CUMULANDO ENORMI QUANTITA’ DI PETROLIO IRANIANO.

 

 

I cinesi stanno cumulando, almeno in apparenza, enormi quantità di petrolio iraniano dei propri depositi in zona franca. Questo è stato rilevato anche da Bloomberg, che ha notato come negli ultimi mesi si siano accumulati diversi milioni di barili di petrolio che poi non sono stati scaricati attraverso la dogana e quindi non sarebbero conteggiati ai fini della violazione di sanzioni o trattati internazionali. Sono li, depositati, almeno in apparenza, senza utilizzo:

Da aprile sono calati gli arrivi, ma nei mesi di inizio 2019, tranne aprile, gli arrivi hanno superato le uscite doganali. I motivi intuibili sono due:

  • la Cina sta cumulando scorte di petrolio nei depositi franchi a copertura di eventuali shock nel prezzo causati da una guerra, anche limitata, nell’area con conseguente esplosione dei prezzi stessi;
  • il petrolio è teoricamente nei depositi franco dogana, ma , in realtà, ha trovato qualche sistema per uscirne.

Tra l’altro altre petroliere sono in viaggio per scaricate nei porti cinesi, aggiungendo diversi milioni di barili a quelli già presenti. Come possono considerare questa situazione gli americani?

Non la considerano molto bene e proprio in questi giorni Mike Pompeo ha annunciato le prime sanzioni economiche a carico di una azienda cinese, la Zhuhai Zhenrong, per aver cooperato nell’esportazione del petrolio iraniano. Queste sanzioni impediranno alla società di poter acquistare , pagare, avere beni o effettuare operazioni di cambio sul territorio USA o con entità USA. Si tratta delle prime sanzioni da quando non è stato rinnovato il permesso concesso ad alcune nazioni, fra cui l’Italia, di importare ed esportare petrolio iraniano. Vedremo se il segnale avrà effetto verso altre società, magari con maggiori legami con l’occidente.

 


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