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BoJo Vince: sarà lui il Primo Ministro inglese. Prima grana l’Iran

 

Boris Johnson ce l’ha fatta: con il 66% di preferenze della base dei Conservatori ha preso il posto alla guida del partito di maggioranza (relativa) e quindi del governo. I perdenti, i Remainer, alla Hammond, hanno già lasciato il governo, a cui quindi dovrà dare dei correttivi.

Il buon Boris avrà però ben poco tempo per festeggiare, anche se è previsto che già domani si rechi dalla Regina Elisabetta per prendere, anche formalmente , l’incarico di Primo Ministro. Da domani quindi Boris Johnson sarà alla guida del Regno Unito, giusto per affrontare un paio di ostacoli da far tremar le vene e i polsi.

Subito dovrà occuparsi dell’intricata e complessa questione della Stena Impero, la nave battente bandiera inglese catturata dagli iraniani che ne tengono in arresto l’equipaggio. La nave è parte di una complessa trattativa che riguarda anche la Grace1 , petroliera iraniana in blocco a Gibilterra. La crisi ha fatto già avvicinare le posizioni USA ed inglesi con il precedente governo, ma BoJo è anche più vicino, personalmente, alle posizioni di Trump, per cui c’è da aspettarsi una politica comune sul tema. In questo caso a restare isolati in occidente rimarranno Francia e Germania che vogliono proseguire nell’invito al rispetto del patto nucleare. Il problema Iran è poi anche da considerare sotto il punto di vista di una possibile recrudescenza terroristica, come riporta OFCS.report,  dato che in passato cellule terroristiche sciite furono sgominate in territorio inglese. Per l’attuale il Regno Unito cerca di raccogliere una forza europea per la scorta delle navi nel golfo, oltre ad aver inviato il cacciatorpediniere Duncan nell’area. Il problema non banale è collegato ai costi di assicurazione per le navi inglesi che battono l’area, in crescita vertiginosa con il rischio che gli armatori ammainino l’Union Jack per passare ad altre bandiere meno rischiose, oltre ad un aumento indiretto nei prezzi del petrolio.

Il secondo problema, che ben conoscete, è quello della Brexit, e su questo abbiamo parlato molto. In questo caso i problemi per Boris vengono dal suo stesso partito e dai 16 irriducibili remainer che hanno promesso di farlo cadere se la Hard Brexit, l’uscita senza accordo, non verrà tolta dal tavolo delle discussioni. Al contrario il neo Primo Ministro la ritiene uno strumento indispensabile per raggiungere un accordo equilibrato con l’Unione, e vedremo se vorrà rischiare sino alle elezioni anticipate pur di ottenere quello che desidera.

Insomma un inizio molto complicato per BoJo, ma se supererà questi scogli la sua strada , e la sua statura come statista, saranno ben confermate.

 


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