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Goldman taglia le previsioni per la Cina al 5,2%. Praticamente recessione…

 

Goldman, in una nota pubblicata domenica scorsa,  ammette che la Cina è entrata in una fase di “stagflazione temporanea”, ma ha  perfino tagliato le sue previsioni del PIL 2022 da un già basso 5,8% ad appena 5,2%. Siamo ben lontani dal 6,4% che viene considerato il minimo della crescita per Pechino, e questo farà arrabbiare molto i cinesi.

Goldman riassume innanzitutto le dinamiche stagflazionistiche del terzo trimestre appena concluso, in cui solo la crescita del PIL reale cinese è rallentata a un tasso annuo dello 0,8% mentre, allo stesso tempo, l’inflazione PPI, alla produzione,  ha raggiunto il 10,7% anno su anno a settembre, il più alto mai registrato.

Quasi a scusarsi poi però Goldman afferma che la stagflazione cinese è diversa da quella occidentale degli anni 70, come se uno shock petrolifero fosse diverso a seconda della parte del mondo. Più che sui problemi dell’economia Cinese Goldman sembra concentrarsi sulla necessità di dimostrare che tutto questo è solo temporaneo…”la debolezza della crescita del terzo trimestre è stata guidata da una serie di fattori, tra cui l’epidemia di Covid di agosto che ha colpito molte province, il forte rallentamento del mercato immobiliare e la carenza di energia e le interruzioni di corrente a fine settembre. Riteniamo che il L’epidemia di Covid ha probabilmente giocato il ruolo più importante nell’incidere negativamente sull’attività del terzo trimestre, seguita da proprietà ed energia“. Peccato che alcune di queste cause siano ancora ben presenti, sia quando consideriamo il Covid-19 sia l’energia.

Restano però dei fatti seri che la Banca d’Affari presenta e che non può ignorare: prima di tutto i settori produttivi, tutti, stanno fornendo delle prestazioni molto inferiori a quanto previsto in precedenza. Praticamente tutta l’economia cinese, tranne l’agricoltura, che ha superato la crisi della febbre suina, è sotto performace:

Alla fine le previsioni non possono fare a meno di considerare i dati oggettivi della produzione, il boom dei prezzi delle materie prime e dell’energie, le interruzioni della catena produttiva, e allora abbiamo la previsione di crescita solo del 5,2% nel 2022

Goldman lotta per affermare che è un rallentamento solo temporanea, salvo che poi le previsioni per gli anni successivi sono comunque molto basse. Inoltre a fronte di un rallentamento europeo ed occidentale in generale, dove verranno esportate le merci cinesi che sono alla base della sua crescita ?

 

 


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