EconomiaFinanza
“Gold as a Service”: il World Gold Council detta le regole per l’oro tokenizzato
Il World Gold Council lancia “Gold as a Service”: il nuovo standard per tokenizzare l’oro fisico sulla blockchain. Come funziona, quali sono i vantaggi per gli investitori e perché Tether Gold e Pax Gold dominano un mercato da 5,5 miliardi di dollari.

Nel mondo della finanza digitale, dove spesso l’innovazione crea asset dal nulla, il bene rifugio per eccellenza cerca di adattarsi ai tempi senza perdere la sua natura fisica. Il World Gold Council (WGC), in collaborazione con il Boston Consulting Group, ha presentato un nuovo framework operativo battezzato “Gold as a Service“. L’obiettivo è ambizioso: mettere ordine nel nascente (e frammentato) mercato dell’oro digitale, fornendo un’infrastruttura istituzionale per la sua emissione e gestione.
Cosa significa “tokenizzare” l’oro?
Per i non iniziati, è bene fare chiarezza. La “tokenizzazione” è il processo attraverso il quale i diritti di proprietà di un bene fisico reale (in questo caso, un lingotto d’oro custodito in un caveau blindato) vengono trasformati in un gettone digitale, o token, registrato su una blockchain.
Chi possiede quel token detiene, legalmente e a tutti gli effetti, una frazione o l’intero bene sottostante. Questo meccanismo permette di scambiare oro 24 ore su 24 con la stessa facilità con cui si invia un’email, azzerando i costi logistici di trasporto e deposito, ma, teoricamente, mantenendo la sicurezza materiale del metallo giallo.
La sfida dell’istituzionalizzazione
Oggi esistono già prodotti cripto-nativi di successo come Tether Gold (XAUt) o Pax Gold (PAXG), ma ognuno ha sviluppato modelli proprietari e separati per la custodia, la conformità normativa e le procedure di rimborso. In un mercato che vale miliardi, i silos operativi spaventano gli investitori istituzionali.
Il WGC, che rappresenta le più grandi compagnie minerarie del mondo, interviene proprio per creare uno standard unificato. Il nuovo modello “Gold as a Service” punta a connettere direttamente i custodi fisici dell’oro con i network digitali.
Le caratteristiche chiave della piattaforma includono:
- Standardizzazione: regole uniformi per il coordinamento della custodia, la conformità e le procedure di riscatto fisico.
- Audit integrati: verifiche continue e trasparenti per garantire che a ogni token corrisponda l’esatto quantitativo di oro reale nei forzieri.
- Fungibilità e liquidità: rendendo le quote d’oro intercambiabili su diverse piattaforme, si facilita l’uso dell’oro digitale nei mercati dei prestiti e come garanzia collaterale.
- Interoperabilità: un ponte per dialogare senza attriti con le infrastrutture finanziarie tradizionali.
Come ha sottolineato David Tait, CEO del WGC, i servizi finanziari stanno subendo una trasformazione digitale pervasiva e l’oro deve evolversi se vuole mantenere il suo ruolo centrale nel sistema finanziario globale. A fargli eco è Matthias Tauber di Boston Consulting Group: il tema non è più se l’oro diventerà digitale, ma come potrà farlo senza compromettere la sua integrità fisica.
I numeri di un mercato in esplosione
La domanda di asset reali su blockchain (i cosiddetti Real World Assets o RWA) è in forte crescita, spinta dalla ricerca di porti sicuri in un’economia incerta e inflattiva.
| Asset / Metrica | Valore / Dettaglio |
| Commodities tokenizzate (incluso l’oro) | $5,5 miliardi (20% del mercato totale RWA) |
| Crescita annuale del settore | +340% negli ultimi 12 mesi |
| Tether Gold (Capitalizzazione) | $2,6 miliardi (+17% su base annua) |
| Pax Gold (Capitalizzazione) | $2,3 miliardi |
A conferma di questa tendenza, l’exchange Bybit ha recentemente lanciato un prodotto che permette di guadagnare interessi proprio su Tether Gold. In sintesi: l’oro sta imparando a comportarsi come la moneta fiduciaria digitale, ma con il vantaggio non trascurabile di esistere davvero. Ovviamente la prudenza di fronte a questi strumenti deve essere sempre massima.







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