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Gli USA rifiutano di concordare un piano di attacco con Israele contro…

Lunedì, Sky News Arabia riporta che la Casa Bianca di Biden ha respinto le richieste israeliane di preparare piani di attacco concreti contro l’Iran: “Gli Stati Uniti rifiutano lo scenario per un serio piano militare statunitense per colpire le strutture militari iraniane”.

Le fonti del giornale hanno inoltre indicato che la “delegazione israeliana che ha recentemente visitato Washington ha accusato gli Stati Uniti di aver fatto concessioni all’Iran durante i colloqui di Vienna senza ottenere nulla in cambio”. E fatto importante, Sky News Arabia aggiunge questo al suo rapporto: “L’amministrazione Biden ha avvertito del pericolo che Israele intraprendesse qualsiasi azione militare unilaterale contro l’Iran“.

La scorsa settimana i massimi funzionari israeliani, tra cui il ministro della Difesa Benny Gantz, e il nuovo capo del Mossad, David Barnea, erano a Washington dove hanno incontrato i massimi funzionari dell’amministrazione Biden per sollecitarli a prendere una posizione più energica nei colloqui sul nucleare di Vienna in corso con Iran. Israele ha continuamente minacciato di “fare da solo” in uno scenario di attacco all’Iran se si dovesse raggiungere un “cattivo accordo”.

Il New York Times aveva citato diversi funzionari al corrente degli incontri che affermavano che gli israeliani stavano spingendo la Casa Bianca a preparare opzioni di attacco militare nel caso in cui i negoziati fallissero. Inoltre, Tel Aviv ha spinto Biden a interrompere del tutto il dialogo, sostenendo che Teheran sta semplicemente usando i colloqui di Vienna come copertura per espandere le sue capacità di sviluppo di armi nucleari.

Ma anche la parte israeliana crede che non ci fosse esattamente un “veto” sui loro piani:

Gantz ha aggiornato i funzionari americani che ha fissato una scadenza per quando l’IDF dovrà completare i preparativi per un attacco contro l’Iran.

Gli americani non hanno espresso opposizione ai preparativi israeliani quando Gantz ha presentato la data giovedì, ha detto il giorno seguente una fonte diplomatica di alto livello. “Non c’era veto”, ha detto la fonte.

Poco più di una settimana fa, il primo ministro israeliano Naftali Bennett ha dichiarato ad Antony Blinken che “l’Iran è impegnato nel ricatto nucleare come tattica negoziale – questo deve portare a un’immediata sospensione dei colloqui di Vienna e a dure misure di rappresaglia da parte delle potenze mondiali”. I funzionari statunitensi hanno continuato a mettere in dubbio la “serietà” dell’Iran, affermando che gli Stati Uniti stanno esaurendo la pazienza a causa dei persistenti sforzi iraniani per far cadere tutte le sanzioni dell’era Trump.

Tuttavia, la Casa Bianca sta finora cercando di mantenere la rotta, mentre si ipotizza anche che potrebbe essere raggiunto un “accordo parziale”. Gli israeliani hanno condannato tali scenari di raggiungimento di un accordo parziale. Mentre ci sono state segnalazioni diffuse secondo cui il Pentagono ha preparato scenari alternativi di “piano B”, sembra sempre più che gli Stati Uniti non siano disposti a fare il passo in più per dare il via libera a ulteriori operazioni di sabotaggio e attacco israeliano.

Si ritiene che mentre a Washington, la delegazione israeliana ha spinto per mettere in atto proprio un “Piano B” definitivo e deciso che cercherà di utilizzare un’azione militare limitata sugli asset iraniani nella regione del Medio Oriente per forzare la mano di Teheran al tavolo dei negoziati. Il problema è che questo “Piano B” è visto in modo diverso fra Israele, che vorrebbe un attacco alle istallazioni nucleari iraniane, molto deciso, e invece gli USA, che vorrebbero un attacco dimostrativo a qualche base di Teheran nell’area. Una visione completamente diversa, che mostra anche la non decisione dell’amministrazione Biden.

 


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