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GLI USA CHIEDONO UFFICIALMENTE ALLA GERMANIA DI PARTECIPARE ALLE SCORTE NEL GOLFO. Moavero dorme sogni tranquilli

 

 

Ieri ho scritto della situazione paradossale di un?italia colpita dagli USA dai dazi per le colpe franco-tedesche, e di come Moavero e la fazione iper-europeista che lo sostiene siano completamente incapaci di dare una forma alla politica estera italiana che non sia succube a duo gallo-teutonico, pur avendone opportunità politiche non indifferenti.

Ora gli USA hanno chiesto alla Germania, successivamente alla Francia, di prendere parte alle pattuglie nel Golfo, come risulta da diverse notizie di stampa tedesche, fra cui questa su SZ. La Germania, pur affermando di esere interessata alla libertà di navigazione (ed alle proprie forniture di petrolio…) è comunque molto scettica nell’intervento, tanto da aver respinto anche l’offerta britannica di una forza europea quando questa fosse sotto egida USA: infatti nel Bundestag sia i Verdi sia la Linke sono fortemente opposti all’operazione , come si può vedere da questo tweet.

Nello stesso tempo il governo è molto scettico, come sempre, quando si tratta di impegnare le proprie scarne forze navali. Poi la Germania è in questa fase visceralmente opposta a Trump, basta leggere i quotidiani tedeschi, anche quelli che un tempo erano i più moderati e filoccidentali. Perfino nella CDU CSU la componente filoamericana è stata messa a tacere, come mostra l’umiliante sconfitta di Manfred Weber alla Commissione, abbandonato dai suoi stessi amici. In questa situazione l’Italia avrebbe una larga parte da giocare, pur mantenendo la nostra flotta al sicuro indicando con precisione le finalità della missione ed i suoi limiti di sola sicurezza dei transiti, senza appoggio ad eventuali azioni unilaterali contro questa o quella parte. Uno grosso spazio politico che richiederebbe un Cavour, ed il rimando alla Guerra di Crimea è tutt’altro che casuale.

Invece abbiamo l’iper europeista, timoroso e prono ai voleri gallico teutonici Moavero Milanesi, naturalmente supportato dalla sua fazione, che stanno a guardare, ed è ovvio: se voglio spostare un cavallo (l’Italia) non vado a parlare all’orecchio dell’animale, ma del suo Padrone , cioè il duo franco-tedesco, che infatti è stato invitato a prendere parte alla questione. Se Moavero fosse Cavour avremmo una qualche presa di posizione italiana, ma visto che il valletto agli esteri non ha parola, non ha coraggio, abbiamo l’incresciosa situazione italiana in cui l’Italia, ed i suoi coltivatori ed artigiani, verranno bastonati a sangue dai dazi al contrario dei francesi e dei tedeschi, ma questo non toccherà de dorate stanze della nostra diplomazia.

 


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