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Gli ordoliberisti col sedere degli altri

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Si assiste nelle ultime settimane al repentino “contrordine kamaraden” di ambienti accanitamente ordoliberalisti e pro-euro, a valle dell’entrata in vigore della direttiva europea sul bail-in delle banche in fallimento.

Sono gli stessi personaggi che reclamavano la mano dura dell’UE sui governi nazionali spendaccioni, fino a invocare “il potere di veto UE sui bilanci nazionali e il diritto di correggerli drasticamente”,

 

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Gli stessi personaggi del “Fate Presto”, all’alba dell’insediamento del disastroso governo Monti:

 

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Ebbene, costoro oggi sono tutto un coro di prudenza, cautela, urgenza di un rinvio, addirittura l’obbligo di un rinvio, perfino aiuti di Stato alle banche, garanzie di Stato alle banche, protezione dello Stato alle banche, ovvero un FATE PIANO corale:

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E i signori dell’ex Fate presto:

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Tra le righe: gli Stati nazionali non devono spendere il denaro dei contribuenti per il welfare dei cittadini, bensì per salvare banche decotte e pessimamente gestite, in base al noto principio del TBTF, too big to fail. Mai nessuno nella Commissione che si fa venire il dubbio: too big to fail = too big to exist?

 

Non sfuggirà poi al lettore che i leitmotiv dei suddetti euristi e ordoliberalisti a singhiozzo nostrani sono sempre gli stessi: credibilità, gravi conseguenze, disastro, rischio sistemico per la UE (e per l’euro).

Solo che stavolta il rischio non viene da presunti governi spendaccioni (non era il caso neppure nel 2011, come sappiamo), ma dalla stessa Commissione Juncker e dalle “rigidità ideologiche che le hanno impedito finora di vedere l’instabilità sistemica che si sta diffondendo e le gravi conseguenze che potrebbero derivare dall’applicazione cieca e insensata del principio del bail in”. Ma guarda che sbadatoni!

 

Gli interessi delle oligarchie nostrane sono messi in pericolo da oligarchie concorrenti che vogliono arraffare tutto? Eh no, Juncker, non vale! I patti non erano questi! 

 

Vi do la traduzione brutale del pensiero degli euristi in questione. E’ il pensiero di Ulrich, viennese cinico e anticonformista; non se ne abbiano le anime belle euriste.

 

  • L’ordoliberalismo, la giusta legge della meritocrazia e del più forte, si applica inflessibilmente ai lavoratori, ai piccoli imprenditori e alle fasce deboli della società: la sanità si deve meritare, la pensione inizia quando sarete con un piede nella tomba, le tasse aumentano ma è colpa vostra, e se siete disoccupati potete crepare che fate un favore a Schäuble e alla UE.

 

  • L’ordoliberalismo, la misericordiosa e armoniosa regola della difesa della stabilità planetaria, si interpreta amorevolmente nel caso di banche tedesche e non, interessi delle oligarchie e della grande industria. E se siete un alto funzionario BCE o UE oppure un manager di codeste banche poi per voi è pronto il paracadute d’oro di vitalizi e liquidazioni milionarie, nonché la protezione della legge che vi assicura immunità perenne.

 

  • In base a questi sani principi voi, indegni contribuenti italiani, noti evasori e corrotti, sarete quindi ben lieti di partecipare con le vostre tasse (denaro provvisoriamente transitato per le vostre immeritevoli e corrotte tasche) al meritorio bail out della krante banka teteska che salverà la stabilità della Santa Madre UE, la credibilità etc etc.

 

Pensiero finale gombloddista: la crisi attuale non era certo imprevedibile, visti gli allarmi lanciati all’epoca da Borghi e altri. Sorge quindi un sospetto: la creazione di crisi non più come strumento per far avanzare l’unione europea (teoria del funzionalismo di Monnet:“L’Europa si farà attraverso le crisi, e sarà costituita dalla sommatoria delle soluzioni che saranno date a queste crisi” ), ma come metodo per trasferire denaro dai cittadini del Sud Europa alle oligarchie dominanti del Nord Europa.

Se ha funzionato così bene nel 2011, perché non ripetere il giochetto e salvare ancora una volta le banche più compromesse, tedesche (Deutsche Bank, Commerzbank), olandesi (ING) e francesi (Société Générale) attraverso una bella crisi in Italia, crisi che giustifichi magari la creazione di un bel FONDO EUROPEO SALVA BANCHE, magari chiesto da noi italiani?

 

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