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Gli insoluti delle carte di credito USA rischiano di far saltare le società minori

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Il consumo USA è da sempre basato sul credito, anche se, recentemente, il finanziamento a breve, soprattutto tramite Carta di Credito, ha di molto superato il risparmio, ponendo le basi per una situazione di insolvenza del sistema a medio termine, come si può vedere dal seguente grafico

Questo fenomeno di super-credito si è fortemente accresciuto nel 2022, quando i consumi erano elevati, ma gli aiuti dello stato dovuti al covid sono terminati. La crescita dei tassi di interesse sul credito al consumo, legato alla stretta monetaria della FED, è stato però sensibile ponendo un forte rischio di insolvibilità

Come nota Zerohedge l’insolvenza nelle carte di credito non porterà grossi problemi al settore bancario USA, anche perché questo è, in questo momento, ben capitalizzato, e ha riserve per far fronte a queste perdite. Se mai la ricaduta sarà sulle società che gestiscono carte di credito, a partire da quelle più piccole, quindi più deboli, nell’affrontare questi problemi. Un esempio è Discovery che emette carte soprattutto a favore di clienti con una affidabilità media o medio bassa, che è previsto  veda una crescita molto forte delle insolvenze nel 2023, ovviamente a scapito degli utili.

 

DFS ha previsto che i suoi charge offs saliranno fino al 3,9% quest’anno (ha fornito un intervallo tra il 3,50% e il 3,90%), che è più del doppio del tasso netto di charge off dell’1,82% che ha registrato per tutto il 2022 ed è stato di circa 100bps superiore alla stima di consenso del 2,8%. In realtà negli anni scorsi questi valori erano tenuti artificialmente bassi da tassi di interesse bassissimi e aiuti dello stato, ma il risveglio per i consumatori rischia di essere molto brutto e coinvolgere le società più deboli del settore.

 


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