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Germania: esplode la disoccupazione per la formazione dell'”Esercito proletario di riserva” formato da ucraini

I dati della disoccupazione tedesca sarebbero estremamente preoccupanti, se la loro spiegazione di base non fosse chiara e non avesse a che fare tanto con l’andamento economico, ma piuttosto con la creazione di un vero e proprio “Esercito proletario di riserva” costituito da profughi ucraini che sarà molto utile per contenere la famigerata “Spirale prezzi salari”, cioè il tentativo dei lavoratori tedeschi di salvare il proprio potere d’acquisto.

Il numero destagionalizzato di disoccupati in Germania è salito di 133.000 unità a 2,417 milioni nel giugno del 2022, rispetto alle previsioni del mercato che prevedevano un calo di 6.000 unità. Si tratta del primo aumento della disoccupazione dal febbraio dello scorso anno e del più grande dal maggio del 2020, dovuto alla registrazione dei rifugiati ucraini nei centri per l’impiego. Al netto di queste influenze, tuttavia, la disoccupazione è rimasta stabile, anche se la domanda di nuovi lavoratori si è un po’ indebolita. Nel frattempo, il tasso di disoccupazione è salito al 5,3% dal 5%, il più basso da marzo 2020.

Ecco qui il relativo grafico

Ed ecco il tutto visto in prospettiva che, non considerando il periodo covid, permette di notare come l’arrivo e la regolarizzazione dei lavoratori ucraini sia una manna per il sistema mercantilistico tedesco, altrimenti costretto ad affrontare la tensione occupazionale facendo l’incredibile: aumentando gli stipendi

Quindi il flusso di lavoratori dall’ucraina, sfuggiti ad una terribile guerra, permette alla Germania di creare un piccolo, ma attivo, esercito proletario di riserva, un gruppo appunto di riservisti a cui attingere per impedire che le remunerazioni si adattino ad aumenti dei prezzi incalzanti e dovuti ai fattori esterni, come possiamo vedere dalle rilevazioni fatte proprie ieri da Destatis

Ovviamente la compressione della dinamica salariale vedrà vincitori e vinti: tra i primi le gruppi industriali tedeschi e fra i secondi i lavoratori che non vedranno i propri salari adeguarsi alla svalutazione. Geniale, nell’ottica di Berlino.

PS ma qualcuno si è chiesto se gli ucraini vorranno tornare a casa loro terminato il conflitto, o la Germania sta già progettando di farlo proseguire svariati anni, in modo da trasformare una forza lavoro alla meglio temporanea in una stabile?

 

 

 

 

 

 


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