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Francia selvaggia: in un paese abbandonato a se stesso vede la nascita dei gruppi di vigilantes

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DEATH WISH, Charles Bronson, 1974

 

Il vendicatore delle notte attraversa l’Oceano e decide di trasferirsi in una Francia sempre più violenta. Ecco alcuni esempio:

  • Nantes, ottobre 2022. Quartiere di Bellevue. In seguito all’omicidio di una madre, decine di giovani si sono messi a creare una “milizia” per mettere in sicurezza la zona, con tanto di rottweiler al guinzaglio.
  • Roanne, qualche giorno dopo. Un padre, la cui figlia aveva subito abusi sessuali, ha trovato il presunto aggressore e lo ha picchiato. Con l’aiuto di tre amici che lo affiancano, barra di ferro e cavo elettrico alla mano. Sui social network fioccano i messaggi di sostegno al padre, indagato per “violenza aggravata”.

La Francia, ancora scossa dallo shock del barbaro assassinio di Lola, la dodicenne violentata e uccisa da un’immigrata algerina, respira il pericoloso profumo di una giustizia primitiva che credeva scomparsa.

I giornali sono preoccupati per l’irruzione di un sistema di giustizia privata contrario ai più elementari principi del diritto. Se “comprendiamo” l’emozione del padre, riassume Olivier Véran, “lo stato di diritto deve prevalere”. La Francia, ancora scossa dallo shock del barbaro omicidio di Lola, respira il profumo di un sistema giudiziario primitivo che credeva scomparso, coperto da strati di civiltà.

In un paese in cui la Giustizia vienene accusata di prigrizia e di lassismo tornano nei discorsi concetti che sembravano superati come la vendetta, la legittima difesa o la legge del taglione. Parole sepolte negli angoli più profondi – e più nascosti – della memoria collettiva.

In realtà, non è necessario andare lontano per respirare lo stesso profumo. Basta guardare oltreoceano. All’inizio degli anni ’70, gli Stati Uniti furono colpiti da un aumento della criminalità nelle grandi città, in particolare a New York. Nasce un nuovo genere cinematografico, ormai familiare agli appassionati: il film sui vigilanti, quelli che vedevano come protagonisti attori come Charles Bronson e Clint Eastwood.

In Death Wish, un architetto quarantenne benestante (interpretato da Charles Bronson), sposato e con figli, vede il suo mondo stravolto quando dei malviventi irrompono in casa sua, uccidendo la moglie e violentando la figlia. È un newyorkese pacifista ed ex obiettore di coscienza della guerra di Corea che presto si rende conto che la polizia, sopraffatta dall’aumento della criminalità, non sarà mai in grado di trovare i criminali.

Appassionatosi alle armi da fuoco durante un viaggio di lavoro in Arizona – la terra del selvaggio West per eccellenza – gli viene regalato un revolver con il quale si aggirerà per la malavita e la metropolitana di New York, prima alla ricerca degli assassini della moglie, poi dando la caccia ai primi teppisti che gli capitano a tiro. Pulisce le strade della megalopoli così bene da far crollare il tasso di criminalità. La polizia è imbarazzata, non sapendo cosa fare con questo uomo anonimo che riesce dove loro falliscono, al punto da essere preso a modello dai residenti. A Vigilante in the City racconta il viaggio ambiguo ed estremo di un tranquillo cittadino che, una volta impugnata una pistola, si trasforma in un angelo dello sterminio.

Questi discorsi tornano in auge ogni qual volta lo stato si dissolve, la Giustizia diventa solo una questione da avvocati e legulei, e il debole non riceve giustizia. Visti dalla Francia, i film sui vigilanti è stato spesso criticato per la loro violenza, per l’esatazione di una giustizia primaria e istintiva che se infischia delle istituzioni e degli ordini giuridici.

Aumento della delinquenza e della criminalità. Numero insufficiente di posti in carcere. Calo dell’efficienza della polizia. Sfiducia nel sistema giudiziario. Alla fine, alcune persone scelgono di farsi giustizia da sole. Questa è la lezione che rischiamo di imparare giorno dopo giorno e che in Francia inizia a realizzarsi. Nel momento in cui lo stato, in nome dei diritti di alcuni, si scorda dei diritti delle maggioranze, da quelli basilari, come la sicurezza personale, a quelli di proprietà, allora sorgerà nella società qualcosa che riempirà il vuoto, e può essere qualcosa di non immediatamente gradevole a vedersi. La francia invece rischia di trovarsi in prima fila di fronte a questo spettacolo.

 


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