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Fitto presente revisione intermedia coesione, Difesa, energia, alloggi nuove priorità

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“I fondi Ue della politica di coesione riprogrammati da parte dei Paesi membri su nuove priorità strategiche “non rappresentano proiezioni o impegni sulla carta: sono risorse reali già utilizzabili da Stati membri e regioni. Riflettono decisioni concrete prese guardando ai territori e scegliendo dove investire per il futuro”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto, presentando i risultati della revisione intermedia della politica di coesione. “I 34 miliardi riallocati” dai governi nazionali “sono distribuiti tra gli Stati membri in base alle loro priorità di coesione. Diversi Paesi, in particolare nel Nord e nell’Est Europa, hanno destinato quote rilevanti a difesa e sicurezza”, ha evidenziato Fitto, indicando che tra i Paesi che più hanno riprogrammato ci sono “la Polonia con 8 miliardi, fortemente orientati alla difesa, anche per la sua posizione geografica; l’Italia con oltre 7 miliardi; la Spagna con 3,2 miliardi; il Portogallo con 2,5 miliardi; Germania e Grecia con quasi 2 miliardi ciascuna. Questo dimostra come la politica di coesione possa adattarsi rapidamente a nuove priorità, restando ancorata allo sviluppo territoriale”, ha sottolineato il vicepresidente Ue.

Gli Stati membri hanno modificato 186 programmi nazionali e regionali, riorientando 34,6 miliardi di euro verso le nuove priorità. Prima di tutto competitività e difesa: alla prima 15,2 miliardi, alla seconda 11,9. Le ‘briciole’ (si fa per dire) per l’emergenza abitativa (3,3 miliardi), per la resilienza idrica (3,1 miliardi) e per la sicurezza energetica (1,2 miliardi). Lo scorso anno, la Commissione e i paesi dell’UE hanno avviato un dibattito sulla possibilità di sbloccare gli aiuti regionali per convogliare maggiori risorse verso progetti legati alla difesa, nell’ambito della revisione intermedia della politica di coesione dell’UE. I paesi dell’UE hanno approvato la revisione lo scorso settembre, concentrandosi sugli investimenti in difesa e sicurezza.

La flessibilita’ della politica di coesione consente agli Stati membri di adeguare le loro priorita’ di investimento durante il periodo di attuazione 2021-2027, in particolare nel quadro della revisione normativa intermedia prevista per il 2025. Tuttavia, in risposta alla rapida evoluzione del panorama geopolitico dall’avvio dei programmi di coesione 2021-2027, nell’aprile 2025 la Commissione ha proposto di incoraggiare gli Stati membri e le regioni a riorientare gli investimenti verso le nuove priorita’ strategiche. Offrendo incentivi finanziari, semplificando le norme politiche e prorogando il periodo di attuazione dei programmi modificati, gli Stati membri e le regioni sono stati incoraggiati ad adeguare i loro piani di investimento per gli ultimi anni del periodo di attuazione al fine di rispondere meglio all’evoluzione delle esigenze e delle priorita’.

L’Italia ha deciso di riprogrammare oltre 7 miliardi di euro dai fondi di coesione Ue 2021-2027 verso cinque nuove priorità strategiche. Della dotazione complessiva di oltre 42 miliardi, sono stati riprogrammati 7.078 miliardi: la quota più consistente, pari a 4.665 miliardi, va alla competitività, seguita da 1.119 miliardi destinati alle politiche abitative. Risorse anche per la gestione dell’acqua (629 milioni), la transizione energetica (396 milioni) e la difesa (248 milioni). Nel complesso, l’Italia ha rivisto 35 dei 48 programmi attivi, di cui 28 regionali e 7 nazionali.

“La revisione intermedia della politica di coesione europea segna un passaggio decisivo per il futuro dell’Europa e, in particolare, per il ruolo dell’Italia all’interno di questa nuova fase.
Come ha evidenziato il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, l’Unione ha dimostrato di sapersi adattare alle sfide globali “in tempi record”, mettendo a disposizione 34,6 miliardi di euro di risorse concrete, già disponibili e immediatamente utilizzabili.
Non si tratta di proiezioni o impegni sulla carta, ma di scelte politiche reali. Per la prima volta, la politica di coesione viene utilizzata con una logica pienamente strategica, orientando gli investimenti verso priorità fondamentali come la competitività, la sicurezza, la casa, la gestione delle risorse idriche e l’energia.” Ha detto Francesco Ventola, eurodeputato di Fdi e vicepresidente della commissione Regi del parlamento europeo.

Per quanto riguarda i 15,2 miliardi ridestinati alla competitività, la Commissione spiega in una nota che permetteranno di “aumentare gli investimenti nella piattaforma STEP”, dedicata alle tecnologie pulite, in modo da “ridurre le principali vulnerabilità e le dipendenze tecnologiche dai Paesi extra-UE”. In realtà, Bruxelles aveva in precedenza inserito anche la difesa nei settori strategici individuati dalla piattaforma STEP. Difesa che rappresenta già un terzo dei fondi riprogrammati, di cui – precisa ancora la Commissione europea – “una parte consistente rafforzerà la mobilità militare, in particolare lungo i corridoi di mobilità militare dell’UE”. Gli investimenti “sosterranno inoltre le industrie della difesa e a duplice uso per lo sviluppo di tecnologie, prodotti e servizi con applicazioni sia a fini militari che civili”, prosegue la nota.

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