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FED E CINA INNALZANO I TASSI. SE LA ECB SI TROVASSE A FARE UNA POLITICA PROCICLICA?

 

 

 

 

Cari amici

la scorsa settimana è stata di annunci sulle politiche monetarie. Iniziamo con la FED.

FED: aumento dei tassi di rifinanziamento del sistema bancario dello 0,25%, con previsione per ulteriori 3 aumenti nel corso del 2018. Le previsioni per quanto riguarda l’inflazione rimangono sostanzialmente stabili, mentre si prevede un modesto incremento della crescita, rispetto alle previsioni precedenti, dovuto alla nuova politica fiscale di Trump, dal 2,1% al 2,5%. Idati inflazionistici restano molto bassi, inferiori a quanto preventivato, anche se un leggero aumento è atteso per le attività di ricostruzione post uragano.

Comunque la disoccupazione è previsto scenda ulteriormente dal 4,1% al 3,9%. Questo potrebbe iniziare ad avere degli effetti positivi sulle paghe.

CINA Anche la PBOC ha deciso di rivedere i propri tassi di interesse, aumentando dello 0,25% il tasso sulle operazioni di rifinanziamento bancario ed in misura minore sulle operazioni di mercato aperto. La PBOC vuole asciugare un po’ di liquidità dal mercato e convincere le istituzione finanziarie  a fare un po’ meno di leva per i prestiti.

In realtà le attese inflazionistiche sono minori anche in Cina e l’operazione è da vedersi con due finalità:

  • riduzione del gap fra rendimento dei titoli USA e Cinese;
  • moralizzazione-normalizzazione del sistema bancario.

Al contrario di quanto avviene negli USA non è stato annunciato un commino per ulteriori aumenti nel 2018.

BCE. Anche la Banca Centrale Europea ha tenuto la propria conferenza stampa, ma è stato un non annuncio. Il QE va avanti a passo ridotto da gennaio (30 milairdi al mese) sino a settembre, poi proseguirà sicuramente limitato agli interessi. Non si parla di revisioni dei tassi se non a partire dal 2019. Vi è un leggero aumento della previsione dell’inflazione per il 2018 (da 1,2 a 1,4%) mentre rimane stabile la previsione per il 2019 (1,5) e quella per il 2020 va al 1,7% , finalmente vicina all’obiettivo della BCE (2%). Rafforzano le previsioni di crescita per l’eurozona nel 2018, 2,3 contro 1,8% previsto a settembre.

Tanti numeri, però le previsioni per il 2020 sulla crescita non sono entusiasmanti. non è che ariveremo alla stretta monetaria in ritardo, magari in un momento di rallentamento ? Inoltre ricordiamo che la BCE parla sempre di “Zona Euro” quindi di una media alla Trilussa, dove la Germania mangia il pollo intero, e l’Italia resta a guardare….

 

 

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