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FBI: Huawei può mettere in crisi l’apparato nucleare americano

Un articolo esclusivo della CNN ha rivelato i risultati delle indagini dell’FBI sulle attività del governo cinese e del gigante delle telecomunicazioni Huawei.

l’FBI averebbe scoperto una preoccupante tendenza di Huawei a offrire l’installazione di apparecchiature su torri cellulari vicino a installazioni militari nelle zone rurali degli Stati Uniti, anche se non redditizie. Un comportamento sospetto per una società che dovrebbe esser esclusivamente una società commerciale. 

John Lenkart, ex agente senior dell’FBI che si è occupato di questioni di controspionaggio relative alla Cina, ha dichiarato che hanno cercato dettagli “che non avevano senso dal punto di vista del ritorno sugli investimenti”. Analizzando più in profondità questo fattore sono emessi dei fatti ancora più sospetti.

L’FBI, che ha esaminato personalmente le apparecchiature di Huawei, ha stabilito che queste, nonostante fossero certificate dalla FCC, l’ente federale per le telecomunicazioni, potevano riconoscere e disturbare le comunicazioni altamente riservate del Dipartimento della Difesa, persino quelle utilizzate dal Comando strategico degli Stati Uniti che supervisiona le armi nucleari del Paese.

Detto questo, al momento non è chiaro se i dati siano stati effettivamente intercettati e inviati a Pechino da queste torri cellulari. Le fonti hanno dichiarato alla CNN che è difficile identificare tecnicamente se e come siano stati mandati dei dati fuori dagli USA.

Tuttavia, diverse fonti che hanno familiarità con queste indagini hanno dichiarato alla CNN che “non c’è dubbio” che le apparecchiature di Huawei abbiano la capacità di intercettare comunicazioni militari altamente riservate, che potrebbero dare al governo cinese una finestra sull’arsenale nucleare degli Stati Uniti, giungendo al limite della possibilità di sabotarlo.

In risposta, Huawei ha dichiarato alla CNN che “”Tutti i nostri prodotti importati negli Stati Uniti sono stati testati e certificati dalla FCC prima di essere utilizzati. Le nostre apparecchiature funzionano solo sullo spettro assegnato dalla FCC per uso commerciale. Ciò significa che non possono accedere allo spettro assegnato al Dipartimento della Difesa”. Ovviamente basta crederci, soprattutto quando sono noti i collegamenti fra l’esercito cinese e la società.

Aggiunge inoltre: “Per oltre 30 anni, Huawei ha mantenuto una comprovata esperienza nella sicurezza informatica e non siamo mai stati coinvolti in incidenti di sicurezza informatica dolosi”.

Il rapporto viene a dare nuova linfa al programma “Rip and replace”, che punta a sostituire tutta la tecnologia cinese con prodotti nazionali o comunque provenienti da paesi sicuri. Il programma, che è in corso, procede lentamente, in parte a causa della mancanza di fondi Nel settembre 2020 si stimava che l’intero programma costasse 1,8 miliardi di dollari (2,5 miliardi di S$). Ora si stima che quel piano costerà ben 5,6 miliardi di dollari a causa della scarsità di componenti e di fornitori.

 

 


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