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La grande truffa dell’EU che spinge l’Italia a tassare meno il lavoro e più il capitale. Perché ci provano?


Basta un po’ di attenzione per far saltare fuori la malafede. L’EU ne è satura per il solo motivo che la cd. Unione Europea è – dati alla mano – uno strumento non a vantaggio di tutti i paesi ma semplicemente neocoloniale, ossia ha l’obiettivo di restaurare i poteri centrali europei, Germania in primis, indebolendo i periferici.

Esempio: ricordate come l’EU sostenga pubblicamente – da anni e ad ogni pie’ sospinto – che l’Italia dovrebbe tassare di più il capitale e meno il lavoro, spostando la tassazione?


Bene, mentre fa simili affermazioni la stessa commissione EU pubblica documenti ufficiali (report del 2016) in cui si illustra come l’Italia abbia già un livello di imposte sul capitale decisamente elevato rispetto alla tassazione totale (proporzionalmente), più della media EU e certamente più della Germania (vi basti pensare che anche il famoso cuneo fiscale [tax wedge] sui salari – soprattutto se medio bassi -, additato come un male squisitamente italico, in realtà è sensibilmente più alto in Francia e soprattutto Germania, paese che negli ultimi anni lo ha visto addirittura crescere!).
Parimenti la tassazione sul lavoro italiana proporzionalmente – rispetto alle tasse sul capitale e sui consumi – è già più bassa della media EU.

Tradotto, non si capisce cosa voglia veramente ottenere Bruxelles. O meglio, si capisce: c’è malafede, ricordate che i tedeschi spingono da anni con il fine di introdurre una pesante imposta patrimoniale agli italiani, fortunatamente non riescono a trovare sufficienti argomenti.
Scolpitevelo nella mente: è l’imposta patrimoniale quello che i tedeschi vogliono per l’Italia, in modo da mettere le mani sui risparmi privati. L’EU è solo lo strumento per implementarla!

Andiamo avanti. A partire del 2011 – poi grande incremento dal 2014 – cosa è successo? [Ricordate sempre il fine dell’EU, mi raccomando….]
Risposta: Bruxelles ha fatto in modo che si aumentasse l’IVA e questo sposterà gli equilibri, maggiore tassazione sui consumi e proporzionalmente meno su lavoro e capitale. Vedremo il prossimo anno i risultati ma certamente Bruxelles con questo spera di creare argomenti per le proprie tesi, sperando di arrivare ad una (mega) patrimoniale/tassa sul capitale.
Parimenti non va dimenticato come la volontà EU di aumentare la tassazione sui consumi sia la vera causa della bassa crescita nazionale: infatti i consumi del Belpaese languono e questo frena la crescita del PIL più di ogni altro fattore (ossia incrementa il rapporto debito/PIL). O meglio, assieme all’incremento di tassazione sulla casa, che blocca lo sviluppo dell’importante settore delle costruzioni italiano: anche in tale caso l’EU incredibilmente spinge per ulteriormente incrementare la tassazione sugli immobili (IMU anche sulla prima casa), vedasi le rivendicazioni a mezzo stampa di Bruxelles che ormai si ripetono regolarmente.

Sembrerebbe proprio che l’EU non voglia vedere un’Italia che cresce…

Voi direte, ma se la tassazione italiana in generale è bassa può anche esser giusto alzarla, verissimo! Peccato che l’Italia ha già un livello di tassazione altissima, molto oltre la media EU e pari se non superiore addirittura alla famosa Svezia, ma con servizi forniti dello Stato a livelli da terzo mondo, in comparazione. Se non ci credete guardate sotto:

Addirittura “spaziale” il livello di tassazione di benzina e gasolio per auto, il più alto dell’intera Europa continentale e le tasse “ambientali”.

Interessantissimo per altro rilevare come, a seguito dei provvedimenti suicidi dei governi da Monti in avanti, l’allocazione ottimale di capitale in Italia sia diventata negativa ossia si è creato un tale inferno fiscale da distruggere il guadagno degli imprenditori ossia la redditività marginale degli investimenti. Ecco sotto il grafico a supporto, per migliore comprensione invitiamo ad una attenta lettura il report della Commissione Europea. In due parole: rispetto al 2010 – dopo la sciagurata serie di governi non eletti – l’Italia è diventatameno competitiva in termini di redditività sistemica degli investimenti sulla base della tassazione marginale. Guarda caso…

Conclusione: i fatti dimostrano che l’EU non è affatto interessata a che l’Italia cresca e/o esca dalla crisi e per fare questo usa i media per propinare raffiche di fake news (bugie) con il fine SIA di presentare un situazione italiana più grave di quanto dice la realtà CHE di assolvere provvedimenti fiscali perfettamente suicidi (i documenti ufficiali dicono qualcosa di diverso). Chiaramente tali leggi kamikaze sono implementate da politici cooptati – o ricattati, ndr – dagli stessi che impongono l’austerità targata EU (ho detto forse M. Monti, E. Letta, M. Renzi?).
Il motivo di questa apparente follia, in realtà deliberata? Triplice:

l’Italia è ancora ricca e se quelli del nord riusciranno a far arrivare la troika spoglieranno il paese delle imprese e degli assets sistemici ed importanti, cruciali per far crescere il Belpaese quando uscirà dalla moneta unica (non se ma quando, facendo competizione al resto d’EUropa).
– Parallelamente Berlino ha diretto interesse a che ci siano sempre paesi in crisi nell’EU, sono indispensabili per tenere svalutato l’euro ossia per aiutare i propri esportatori.
– In ultimo aggiungiamoci il fatto che Roma resta il miglior alleato USA non anglosassone, ovvero grande amica del vero competitore/nemico prospettico di Berlino (motivo in più per mettere in ginocchio Roma).

L’Italia ha bisogno di un governo che faccia finalmente gli interessi degli italiani. Quando questo sarà in funzione la scelta di rivedere alla radice i rapporti con Bruxelles sarà automatica. Da discutere ci saranno solo i modi per implementare il grande cambiamento.

MD

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