Energia
Energia continua per i data center: l’alleanza tra XGS e Baker Hughes porta la geotermia nel futuro
Meta punta sulla geotermia di nuova generazione per i suoi data center: XGS Energy e Baker Hughes si alleano per un maxi-impianto da 150 MW nel New Mexico, indipendente dall’acqua.

L’insaziabile fame di energia dei giganti tecnologici sta spingendo l’industria verso soluzioni che, fino a pochi anni fa, sembravano relegate ai manuali di ingegneria sperimentale. L’intelligenza artificiale e le reti di telecomunicazione globale non dormono mai e, di conseguenza, richiedono un’alimentazione elettrica costante. Le fonti rinnovabili tradizionali, come il solare e l’eolico, scontano il noto problema dell’intermittenza, ma la soluzione per un carico di base a zero emissioni potrebbe risiedere letteralmente sotto i nostri piedi.
In questo contesto si inserisce l’accordo strategico annunciato in questi giorni tra XGS Energy, sviluppatore di sistemi geotermici di nuova generazione, e Baker Hughes, colosso delle tecnologie e dei servizi per l’energia. L’obiettivo? Fornire le basi ingegneristiche per un colossale progetto geotermico da 150 megawatt nel New Mexico, destinato ad alimentare la rete della Public Service Company of New Mexico (PNM) e, in ultima analisi, a sostenere le energivore operazioni dei data center di Meta (la controllante di Facebook, Instagram e WhatsApp) nello Stato.
L’importanza dell’esecuzione industriale
Come spesso accade nel mondo delle startup energetiche, l’entusiasmo per le nuove tecnologie si scontra con la dura realtà della messa a terra dei progetti. Una buona idea non genera megawatt se non è supportata da una solida capacità industriale.
Martin Craighead, membro del consiglio di amministrazione di XGS, ha centrato il punto affermando che “la differenza tra una grande idea e un grande asset è la qualità dell’esecuzione sul campo”. L’ingresso di Baker Hughes serve esattamente a questo: trasformare un’innovazione promettente in un‘infrastruttura reale e funzionante. L’azienda texana metterà in campo la sua decennale esperienza nella costruzione di pozzi, nell’ingegneria del sottosuolo e nelle soluzioni di generazione di potenza, ma lo farà applicandola a un paradigma completamente nuovo.
Una geotermia senza vincoli idrici
Il vero elemento di rottura del progetto di XGS Energy è la natura della sua tecnologia “a stato solido”. La geotermia tradizionale è sempre stata limitata dalla geografia: richiede specifiche formazioni rocciose altamente permeabili e, soprattutto, enormi quantità di acqua sotterranea da trasformare in vapore.
Il sistema di XGS, testato con successo in California lo scorso anno con un ciclo continuo di oltre 3.000 ore in un pozzo inattivo, elimina questa dipendenza. Di seguito i vantaggi principali del nuovo approccio:
- Indipendenza idrica e geologica: Utilizzo di materiali termicamente conduttivi in un sistema a circuito chiuso, senza necessità di fluidi naturali del sottosuolo.
- Flessibilità geografica: Possibilità di installare impianti ovunque vi sia roccia calda in profondità, avvicinando la produzione ai centri di consumo (come i data center).
- Riduzione dei rischi: Minori incognite esplorative rispetto alla ricerca di bacini idrotermali naturali.
- Permessi semplificati: L’assenza di prelievo di risorse idriche accelera drasticamente gli iter burocratici e autorizzativi.
L’impatto economico e la strategia di Meta
Dal punto di vista macroeconomico e infrastrutturale, l’impatto è notevole. Ghazal Izadi, Chief Operating Officer di XGS, ha sottolineato che questo singolo progetto per Meta decuplicherà la capacità geotermica operativa dell’intero Stato del New Mexico. Si tratta di un c investimento in infrastrutture pesanti, capace di creare indotto e di modernizzare la rete elettrica (grid) gestita da PNM.
Da parte sua, Meta continua la sua corsa verso l’obiettivo di azzerare le emissioni nette entro il 2030, ma assicurandosi forniture elettriche stabili e che non occupano, orizzontalmente e non richiedono contrastati reattori nucleari. I data center rappresentano la quota principale delle emissioni Scope 3 (quelle della catena del valore) del colosso di Menlo Park. Dopo l’accordo siglato nel 2024 con Sage Geosystems, questa nuova partnership conferma che le Big Tech hanno compreso un concetto basilare: per far girare i server 24 ore su 24 serve energia di base (baseload) affidabile.
La costruzione dell’impianto avverrà in due fasi, con completamento previsto entro la fine del decennio. Se l’alleanza tra l’agilità innovativa di XGS e i muscoli industriali di Baker Hughes si dimostrerà vincente, potremmo essere di fronte a un cambio di paradigma per l’intero settore energetico globale.








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