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Empedocle ritrovato: il Papiro egiziano che restituisce la Voce al Filosofo siciliano
Straordinaria scoperta al Cairo: un papiro svela 30 versi inediti del filosofo greco Empedocle, riscrivendo la storia della scienza e dell’atomismo.

La ricerca papirologica moderna si sta rivelando, per usare le parole dello studioso Peter Parsons, una sorta di “secondo Rinascimento” per la letteratura antica. Proprio come gli umanisti del XV secolo setacciavano le biblioteche dei monasteri europei per recuperare i manoscritti perduti, oggi i ricercatori analizzano antichi frammenti per restituirci tessere mancanti del nostro mosaico culturale. L’ultima, eccezionale scoperta arriva dagli archivi dell’Istituto Francese di Archeologia Orientale (IFAO) al Cairo, dove sono emersi trenta versi del tutto inediti di Empedocle, filosofo presocratico vissuto nel V secolo a.C.
La scoperta è opera di Nathan Carlig, papirologo dell’Università di Liegi, il quale ha identificato il papiro catalogato come P.Fouad inv. 218 come un frammento finora sconosciuto della Physica, il grande poema filosofico e naturale del pensatore di Agrigento. Fino a questo momento, la comunità accademica possedeva esclusivamente copie frammentarie di quest’opera, conservate a Strasburgo.
Chi era Empedocle di Agrigento
Nato ad Akragas (l’odierna Agrigento) intorno al 494 a.C., Empedocle è stato una delle menti più brillanti e complesse della Magna Grecia. La sua filosofia ha gettato le basi per la comprensione del mondo fisico attraverso la celebre teoria delle quattro “radici” o elementi classici: terra, aria, fuoco e acqua. Secondo il pensatore siciliano, questi elementi non mutano nella loro essenza, , ma vengono aggregati e disgregati da due forze cosmiche contrapposte: l’Amore (che unisce) e la Discordia (che separa).
Empedocle fu un pensatore eclettico. Oltre alla cosmologia, sviluppò una rigorosa dottrina della reincarnazione, opponendosi fermamente al sacrificio animale e al consumo di carne. La sua figura fu tanto influente da essere rapidamente avvolta dal mito. La leggenda più nota, tramandata da Diogene Laerzio, narra che il filosofo si gettò nel cratere dell’Etna per far credere ai suoi concittadini di essere asceso al cielo come un dio immortale, ma il vulcano, con una certa ironia naturale, rigettò uno dei suoi calzari di bronzo, svelandone l’inganno. Un’altra versione, dalle tinte comiche e riportata da Luciano di Samosata, lo immagina sbalzato sulla Luna da un’eruzione, costretto a nutrirsi di rugiada.
Cosa rivelano i nuovi versi e l’importanza del ritrovamento
L’importanza del papiro P.Fouad inv. 218 non risiede solo nella sua antichità, , ma nel fatto che ci offre, per la prima volta, un accesso diretto al pensiero originale di Empedocle. Finora, la nostra conoscenza si basava su citazioni indirette, riassunti o allusioni di autori successivi come Platone, Aristotele o Plutarco, i quali spesso riadattavano il testo per i propri fini teorici.
I trenta versi inediti si concentrano su temi altamente tecnici: la teoria degli “effluvi” di particelle e la meccanica delle percezioni sensoriali, con un focus specifico sulla visione. Questo passaggio testuale è cruciale per comprendere l’evoluzione del pensiero scientifico greco.
Di seguito, i punti chiave che rendono la scoperta rivoluzionaria:
- Connessioni dirette: I versi sembrano essere la fonte primaria di un noto passaggio di Plutarco (II secolo d.C.), nonché di un dialogo platonico e di un testo di Teofrasto.
- Echi letterari: La terminologia usata nel papiro si ritrova, passata inosservata fino ad oggi, nelle commedie di Aristofane e nell’opera del filosofo latino Lucrezio.
- Anticipazione dell’Atomismo: La descrizione degli effluvi di particelle suggerisce che Empedocle sia stato un vero e proprio precursore dei filosofi atomisti, come Democrito di Abdera.
Per comprendere la portata dell’evento, i curatori del volume L’Empédocle du Caire offrono un’analogia efficace. Immaginate se, tra mille anni, di Victor Hugo sopravvivessero solo brevi estratti scolastici de I Miserabili e la locandina di un suo spettacolo. Ritrovare improvvisamente alcune pagine originali scritte di suo pugno costituirebbe un evento culturale epocale. Questo è esattamente ciò che il papiro del Cairo rappresenta per la filologia classica.
| I Pilastri del Pensiero di Empedocle | Descrizione |
| I Quattro Elementi | Terra, Aria, Fuoco, Acqua. Fondamento della materia. |
| Le Forze Cosmiche | Amore (aggregazione) e Discordia (separazione). |
| Percezione Sensoriale | Basata sugli “effluvi” di particelle emesse dagli oggetti (novità del papiro). |
| Etica e Religione | Reincarnazione, vegetarianesimo e rifiuto dei sacrifici di sangue. |
La pubblicazione di questa ricerca non si limita a correggere una nota a piè di pagina nei manuali di storia, , ma ci costringe a ricalibrare la posizione di Empedocle nell’asse evolutivo della filosofia occidentale, restituendoci le parole esatte di un uomo che, prima di Platone e Aristotele, cercò di spiegare la complessa architettura dell’universo.







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