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ELEZIONI 4 MARZO 2018: LA CORTE COSTITUZIONALE GARANTISCA IL VOTO DIRETTO DEGLI ITALIANI di Francesca Romana Fantetti

 

Ci sono tre ricorsi oggi alla Consulta su cui la Corte può pronunciarsi rendendo il voto degli italiani diretto e diretta e stringente la nostra manifestazione di volontà. La Corte Costituzionale è oggi cioè nella condizione di rivedere preventivamente la nuova legge elettorale che, incostituzionale, non garantisce la corrispondenza tra l’elettore italiano e l’eletto che egli vuole suo rappresentante, conseguente e diretto.

La attuale legge elettorale, al contrario, garantisce agli inciucioni cioè proprio a quelli che nessun italiano vuole oltremodo vedere ed avere più tra i piedi nè tantomeno dargli un seggio certo in Parlamento (dopo tutto quello che hanno fatto contro gli italiani), consente di sedersi ed arrivare non scelti nè indicati direttamente e sedere in Parlamento sulla poltrona super stipendiata da noi tutti. I partiti politici, tutti i partiti politici stanno infatti lavorando alacremente all’ennesimo assalto frega italiani, senza faccia nè vergogna alcuna. Gli stessi contano sul fatto che, tra seggi e quote di sbarramento, angoli uninominali e proporzionali, chi non sarebbe mai più voluto dall’intero popolo italiano, raggiunga la sedia e soprattutto il malloppo a nostre spese.

In pratica i partiti politici sanno oggi a mena dito che, in base ad anfratti di legge ben celati nella novella legge, i più invisi di loro, quelli che hanno commesso i maggior danni, siederanno in Parlamento.

Cosa bisogna allora fare adesso? Va prontamente tutelato il diritto degli italiani al voto. Che è il diritto di noi tutti a votare ed avere ciò che si vuole. In base a programmi politici economici veri e non, come ancora una volta adesso, per garantire la poltrona. Tecnicamente sono stati presentati alla Corte costituzionale alcuni ricorsi da Roma, da Firenze e da L’Aquila allo scopo di fare controllare preventivamente alla Consulta la incostituzionalità di ciò che ostacola e impedisce la corrispondenza del nostro voto di italiani a ciò che realmente vogliamo.

La nuova legge elettorale, così come è adesso, viola il diritto di voto di noi tutti, diritto sancito riconosciuto e protetto dall’articolo 48 della nostra Costituzione. Al contrario è un dato di fatto che oggi il voto dato ad un partito potrà finire così come finirà ad una lista diversa, in violazione chiara e palese del principio del voto diretto degli italiani. La violazione e l’incostituzionalità nasce da un gioco di soglie elettorali care a chi gioca a frega compagni contro gli italiani. La violazione e l’incostituzionalità ledono qualsivoglia principio di ragionevolezza oltre che di eguaglianza. Quelli che vorrebbero paracadutarsi al parlamento stanno in questo momento usufruendo della candidabilità al collegio uninominale e allo stesso tempo in altri cinque collegi plurinominali in modo da essere sicuri di metterla in quel posto agli italiani.

Nessuna competizione e nessuna trasparenza, tutta una chiara presa per i fondelli di noi tutti. Contro noi tutti. Sconfitto e bocciato cioè dagli elettori italiani nel collegio uninominale, il cane rientra con il proporzionale: la violazione dei diritti di voto degli italiani. È importante quindi che la Corte costituzionale corregga l’evidente incostituzionalità. Prima del voto. Non si forzi la mano, perché va a finire male.


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