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ELA E IL RISCHIO PER I DEPOSITI: ECCO IL RICATTO DELLA BCE di Luca Di Marco

grexit

Poche persone hanno capito cosa si è deciso ieri, 6 Luglio, durante la conference call della BCE per esaminare la richiesta – da parte della Banca centrale Greca – di ulteriore liquidità d’emergenza (ELA).

Credo sia un diritto di tutti sapere che strumenti vengono utilizzati dalla BCE, ormai organo sempre più politicizzato (alla faccia dell’indipendenza), per fare pressione sul governo greco.

Per capire il silenzioso ricatto, bisogna comprendere cosa sia effettivamente l’ELA, come si ottiene, da chi e come viene erogata.

 

SPIEGAZIONE GENERALE

L’ELA (Emergency Liquidity Assistance) viene richiesta ed erogata quando alcuni istituti finanziari dell’area Euro si trovano a corto di liquidità quindi, normalmente, a seguito di un deflusso di depositi.

La richiesta viene effettuata dalla Banca Centrale Nazionale dello Stato alla BCE che dovrà analizzare se vi sono i requisiti necessari per accedervi (https://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/other/201402_elaprocedures.it.pdf ). Una volta che la BCE ne autorizza l’erogazione sarà la Banca Centrale Nazionale ad assicurare i fondi agli enti creditizi bisognosi.

Questi fondi hanno un costo superiore alle principali operazioni di rifinanziamento BCE (0,05%), esattamente 150 punti base in più, ovvero 1,55%.

Per accedere a questa liquidità bisogna, ovviamente, essere solventi (controllo effettuato negli stress test di ottobre 2014) e fornire dei collaterali cioè delle garanzie(titoli di vario tipo).  Il valore di un collaterale non è pari al suo valore nominale ma è sottoposto ad un haircut variabile. Per esempio con haircuts sui collaterali del 50% per ricevere 100 miliardi devi presentare collaterali per il valore di 200 miliardi.

 

IL CASO GRECO

La BCE ha fornito, fino ad oggi, circa 89 miliardi di liquidità d’emergenza agli istituti greci. Questa soglia non è stata più messa in discussione da due settimane a questa parte con l’arenarsi delle trattative con la Troika (ennesima dimostrazione della poca indipendenza della BCE). Ovviamente i controlli di capitali sono una conseguenza diretta di questa decisione. Di questi 89 miliardi ne sono già stati utilizzati più di 88 nonostante il massimale di prelievo fissato a 60 euro.

 

Ed eccoci alla decisione di ieri: la BCE ha negato ulteriore liquidità e ha aggiustato gli haircuts sui collaterali.

(http://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2015/html/pr150706.en.html)

 

IL RICATTO

Nell’immagine sottostante (grazie a Zerohedge) troviamo rappresentata la situazione attuale greca: ciò che è successo e ciò che potrebbe succedere.

Prima della decisione di ieri, gli haircuts sui collaterali greci erano fissati intorno al 50% quindi prima/seconda colonnina verde a destra. In quella situazione gli istituti greci avevano ancora 20 miliardi di collaterali con i quali aveva richiesto ulteriore liquidità.

Ieri la BCE, secondo fonti attendibili, ha innalzato gli haircuts sui collaterali al 60% cioè il punto cerchiato. Questa mossa ha eliminato precisamente tutto il buffer dei collaterali rimanente mettendo in serio pericolo i depositi dei cittadini greci.

 

Zeroh

 

CONCLUSIONI

  • Innanzitutto non verrà più fornita liquidità (avendo la BCE eliminato il buffer di collaterali con questa mossa) e come abbiamo ricordato, l’ELA è in esaurimento –questioni di giorni- nonostante lo stringente controllo di capitali.
  • È stata fatta una forte pressione sul governo greco; se oggi non si troverà un accordo con la Troika, la BCE potrebbe non esitare ad aumentare haircuts sui collaterali rendendo necessario il bail-in delle banche greche… ovviamente con i depositi dei cittadini.

 

Ribadiamo: Grexit è un processo, non un evento e si sta arrivando al punto di “non ritorno”.

 

Luca Di Marco

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