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ECCO IL DOCUMENTO UFFICIALE CHE RIPROPONE IL FONDO DI REDENZIONE ERF! (di Antonio M. Rinaldi)

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Come già annunciato il 16 maggio scorso su questo stesso blog https://scenarieconomici.it/rispunta-a-sorpresa-il-redemption-fund-a-bruxelles-di-antonio-m-rinaldi/, a Bruxelles non hanno la minima intenzione di darsi per vinti riguardo al Fondo di Redenzione Europeo, l’European Redemption Fund (ERF). Questa volta il “merito” è del Gruppo Parlamentare liberista ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa) che ha riproposto lo studio effettuato da un gruppo di esperti incaricato dal precedente Presidente della Commissione Barroso e consegnato a fine marzo 2014.

Come si può leggere all’ultimo punto del paragrafo n.4  del documento inviato il 19.5.2015 dal Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz al Presidente della Commissione dell’Unione Europea, Jean-Claude Juncker, viene reinserita la richiesta di inserire l’ERF nell’agenda dei lavori per il prossimo semestre.

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L’impianto del Fondo di Redenzione sarà pertanto basato sullo studio compiuto lo scorso anno da un gruppo di esperti presieduto dalla ex governatrice della Banca centrale Austriaca, Tumpel Gugerell, che aveva a sua ripreso l’originario studio del “Consiglio dei Saggi ” su impulso dell’economista Tedesco Lars Feld che ha definito nei dettagli gli aspetti tecnici per la realizzazione di questo ennesimo pilota automatico necessario per il rigido rispetto della diminuzione delle eccedenze delle porzioni di debito superiori al 60% del PIL conferendo tali eccedenze in un Fondo che emetterà eurobond utilizzando, a garanzia collaterale, asset patrimoniali e auree nonché parte delle fiscalità nazionali.

Nei prossimi mesi assisteremo alla presentazione e relativa discussione della proposta di costituzione del Fondo di redenzione in sede istituzionale europea e saranno determinanti le posizioni a riguardo dei Gruppi PPE e PSE che costituiscono la maggioranza nel Parlamento europeo.

Il piano per la cessione irreversibile delle rispettive Sovranità nazionali procede senza soste, ma per giungere a nessuna integrazione, ma per garantire solamente sempre più gli interessi finanziari di parte!

Si ricorda che l’ERF rappresenta il mezzo tecnico estremo per poter rendere effettivamente irreversibile l’euro, in quanto ingenti porzioni di debito pubblico dei paesi membri (eccedenze del rapporto 60% PIL)  sarà convertito sotto giurisdizione internazionale, e non più nazionale, per effetto di emissioni di eurobond (eurobill) solidali e pertanto non più riconvertibili nel caso di ritorno alle proprie valute.

Antonio M. Rinaldi

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