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Duro colpo a Greta Thunberg: La Corte Suprema toglie all’EPA la possibilità di mettere tetti al CO2 per la produzione di energia elettrica

Giovedì la Corte Suprema ha stabilito che l’EPA non ha l’autorità di fissare standard sulle emissioni di gas con possibile effetto serra per le centrali elettriche esistenti. L’EPA La sentenza, pronunciata con una maggioranza di  6 a3, ha stabilito che è il Congresso, e non l’Agenzia per la protezione dell’ambiente, ad avere questo potere.

La sentenza della Corte riguarda l’autorità del governo federale di stabilire standard per gli inquinanti che riscaldano il pianeta, come l’anidride carbonica, provenienti dalle centrali elettriche esistenti, ai sensi del famoso Clean Air Act.

La decisione rappresenta un’importante battuta d’arresto per l’agenda dell’amministrazione Biden sulla lotta al cambiamento climatico, in particolare per l’obiettivo di azzerare le emissioni di carbonio delle centrali elettriche entro il 2035 e di dimezzare le emissioni del Paese entro la fine del decennio.

Il caso nasce dalla direttiva dell’EPA del 2015 alle centrali elettriche a carbone di ridurre la produzione o di sovvenzionare forme di energia alternative. L’ordine non è mai stato attuato perché è stato immediatamente impugnato in tribunale.

Secondo l’EPA, le centrali elettriche a combustibili fossili sono la seconda fonte di inquinamento negli Stati Uniti dopo i trasporti. Gli Stati Uniti sono anche il secondo produttore di gas serra dopo la Cina, il che li rende un attore chiave negli sforzi globali per combattere il cambiamento climatico.

Il Presidente della Corte Suprema John Roberts ha scritto l’opinione di maggioranza nel caso, noto come West Virginia contro l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente, a cui si sono uniti gli altri cinque membri conservatori della Corte Suprema. Il west Virginia è uno degli stati USA maggiormente dipendenti dalla produzione di carbone per scopi energetici.

Roberts ha scritto: “C’è poca ragione di pensare che il Congresso abbia assegnato all’EPA tali decisioni” sui regolamenti in questione, nonostante l’agenzia ritenga che “il Congresso l’abbia implicitamente incaricata, e solo lei, di bilanciare le molte considerazioni vitali di politica nazionale implicate nel decidere come gli americani si procureranno l’energia”.

Limitare le emissioni di anidride carbonica a un livello tale da costringere una transizione nazionale dall’uso del carbone per la produzione di elettricità può essere una “soluzione ragionevole alla crisi del giorno””, ha scritto Roberts, “ma non è plausibile che il Congresso abbia dato all’EPA l’autorità di adottare da sola un tale schema normativo”.

Ha aggiunto: “Una decisione di tale portata e conseguenza spetta al Congresso stesso, o a un’agenzia che agisce in base a una chiara delega da parte di quell’organo rappresentativo”. Quindi la decisione non esclude la possibilità che vengano fissati dei limiti all’emissione di CO2 da parte delle centrali elettriche, ma questa scelta deve essere fatta dal potere legislativo, cioè dal congresso e non può essere imposta solo da un ente governativo e amministrativo. Francamente una lezione di democrazia a una Europa dove, in questo campo, si è lasciato che tutte le decisioni venissero prese dalla Commissione senza nessuna reale discussione democratica.


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