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DRAGHI: L’INTOCCABILE.

Cari amici

il dibattito politico sulla banche è passato, anche giustamente , ad occuparsi di chi era Governatore della Banca d’Italia fino al 2011, quindi responsabile della sorveglianza sul sistema bancario, cioè Mario Draghi, attuale governatore della BCE.

Le sue responsabilità vengono chiamate in merito a due situazionei :

a) le popolari venete;

b) l’acquisto scriteriato di Antonveneta da parte di Monte Paschi Siena.

Sul tema delle popolari abbiamo scritto abbondantemente nei giorni scorsi e sappiamo che l’allora governatore fece poco, anzi nulla , per rimettere le banche sulla giusta strada. Vediamo il fresco caso di MPS.

Nel 2007 MPS acquistò da ABN Ambro Antonveneta per un prezzo di 9 miliardi più 8 di prestito, in totale 17 miliardi per una banca che ABN aveva pagato 3 sei mesi prima. Vero che ABN aveva parzialmente ricapitalizzato l’istituto padovano, ma comunque si trattò di un prezzo completamente sproporzionato che affossò l’istituto e predispose per la successiva crisi.

Banca d’Italia vigilava mentre veniva predisposta questa cessione ? Si, vigilava e pure in modo attento, come rivela Libero Quotidiano attraverso una lettera della filiale di Padova alla sede centrale :

L’allora direttore Minnella avvertiva Roma come la situazione della banca, ancorchè regolarizzato dal punto di vista della patrimonializzazione, era tutt’altro che positiva, essendo elevatissimo il rischio creditizio, con un’organizzazione aziendale inadeguata ed organi di governo incapaci di governare la realtà gestionale dell’azienda. Insomma il direttore della filiale di Padova faceva un quadro estremamente negativo della situazione aziendale di Antonveneta, tale da non giustificare l’enorme prezzo pagato da Monte dei Paschi.

Il governatore della Banca d’Italia era all’epoca Mario Draghi e non fece praticamente nulla per impedire questo patto scellerato. Chiaramente non è solo lui responsabile diretto, ma sussiste una chiara responsabilità oggettiva nella materia, e questo è indubbio e sotto gli occhi di tutto. Nonostante questo vi è una corsa politica a difendere il governatore della BCE un po’ da tutti, destra e sinistra, basterebbe leggere Berlusconi. Questo perchè Draghi, come governatore, con il QE avrebbe “Salvato l’euro” e l’Italia, abbattendo i tassi di interesse.

In realtà vi sono due fatti che vengono perfettamente ignorati:

  • la politica del QE finirà, e finir presto, sostituita da quella di stretta economica dei tedeschi. Draghi ha soltanto calciato un po’ più avanti il barattolo che, o prima o dopo, tornerà ad essere di distruzione dei paesi indebitati e di scarsità monetaria. Non che il QE abbia portato ad una vera crescita, almeno al di qua dell’oceano: i suoi unici veri risultati sono stati un po’ di speculazione nel nord europa, un po’ di bolla immobiliare in Svezia, Germania ed Olanda e , soprattutto, tante operazioni di buy-back azionario negli USA, fatte solo per ingrassare una base azionaria sempre più ristretta. La ricaduta sui consumi e sulla crescita è stata minima, un calcio al barattolo;
  • Draghi è già di per se inattaccabile. LA BCE gode di un’immunità giuridica assoluta, come se si trattasse di uno stato terzo, comparabile all’immunità totale di cui gode il rappresentate diplomatico di uno stato terzo. I suoi membri non possono essere chiamati a testimoniare o essere penalmente ritenuti responsabili, come non pagano tasse nazionali. Dato il regime di extraterritorialità della sede della BCE a Francoforte dubito che possa essergli perfino consegnata la richiesta di comparire di fronte alla commissione bilaterale d’inchiesta.

Quindi preoccuparsi per Draghi è inutile: comunque è destinato a passare e, volendo, comunque non si potrebbe fare nulla. In attesa di poterlo chiamare a rispondere bisogna invece concentrarsi sui veri responsabili politici, cioè tutti coloro che hanno legiferato in materia bancaria negli ultimi 20 anni, e coloro che hanno imposto il cappio dell’euro e dell’Unione Europea all’Italia. Loro sono quelli da destinare ad una dannazione politica. Draghi pul anche aspettare

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