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DIE WELT: PERFINO LE ELITE, CIOE’ LA GERMANIA, NON VOGLIONO PIU’ EUROPA

 

Cari amici

 

ieri sul Welt, famoso quotidiano tedesco , è comparso un articolo dal titolo significativo: “Neppure le élite desiderano più l’Europa”, il che detto da un organo omogeneo con le élite stesse fa una certa impressione. Però il contenuto dell’articolo è ancora più pesante.

Praticamente si prende atto come lo “Spirito europeo” e le speranze di un’evoluzione federalista dell’unione è morta con la commissione Barroso. La creazione dell’Euro e la richiesta di una maggiore integrazione fiscale, con la richiesta di un ministero delle finanze unito, ha causato la nascita di un forte scetticismo sia nel sud sia nel nord dell’Europa. Il fatto che l’unico vero potere centrale dell’Unione sia la Banca Centrale Europea non migliora questi fatti, tanto più che questa cerca di imporre  un’unione bancaria, con tanto di fondi di garanzia, nella quale gli spagnoli pagheranno per i fallimenti bancari tedeschi e viceversa.

In questa situazione una maggiore integrazione richiederebbe che la cessione dei poteri da parte degli stati nazionali, ma questo spostamento ormai non è più gradito ai cittadini, soprattutto in Germania. Weidmann ha affermato che non bisogna più ripetere l’errore fatto negli ultimi anni, in cui si sono introdotte norme stringenti europee, nella speranza che poi questo portasse ad uno sviluppo politico dell’unione. Questo non è avvenuto, anzi vi è stato un rigetto, per cui non è possibile avanzare verso un’unione di carattere finanziario, ma bisogna proseguire solo nell’ambito di Maastricht, senza altri vincoli, ma proseguendo come unione di stati nazionali. Perfino questo approccio più empirico però non viene ad accendere nessun entusiasmo nel sud Europa, perchè si è dimostrato che il trattato non ha funzionato. Quindi l’unione finanziaria non riesce ad accendere nessun entusiasmo nè nessuna speranza di unificazione, ed al massimo l’evoluzione non sarà che un proseguire sulla strada attuale di un tira e molla di contrattazioni a livello multinazionale.

Cosa resta quindi per l’Europa? Dove può intervenire ed accendere entusiasmi ? Secondi Schulz, candidato SPD, su temi come immigrazione, cambiamento climatico, commerci internazionali , moneta, ma Olli Rehn, commissario europeo, chiede un intervento meno ampio, più concentrato e che soprattutto si manifesti in un minor numero di norme e di regolamenti minuziosi.

Noi crediamo che qualsiasi intervento della UE sarà inaccettabile senza un vero appoggio democratico e popolare, ma questo è impossibile senza una forte mediazione degli stati nazionali, che allo stato attuale sono le uniche parziali espressioni democratiche e popolari. L’Europa può sopravvivere solo attraverso i propri stati nazionali, non cercando di snaturarli e di sconvolgerli.

 

 

 

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