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Di chi fu la responsabilità del fallimento delle banche in Italia? La risposta della Corte di giustizia UE

La corte di giustizia della UE si è pronunciata ieri su un caso che vedeva opposti gli azionisti e obbligazionisti BancaMarche alla Commissione. I primi accusavano la seconda di essere la responsabile del fallimento della banca marchigiana per aver impedito l’utilizzo del Fondo Italiano di Tutela dei Depositi, ritenuto non correttamente un aiuto di stato. In questo caso, al contrario di Tercas, la corte però ha dato ragione alla Commissione perché la decisione di non intervenire fu presa dal governo italiano e le  cause del dissesto furono gestionali.

Sicuramente la Commissione, dopo il caso Tercas, fece capire che il FIDT era uno strumento non gradito, ma la scelta di non utilizzarlo fu del governo Renzi che si inventò il disastroso Bail Out. Le pressioni della Commissione trovarono facile terreno in un governo, di suo, già piegato.

Così in una nota Marco Zanni (presidente gruppo ID), Francesca Donato, Valentino Grant, Antonio Maria Rinaldi, europarlamentari Lega componenti della commissione Econ, commentano la sentenza del Tribunale dell’Ue:

“La responsabilità della risoluzione di Banca Marche fu del governo italiano e del ministro Padoan, a quel tempo a capo del Mef. Anziché invocare l’intervento del fondo interbancario di tutela dei depositi FITD, strumento di protezione del risparmio che la Lega sostiene da sempre assieme alle altre misure che escludono l’applicazione delle norme Ue di risoluzione dell’Unione Bancaria, il governo di allora preferì un atteggiamento remissivo verso Bruxelles, rinunciando a ogni tipo di richiesta. Dopo la decisione su Tercas che vietava l’intervento del FITD, la sinistra al governo nel 2015 scelse l’atto di fede su Banca Marche, privando i cittadini di uno strumento che avrebbe potuto mettere al riparo i loro risparmi. Le conseguenze disastrose di quelle scelte le abbiamo viste ancora in questi mesi, con l’applicazione del burden sharing nella risoluzione di Banca Marche, Cariferrara, Carichieti, Etruria. Ennesima conferma che l’atteggiamento debole dell’Italia verso l’Ue non paga e non porta alcun beneficio. I responsabili di queste scelte ammettano i propri gravi errori, che hanno minato la stabilità del sistema bancario italiano nel momento in cui imprese e risparmiatori ne avevano più bisogno”.

Padoan non ha mai ammesso i suoi errori, anzi ora è presidente di Unicredit.


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