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Debito pubblico senza fine, quando smetterà di aumentare?

Debito pubblico, perché continua ad aumentare?
Quante volte ci siamo posti questa domanda e quante volte abbiamo ricevuto risposte diverse, a seconda della fonte che ce le dava?

Secondo i filo liberisti la colpa è nella spesa pubblica, mentre secondo i sovranisti, le cause sarebbero da ricercare nel meccanismo stesso della generazione del debito. Proviamo a spiegare perché hanno ragione entrambi.

Le origini del debito pubblico

Forse non tutti sanno come nasce il debito pubblico.
Le origini sono ben lontane dai giorni nostri e per questo ce ne occuperemo in un prossimo articolo.
Ciò che ci preme oggi evidenziare, sono le conseguenze della modalità con cui quel debito è esploso.
Ci riferiamo al meccanismo di indebitamento che ha prodotto l’esborso di oneri talmente elevati da rendere impossibile ridurre il debito stesso.


andamento debito pubblico e degli interessi sui Titoli di Stato

Libro di economia spiegata facile, grafico del debito pubblico e dell’andamento delle rendite sui Titoli di Stato.

Perché se, con l’ingresso nell’Euro, i tassi d’interesse calano – vedi la transizione dalle barrette colorate di rosso, che evidenzia l’aumento dei tassi, alle barrette in verde, dei tassi in discesa – il rapporto debito/PIL continua ad aumentare (curva evidenziata in grigio)?


È vero infatti che a causa del meccanismo del finanziamento dello Stato sui mercati, i tassi di interesse sui titoli di Stato italiani siano stati mediamente superiori al 4%, ovvero maggiori del tasso di inflazione, per tutto il periodo che è passato dall’introduzione dell’Euro, fino all’introduzione del Quantitative easing di Draghi.

Questo ci dimostra subito che, con un prestatore di ultima istanza, ruolo che spettava alla Banca d’Italia (in sintonia con il Ministero del Tesoro), le rendite sui Titoli, dovuti alla scadenza, scendono drasticamente.

Ma ciò che il prestatore di ultima istanza non potrebbe fare è diminuire gli interessi maturati sul vecchio debito.

Per difendersi da quello servirebbe una poderosa ripresa economica.
Infatti se la crescita del PIL (inchiodato da anni allo zerovirgola) è inferiore alle rendite dei Titoli di Stato, il debito pubblico aumenta.
Da troppi decenni il rapporto tra le rendite sui Titoli pubblici e l’inflazione viene colmato in buona parte con l’aumento delle tasse. Tasse che frenano la crescita.
La differenza tra il totale del prelievo fiscali necessario al sostegno della spesa publica e l’ancor maggiore prelievo fiscale, a cui assistiamo in continuazione, si chiama avanzo primario e serve a ripagare almeno in parte gli interessi che lo Stato deve rimborsare agli acquirenti dei Titoli di Stato.


Il prestatore di ultima istanza sarebbe servito se mai ad evitare  almeno a mitigare gli effetti della speculazione sui nostri Buoni del Tesoro.
Questo aspetto ci spiega in parte perché Francia e Germania si siano indebitate meno di noi.
Francia, Germania ed altri Paesi dell’eurozona hanno sempre goduto, da quando esiste l’Euro, di prestiti più agevolati.
Questo è dovuto al fatto che i Titoli pubblici di quei Paesi godevano di un rating elevato e quindi che la BCE li acquistava a tassi prima dell’1%, poi dello 0,5%.
Oggi viaggiano a tassi negativi.

BCE quindi prestatrice di ultima istanza solo per pochi.
Tutto a norma, viste le clause dei trattati europei.
Come questi Titoli rientrassero in quel segmento degli acquisti della BCE, dopo aver truccato i bilanci pubblici, è un tema che affronteremo un’altra volta.


Le principali ragioni dell’aumento del nostro debito pubblico

Nel precedente articolo dal titolo, Siamo ancora in tempo per uscire dagli schemi del sistema? abbiamo visto come l’Italia abbia visto crescere il proprio debito pubblico molto meno rispatto ad altri “partners” europei (vedi il Portogallo).

Alla luce del taglio degli investimenti pubblici in Italia risulta che il continuo progredire del debito pubblico sia dovuto principalmente a due fattori:

  1. gli elevati interessi accumulati sull’emissione di Titoli di Stato pre quantitative easing;
  2. i derivati accesi dagli enti pubblici italiani.

Di questa seconda specie non si parla mai.

Nel libro di economia spiegata facile abbiamo spiegato cosa sono questi derivati.
Per rendere più facile il discorso li abbiamo paragonati alle scommesse sui cavalli.


Le scommesse che la macchina pubblica ha perso alle corse dei cavalli

Come spieghiamo nel libro di economia spiegata facile, il nostro debito continua ad aumentare anche perché la pubblica amministrazione si ritrova a pagare le scommesse perse con i derivati con i quali aveva puntato sull’aumento dei tassi che invece, con l’ingresso nell’Euro, sono scesi.
Come allora infatti i bassi tassi rimangono il principale obiettivo della BCE. Peccato che gli operatori di mercato abbiano causamente nascosto questo dettaglio ai sottoscrittori dei derivati.

I derivati sono una sorta di scommessa sull’avvenimento o meno di determinati eventi.
Nell’alta finanza vengono utilizzati per difendersi da imprevisti, come se fossero una specie di assicurazione.
Si basano su calcoli matematici talmente complessi da risultare indecifrabili agli stessi ingegneri che li creano.
Ciò avviene perché a ciascun derivato si collegano come una sorta di catena di causa-effetto, migliaia di altri derivati.


LA TRAPPOLA DEI DERIVATI

i derivati spiegati dal libro di economia spiegata facile

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Ecco perché queste opere di ingegneria finanziaria non dovrebbero essere sottoposte ad ignari investitori.
Ciò invece avvenne con molti amministratori pubblici, anche locali.
Sindaci di piccoli comuni, gestori di fondi pubblici, aziende municipalizzate, Regioni, ecc.

L’AMA di Roma, ad esempio, ha scoperto perdite sui derivati per ben 66 milioni di Euro.

Così è avvenuto anche ai vertici.

Negli anni 90, quando Mario Draghi era al ministero del tesoro, l’Italia accese numerosi derivati sul proprio debito. I dati a nostra disposizione indicano che fino al 2015 l’Italia era esposta in derivati sui Titoli pubblici per 163 miliardi.

Forse vedremo smettere di crescere il debito pubblico italiano quando cesserà l’effetto dei derivati sulla nostra spesa. Ma allora quale altra diavoleria si inventeranno i mercati ed i loro operatori, per continuare a campare di rendita sul lavoro degli italiani?

Se vuoi scoprire di più su questa storia, leggi il libro di economia spiegata facile.

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